Alla ricerca degli ultimi ‘hutong’, custodi della Pechino imperiale

Su, una giovane cinese cresciuta durante la politica del figlio unico, racconta della sua infanzia nelle case tradizionali, e di come la sua sia stata poi rasa al suolo durante il boom economico degli anni ’90. Ricorda di come migliaia di persone siano state costrette ad andarsene, a reinventarsi e a ricominciare da zero nelle periferie della città, e di come ci sia ancora una generazione di anziani che sceglie di resistere al progresso e di mantenere vivo il ricordo di quella Cina antica, preferendo un vecchio siheyuan ad un moderno appartamento.

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Uniti nella diversità. Nel tempio Bahá’i in Uganda sentire la vita

Il tempio sulla Kikaya Hill, a Kampala, è unico nel suo genere in Africa, tra gli otto in tutto sparsi per il mondo. In questo luogo speciale le cerimonie sono semplici, più di quanto ci si aspetterebbe soprattutto in questo continente. Brevi, non più di un’ora – auto amministrate, senza prete, senza altare, senza riti. Parole lette da alcuni dei presenti e tratte da differenti libri sacri, all’insegna del sincretismo. Unità nella diversità, uguaglianza tra tutti gli esseri umani, essere a casa dovunque e con chiunque, questi i principi che sintetizzano una religione che in realtà dovrebbe essere la naturale dimensione dell’essere umano.

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Problemi di sonno? Importante navigare sul web in modo sano

Il 90% dei giovani, e non solo, prima di addormentarsi passa del tempo davanti allo schermo di un computer o dello smartphone. I risultati delle ricerche in questo ambito hanno portato alla condanna dell’uso notturno dei dispositivi, collegandolo a problemi nel dormire e altri disturbi come ansia e depressione. Tuttavia, approfondendo la questione, il vero problema sembra essere più il modo in cui vengono usati gli strumenti. Le attività che si compiono online, i contenuti che si osservano e l’approccio ai social sono il vero punto di partenza per risolvere disturbi sempre più diffusi.

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Le api stanno scomparendo. Perderemo profumi e sapori

Gli utilissimi insetti gialli e neri stanno pian piano scomparendo e le conseguenze per la natura potrebbero essere irreparabili. Basti pensare che questi piccoli esseri viventi sono tra gli agenti impollinatori più importanti al mondo e che senza la loro azione verrebbero a mancare moltissime colture. Tra le maggiori cause di questo problema vi sono le attività umane e i pesticidi, che incidono negativamente sulla normale attività di questi insetti. ONU, Unione Europea e associazioni non governative stanno lavorando per contrastare questo fenomeno. Siamo ancora in tempo?

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Ambiente, nell’atmosfera il pericoloso gas che viene dalla Cina

Dal 2010 la produzione di clorofluorocarburi, dannosi per lo strato di ozono, è vietata. Un successo che ha portato a miglioramenti fondamentali per la salute di tutto il pianeta. Tuttavia, uno studio pubblicato lo scorso anno ha rilevato un preoccupante aumento di concentrazioni di una di queste sostanze nocive, il CFC-11. Ulteriori analisi e rilevamenti dalle stazioni di monitoraggio hanno indicato che queste anomalie potrebbero provenire da alcune regioni in territorio cinese. Trovare i responsabili è necessario per evitare ulteriori danni a un già precario equilibrio ambientale.

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LGBTI, in Africa app e siti di appuntamenti usati per ricattare

Se da un lato Internet ha aiutato gli omosessuali a sentirsi meno soli e ad uscire allo scoperto anche nei Paesi del continente africano, dall’altro ha contribuito all’incremento dei casi di estorsione e abusi. Molti i tentativi di arginare tali pericoli: da trasmissioni radiofoniche a campagne online, fino ai consigli su come comportarsi in vista di un incontro “al buio”. Intanto sono ancora molti i Paesi che criminalizzano le relazioni tra persone dello stesso sesso e questo non aiuta certo a tenere sotto controllo la possibilità di ritrovarsi in una spirale di violenza e paura.

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Plastica, ora i Paesi poveri potrebbero rispedirla al mittente

Le nazioni ricche si liberano di determinate tipologie di rifiuti vendendole come beni agli Stati in via di sviluppo. Spesso succede però che questi non siano attrezzati per gestire lo smaltimento di immondizia che alla fine viene semplicemente abbandonata trasformando i territori in vere e proprie discariche a cielo aperto. La Convenzione di Basilea del 1989 ha tentato, finora senza troppo successo, di mettere un argine a questo flusso. Di recente si è tornati sul Trattato per cercare di rafforzarlo e fornire a queste regioni maggiori strumenti per controllare ciò che oltrepassa i loro confini.

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Nella galleria d’arte di Vasan, l”enfant terrible’ della Thailandia

Chi crede che il Sud-Est asiatico sia solo un paradiso per le vacanze estive dovrebbe conoscere la storia di Vasan Sitthiket, vulcanico e ribelle artista e attivista che ormai da quarant’anni si batte contro “tutto quello che non è giusto”, attirandosi l’antipatia del Governo e l’amore del suo popolo. Attraverso i suoi occhi ci vengono svelati molti problemi del suo Paese quali quelli dell’agricoltura, della prostituzione, del turismo di massa, dell’ambiente e della corrotta dittatura militare – ciò che l’occhio distratto del turista spesso non vede.

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Colombia, barlumi di giustizia per i crimini sessuali di guerra

Il Paese latinoamericano, noto soprattutto per il traffico di droga, è stato teatro di una lunga guerra civile conclusasi nel 2016 con un accordo di pace tra il Governo e le FARC. Durante il conflitto, la violenza sessuale è stata utilizzata, da tutte le parti coinvolte, come arma di guerra provocando un alto numero di vittime. I crimini sessuali di guerra, per molto tempo negati dalle autorità governative, sono ora al vaglio del Tribunale Speciale per la Pace (JEP). Per la prima volta, le donne colombiane hanno una reale possibilità di ottenere giustizia per le atrocità subite.

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Dalle rotte dei Balcani storie di violenze e soprusi sui migranti

Respingimenti illegali, violenze fisiche, violazioni continue dei diritti umani: questa è l’accoglienza riservata ai richiedenti asilo che tentano di entrare in Croazia. L’Europa dell’Est continua ad essere teatro di sofferenze e di politiche severe. Dopo la chiusura dei confini ungheresi, chi arriva sulla rotta bosniaca si ritrova ammassato in campi ormai al collasso. Il “gioco” dell’attraversamento di foreste e fiumi verso il territorio croato si trasforma, infatti, in espulsioni coatte illegali e nella negazione della primaria assistenza. Tutto questo nel cuore dell’Unione Europea.

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