Arabia Saudita: diritti delle donne, attiviste detenute e torturate

Per quasi un anno, 11 attiviste per i diritti umani sono state detenute arbitrariamente e, secondo diverse fonti, hanno subito torture e abusi sessuali da parte dei loro carcerieri. La loro “colpa” è aver promosso e sostenuto il movimento di protesta nato nel 2016 sotto lo slogan #IamMyOwnGuardian con l’obiettivo di abolire il cosiddetto “sistema di sorveglianza maschile” vigente nel Paese. Un sistema che opprime le donne ponendole sotto l’assoluto controllo del proprio “guardiano”. Tre di loro sono state temporaneamente rilasciate grazie alla forte pressione della comunità internazionale. Ricostruiamo qui la vicenda.

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L’arte che racconta l’inquinamento. Storia da uno slum a Nairobi

Il problema dell’aria inquinata è globale ma certi popoli sono più afflitti di altri. A Mukuru, una delle baraccopoli più grandi del Kenya, il progetto The AIR Network, composto da un gruppo multidisciplinare di ricercatori, si prefigge di lavorare a stretto contatto con la comunità per individuare le fonti del problema, andando oltre i metodi più tradizionali. Sfruttando la creatività grazie all’uso di cinema, teatro, pittura e musica, mira a coinvolgere attivamente la popolazione nel trovare soluzioni realmente applicabili ed efficaci che partano proprio da coloro che vivono il disagio in prima persona.

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India e Pakistan, rapporti tesi all’ombra dalla crisi nucleare

Il confine indiano-pakistano è una delle zone più critiche al mondo. I due Paesi condividono una lunga e dolorosa storia di conflitti, tra cui la delicata questione del Kashmir, in sospeso dal 1947, e tornata sotto la luce dei riflettori a febbraio in seguito a un sanguinoso attacco terroristico. Entrambe le nazioni sono in possesso di armi nucleari che, qualora utilizzate, causerebbero danni devastanti a livello mondiale. Occorre quindi una soluzione a lungo termine per raggiungere l’equilibrio in questa delicata e tormentata regione.

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Fondamentalismo cristiano USA finanzia estrema destra nell’UE

Un’analisi condotta da openDemocracy sui documenti finanziari di decine di organizzazioni cristiane statunitensi ha rilevato un preoccupante, e sconvolgente, flusso di denaro da questi movimenti verso i sempre più presenti partiti di estrema destra in Europa. Alcuni di questi gruppi hanno sostenuto campagne e leggi contro i diritti gay, l’aborto e altre questioni da loro considerate contro “i valori tradizionali”. Altri hanno legami con la Casa Bianca, con persone o società influenti a livello mondiale e sono intervenuti in altri Paesi in nome di quella che molti di loro considerano una “guerra culturale”.

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Alzarsi da soli, un atto di coraggio per sé e per gli altri

Ce ne sono molti di esempi al mondo – in tutte le epoche – di persone che hanno contribuito a mutamenti epocali. Battaglie civili, sociali, politiche, ambientali… Lo hanno fatto senza aspettare gli altri, senza la paura del giudizio o del fallimento. Sono gli uomini e le donne che sono passati alla Storia. Poi, ci sono le “storie di tutti i giorni”, di chiunque prenda in mano il proprio destino, che lotta per la propria “rivoluzione umana”, per quel cambiamento interiore che determinerà il cambiamento dell’ambiente che lo circonda.

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India, se la campagna elettorale si fa a colpi di whatsapp

I social media e le applicazioni, in particolare quelle di messaggistica istantanea, svolgono ormai un ruolo fondamentale nella vita quotidiana di milioni di persone. Non sorprende quindi che in un Paese che conta oltre 200 milioni di utenti, questi strumenti possano diventare un’arma a doppio taglio, soprattutto con l’avvicinarsi delle prossime elezioni nazionali. Se da un lato infatti i partiti politici indiani stanno cercando di approfittarne per guadagnare sempre più elettori, dall’altro proprio i cittadini sono a rischio di rimanere vittime di disinformazione e pericolose fake news.

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Malesia, la tolleranza e il rispetto come esempio per il mondo

Un tuffo in questo Paese del Sud-Est asiatico, dove tre grandi gruppi etnici, malay, cinese, e indiano, convivono senza osteggiarsi gli uni con gli altri. Dove le moschee sorgono accanto ai templi indù, e al capodanno cinese seguono i festeggiamenti del Ramadan e del Diwali. Una breve analisi di come la gente gestisce questa storica coesistenza, nell’assenza di violenza da ormai cinquant’anni, dei problemi sociali che tuttavia ne scaturiscono, delle soluzioni adottate dal Governo e soprattutto delle lezioni che se ne possono trarre.

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Simbiocene, progettare il futuro oltre il pessimismo ambientale

L’Antropocene è l’era della dominazione umana sul pianeta, i cui impatti alimentano le prime pagine dei giornali insieme a paura e sconforto. Il filosofo ambientale australiano Glenn Albrecht oppone una visione che smonta il mito della separazione tra uomo e natura e mette al centro la convivenza tra gli esseri viventi. Le bioscienze stanno dimostrando infatti la centralità della coesistenza in simbiosi tra le diverse specie come fondamento per la vita. L’adozione dei principi simbiotici nei sistemi sociali e tecnologici umani rappresenta una sfida entusiasmante e positiva per tutta l’umanità.

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Se le jihadiste “abiurano” e vogliono tornare a casa

Ingenue e vittime di soprusi, o artefici consapevoli di violenza e terrore? Il ruolo delle donne che avevano scelto di lasciare le proprie case per unirsi allo Stato Islamico e che ora vogliono ritornare al proprio Paese di origine crea confusione e timori nell’opinione pubblica e nei Governi. Un noto caso nel Regno Unito è quello di Shamima Begum. Urgono disposizioni che perseguano in modo imparziale i responsabili di crimini e atrocità senza pregiudizi basati sul genere. Allo stesso tempo però, occorre riflettere e contestualizzare le scelte di queste donne e i diversi ruoli che i gruppi estremisti riservano ai due sessi.

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Burkina Faso, dove l’assenza dello Stato contribuisce alla jihad

Testimonianze dal Soum, una delle province più settentrionali del Paese situato nella regione del Sahel. La pesante carenza di infrastrutture (acqua, strade, sanità, scuole), servizi e sicurezza, e la frustrazione di una regione povera nonostante la presenza di risorse naturali importanti, aumentano il rischio di radicalizzazione, motivato anche da alcune tensioni etniche. Così nascono nuovi gruppi jihadisti quali Ansaroul Islam, nato a fine del 2016 e che agisce nel territorio saheliano, compreso il Mali, con crescente violenza. Una lettura articolata, dalla quale si evince l’urgente necessità di sviluppo dell’area.

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