La violenza nelle università marocchine, una crisi sottovalutata

L’ambiente universitario dovrebbe rappresentare un luogo di crescita, cultura ed esperienza per i ragazzi in modo da prepararli poi ad affrontare il mondo esterno e quello del lavoro. Questo non avviene attualmente in Marocco, dove i campus sono ormai teatro di continui scontri che hanno anche provocato vittime. A parte le ideologie e le opinioni politiche differenti che contraddistinguono i vari gruppi, queste brutalità sono il prodotto in parte di un’istruzione inadeguata ma soprattutto di una società profondamente divisa e di uno Stato assente che non ha ancora compreso la fondamentale importanza dei propri giovani.

Leggi il seguito

Alla scoperta dell’informazione online tra successi e tentativi

Quanti sono gli utenti che, armati di click, cercano informazioni nel vasto mare della Rete? Mentre imperversa il dibattito sulle fake news e sull’affidabilità delle testate online, l’ultimo Rapporto redatto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni snocciola le cifre sulle abitudini di consumo degli italiani rispetto all’informazione digitale. Come è composto il pubblico delle news online? Quali marchi editoriali primeggiano e quanti faticano ad ottenere visibilità? Quali sono le strategie di finanziamento delle imprese digitali? Queste ed altre domande sollevate da numeri e percentuali. Per nulla rassicuranti.

Leggi il seguito

Femminicidio, cancro ‘giustificato’ da società e istituzioni

Ogni anno, in Italia, circa 150 donne perdono la vita per mano di un uomo. Mariti, compagni, ex partner, familiari sfogano la loro violenza assassina come atto ultimo di prevaricazione sulla donna. Il perdurare di una cultura patriarcale che non vuole mettere in discussione il paradigma del “maschio dominante” e lo stereotipo della donna “custode del focolare domestico” non ha finora permesso di affrontare in modo adeguato ed efficace il problema. Vittime secondarie di questo vergognoso fenomeno sono i figli delle vittime di femmincidio. I cosidetti “orfani speciali” sono abbandonati dallo Stato e nulla si sa di dove sono e cosa fanno.

Leggi il seguito

India, donne ai margini di una società maschilista e settaria

In questo Paese tra uomini e donne regna una forte disuguaglianza, una condizione, questa, percepita soprattutto nelle strade delle città. Spesso le donne sono costrette a svolgere lavori che le costringono a rimanere in casa, e sono in poche a poter guidare un veicolo. Inoltre, al fine di garantire loro di potersi spostare liberamente per le strade e utilizzare i trasporti pubblici bisognerebbe realizzare quartieri e infrastrutture in grado di rispondere maggiormente alle loro esigenze. La sfida attuale è quella di provvedere alla sicurezza delle aree urbane attraverso progettazioni su più vasta scala.

Leggi il seguito

Wakhan, pace ed echi di storia dal più remoto Afghanistan

Un reportage dalle montagne solitarie dell’Afghanistan, nell’isolato corridoio del Wakhan che ha rappresentato nel corso del tempo il punto di incontro tra Oriente e Occidente, da cui passarono conquistatori, viaggiatori, religiosi, mercanti e avventurieri. Anche in questo recente viaggio incontri e storie incredibili, di cui pubblichiamo un breve resoconto. “Un mondo a parte” lo ha definito chi scrive, “immenso, puro e selvaggio”, un mondo dal quale sono passati secoli di Storia, con i suoi protagonisti, e in cui oggi possiamo tentare di immergerci attraverso questa ricostruzione e le poetiche – e potenti – immagini che l’accompagnano.

Leggi il seguito

Iran, dove il futuro del Paese si gioca sul corpo delle donne

Nel 2015 viene approvata in Iran da 289 uomini e 9 donne una legge retrograda che annulla le conquiste della pianificazione familiare dei decenni precedenti. In nome dell’apparente necessità di aumentare la popolazione, la normativa incoraggia il matrimonio in giovane età e frequenti gravidanze. Le donne perdono così il diritto di decidere se e quando sposarsi, divorziare o avere figli. Si assiste in pratica a un’inversione di tendenza che potrà forse migliorare la popolazione in termini di numeri, ma incide pesantemente, seppur in modo diverso a seconda della classe sociale, sulle vite delle iraniane.

Leggi il seguito

Grecia, funziona il piano di salvataggio ma a danno dei cittadini

Dopo otto anni il Paese esce dal programma di salvataggio messo in atto dalla Troika (Eurozona, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale). Nel 2010 lo Stato ellenico è stato costretto a chiedere aiuto agli organismi internazionali per evitare un probabile default. È quindi iniziato il lungo periodo dell’austerità, con tagli a salari, pensioni e spesa pubblica. La disoccupazione e la difficoltà economica hanno causato frustrazione, povertà ed emigrazione all’estero di circa 400.000 persone. Oggi inizia una nuova fase, per una ripresa non facile.

Leggi il seguito

Messico, le controverse strategie di Obrador contro il crimine

Lo scorso luglio il popolo messicano ha votato il suo nuovo capo di Stato, eleggendo in maniera schiacciante Andres Manuel López Obrador. Il nuovo Governo entrerà in carica a dicembre ma già si trova di fronte una situazione allarmante: nel Paese si sono registrati infatti negli ultimi anni i più alti tassi di violenza criminale. Se da un lato la campagna di López Obrador sembra voler affrontare in maniera efficace la criminalità organizzata che pervade l’intera società, dall’altra molte premesse rischiano però di ribadire politiche inadeguate e di appesantire un contesto già estremamente difficile.

Leggi il seguito

Swaziland, le elezioni politiche all’ombra del potere del re

Un nuovo rapporto pubblicato lo scorso luglio mostra come le ultime elezioni nazionali tenutesi nel 2013 non sono state democratiche. Al contrario, l’intera rappresentazione elettorale sembra essere servita solo a mantenere lo status quo della monarchia assoluta dominante. Il prossimo 21 settembre il Paese sarà chiamato di nuovo alle urne, e le previsioni non preannunciano nulla di buono. Fintanto che i poteri saranno ancora tutti nelle mani del re, non avverranno cambiamenti significativi ma gli elettori sembrano temere troppo le rappresaglie per attuare un vero mutamento.

Leggi il seguito

Quando i libri diventano strumento di resistenza durante i conflitti

Leggere può essere talvolta uno strumento terapeutico. Oppure può portare la mente a esplorare mondi fantastici, ma che nondimeno riescono a parlare all’uomo a confronto con le domande e gli interrogativi di sempre. Ma cosa significa leggere quando la nostra sopravvivenza fisica è a rischio? E’ possibile riuscire ad essere trasportati in mondi “altri” attraverso la parola, sfidando la paura e un tremendo senso di precarietà che minaccia persino la propria incolumità? Ecco alcune storie di “letture resistenti” dalla Siria, da Gaza e dall’Iraq.

Leggi il seguito