L’autisme en Afrique, entre fatalité et espoir

L’autisme est dans de nombreux pays un problème national, un problème de santé publique pour lequel tout le monde est mobilisé, pouvoirs publics et communautés. En Côte d’Ivoire, comme dans beaucoup d’autres pays africains, la situation est différente. La prise en charge des enfants handicapés, en particulier psychiques, est un véritable problème de santé, socio-économique et culturel. C’est un contexte caractérisé par une forte discrimination et la stigmatisation des enfants handicapés, accentué dans le contexte ivoirien par les conflits successifs au cours des dernières décennies. Le Centre Marguerite Té Bonlé représente le but recherché: nous avons recueilli le témoignage de sa responsable, Anna-Corinne Bissouma.

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Autismo in Africa, se tradizione e povertà ostacolano le cure

L’autismo è in molti Paesi una questione nazionale, un tema di salute pubblica per il quale si mobilitano tutti, autorità statali e comunità. In Costa d’Avorio, come altrove in Africa, la situazione è diversa. La cura dei bambini con disabilità, specialmente psichiche, è un autentico problema non solo di salute ma socio-economico e culturale. È un contesto caratterizzato da una forte discriminazione e stigmatizzazione dei bambini disabili, aggravato, nel contesto ivoriano, dai conflitti succedutisi negli ultimi decenni. Un tentativo di affrontare tutto questo è rappresentato dal Centro Marguerite Té Bonlé: abbiamo raccolto la testimonianza della sua responsabile, Anna-Corinne Bissouma.

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Jugendamt, il terzo genitore dei bambini residenti in Germania

Oggi si dibatte molto di separazioni e di affido, ma si dimentica il diffuso fenomeno delle sottrazioni internazionali, o meglio lo si affronta da un punto di vista unilaterale. Tale punto di vista non può portare a nessuna proposta concretamente risolutiva, proprio perché incompleto. Tra i Paesi che non restituiscono i bambini e trattengono anche i figli di coppie straniere non separate va annoverata la Germania, seguita dall’Austria, Paesi con ordinamenti familiari molto simili ed entrambi con la particolare caratteristica di prevedere per ogni bambino sotto la propria giurisdizione un terzo genitore, il “genitore di Stato”.

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3 ottobre, ricordare in nome dell’umanità

In occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, Voci Globali esorta al ricordo delle vittime che negli ultimi anni hanno provato a raggiungere la Fortezza Europa. Donne, uomini e bambini della maggior parte dei quali non si conosce né nome, né età, né provenienza. Invitiamo i nostri lettori ad una riflessione silenziosa e a domandarci quali sono i motivi che spingono a considerare una vita più importante di un’altra. Dal 1993 il network europeo UNITED for Intercultural Action sta tenendo l’elenco di questo olocausto contemporaneo.

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Wakhan, pace ed echi di storia dal più remoto Afghanistan

Un reportage dalle montagne solitarie dell’Afghanistan, nell’isolato corridoio del Wakhan che ha rappresentato nel corso del tempo il punto di incontro tra Oriente e Occidente, da cui passarono conquistatori, viaggiatori, religiosi, mercanti e avventurieri. Anche in questo recente viaggio incontri e storie incredibili, di cui pubblichiamo un breve resoconto. “Un mondo a parte” lo ha definito chi scrive, “immenso, puro e selvaggio”, un mondo dal quale sono passati secoli di Storia, con i suoi protagonisti, e in cui oggi possiamo tentare di immergerci attraverso questa ricostruzione e le poetiche – e potenti – immagini che l’accompagnano.

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Se il migrante porta conoscenze e le insegna, a Matera si può

Mentre si continua a dibattere la questione delle navi allontanate dai porti italiani, dalla Basilicata arriva un esempio di storia positiva di integrazione. Nella Capitale europea della cultura 2019, Matera, una cooperativa sociale non-profit ha lanciato la Silent Academy, un’accademia dove oltre 400 migranti non ricevono formazione, ma sono loro stessi a fare da insegnanti, trasmettendo le loro conoscenze nei mestieri in cui erano abili nel Paese d’origine. Il progetto si ispira all’idea di arte pubblica, una fusione tra creatività e intervento sociale che potrebbe migliorare il sistema di accoglienza.

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Presentazione della IX edizione, 6 – 11 novembre 2017

Tra le contraddizioni di un’Europa divisa e ferocemente arroccata nei suoi confini e di un Mediterraneo solcato da barche piene di disperati fuggiaschi, “Mari, muri e filo spinato” prova a rilanciare l’idea di una nuova solidarietà con le immagini e le parole del IX Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

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Giornata dell’Alfabetizzazione, l’impegno di ActionAid Italia

Un’infografica realizzata dalla Onlus aiuta a capire quale sia la situazione relativa all’analfabetismo nel mondo. Le aree più critiche sono l’Africa Sub-Sahariana (dove vive il 26% della popolazione analfabeta globale) e l’Asia Meridionale (51% della popolazione analfabeta globale).

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‘Fedele alla linea’, quando un disegno racconta più delle parole

Edito da Becco Giallo, il nuovo libro di Gianluca Costantini dedicato al Graphic Journalism è un ottimo compendio di come il giornalismo disegnato possa contribuire a ridefinire le linee dell’informazione. L’attuale crisi degli strumenti classici delle democrazie occidentali ha contribuito a rendere nebbioso anche l’orizzonte del quarto potere e del suo ruolo. Costantini da dieci anni offre invece chiaramente ai suoi lettori la narrazione del reale, attraverso un disegno che non è di fantasia e immaginazione ma di fatti e denunce di quanto accade nel mondo.

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Rifugiati LGBTI, diritti che oscillano tra norme e pregiudizi

Secondo dati di ricerca i richiedenti asilo gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI) devono affrontare molteplici forme di discriminazione, sia da parte delle autorità di Paesi ostili da cui fuggono, sia nelle procedure delle richieste d’asilo di Paesi ospitanti non ancora equipaggiati per affrontare questa particolare situazione. Il punto in Europa ma anche in Africa, in un articolo a firma di Tobias Pellicciari, presidente di International Support – Human Rights per i diritti LGBTI con la collaborazione di Paola Villano, docente di Psicologia sociale all’Università di Bologna.

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