Figli di stupri di guerra, per la pace oltre la barriera dello stigma

A livello mondiale, i bambini nati durante i conflitti da madri vittime di violenza non emergono ancora come soggetti di giustizia e assistenza sanitaria. Considerati come “figli del nemico”, attorno alle loro storie vige indifferenza e confusione. La negligenza delle istituzioni li priva dei diritti fondamentali, vulnerabilità ed emarginazione caratterizzano i vissuti di questi bambini. Ma c’è tra loro chi racconta la propria storia e chi, tra la società civile, si batte per la loro protezione, e per la pace futura.

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Colombia, barlumi di giustizia per i crimini sessuali di guerra

Il Paese latinoamericano, noto soprattutto per il traffico di droga, è stato teatro di una lunga guerra civile conclusasi nel 2016 con un accordo di pace tra il Governo e le FARC. Durante il conflitto, la violenza sessuale è stata utilizzata, da tutte le parti coinvolte, come arma di guerra provocando un alto numero di vittime. I crimini sessuali di guerra, per molto tempo negati dalle autorità governative, sono ora al vaglio del Tribunale Speciale per la Pace (JEP). Per la prima volta, le donne colombiane hanno una reale possibilità di ottenere giustizia per le atrocità subite.

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