Balcani, il ritorno dei nazionalismi all’ombra della crisi europea

L’instabilità dell’Unione Europea sta arrecando conseguenze negative non solo per i suoi Stati membri, ma anche per quelli vicini e, almeno fino a poco tempo fa, speranzosi di entrare a farne parte. In particolare la regione dei Balcani, già reduce dalle guerre devastanti degli anni Novanta, rischia di pagare un prezzo molto alto per le politiche ultimamente attuate dai leader europei. La mancata annessione all’UE potrebbe infatti significare la riapertura di ferite mai davvero ricucite tra i popoli della regione, contraddistinta da una geopolitica vulnerabile e rischiosa.

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3 ottobre, ricordare in nome dell’umanità

In occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, Voci Globali esorta al ricordo delle vittime che negli ultimi anni hanno provato a raggiungere la Fortezza Europa. Donne, uomini e bambini della maggior parte dei quali non si conosce né nome, né età, né provenienza. Invitiamo i nostri lettori ad una riflessione silenziosa e a domandarci quali sono i motivi che spingono a considerare una vita più importante di un’altra. Dal 1993 il network europeo UNITED for Intercultural Action sta tenendo l’elenco di questo olocausto contemporaneo.

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Balcani, ondata di sessismo. La risposta delle donne

Regole patriarcali tradizionali, stereotipi e pregiudizi di genere sono ampiamente diffusi in ​​Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Croazia e in altri Paesi dell’ex Jugoslavia. Con il diffondersi dei social media, anche online le donne sono diventate i bersagli principali di molestie e discriminazioni. Tuttavia, negli ultimi anni, e soprattutto nei mesi più recenti sulla scia del movimento #MeToo, un numero sempre più crescente di donne in tutta la regione sta utilizzando proprio gli strumenti in Rete per reagire e combattere problemi da troppo tempo ignorati.

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Stupri di guerra in Bosnia, in 20 anni solo scampoli di giustizia

Sono passati 22 anni dalla fine della guerra nei Balcani, ma questo tempo non è stato sufficiente per assicurare una forma di giustizia e risarcimento alle oltre 20.000 donne e ragazze che durante il conflitto hanno subito una forma di violenza sessuale e stupro. In Bosnia Erzegovina in particolare, denuncia Amnesty International, le vittime non hanno accesso alla giustizia in maniera omogenea nelle varie regioni del Paese, non hanno supporto fisico, psicologico, legale ed economico, e la lentezza dei processi spesso pregiudica la reale condanna dei colpevoli.

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