Genocidio armeno, il vergognoso negazionismo della Turchia

Il 24 aprile ha segnato l’anniversario del genocidio armeno, durante il quale lo Stato ottomano uccise 1,5 milioni di armeni. Anche se tale tragedia è avvenuta 102 anni fa, in un certo senso non si è mai conclusa poiché l’attuale Stato turco ha intrapreso un progetto di negazione. Ciò continua a sovvertire e a ostacolare sia i ricordi dei sopravvissuti che le rivendicazioni dei loro discendenti. Il negazionismo sta alle fondamenta dello Stato turco e rappresenta il pilastro della sua politica estera. E solo 23 nazioni riconoscono ufficialmente il genocidio di questo popolo.

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Yemen, la guerra civile che fa strage di bambini

La catastrofe umanitaria in questo Paese del Medio Oriente ha raggiunto picchi altissimi. Il nuovo report di Watchlist e Save the Children evidenzia numeri impressionanti su morti, violenze, malattie gravi che colpiscono i bambini di un territorio già povero. Oltre tre milioni di loro sono malnutriti in modo molto grave e rischiano la vita anche per la mancanza di acqua potabile, medicine e vaccini. Gli attacchi senza scrupoli di tutte le forze in lotta su ospedali, scuole, ambulanze stanno distruggendo ogni fragile speranza di affrontare una crisi umanitaria senza precedenti.

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I primi 100 giorni: Trump delude e i suoi elettori lo incoraggiano

Dopo averlo definito “un contratto con gli elettori americani” durante la campagna elettorale, ora Trump liquida la scadenza dei 100 giorni come “standard ridicolo”. Tra i molti bilanci, Politico parla di “incessante assalto alle regole politiche…un grande circo di reality-show”, mentre il Washington Post scrive che “Trump dovrebbe pensarci due volte prima di accusare qualcun altro per i suoi 100 giorni scadenti”. Ma pur con l’evidente crisi di confidenza generale, un sondaggio limitato agli elettori di Trump rivela che il 93% ne approva l’operato finora. Intanto, dopo il successo dell’ultima protesta di sabato scorso, ci si prepara alla People’s Climate March, con la mobilitazione in pieno fermento, sopratutto sui social media. Jimmy Wales annuncia WikiTribune, nuova piattaforma che offrirà informazione globale prodotta (e verificata) da una comunità di volontari affiancati da 10 giornalisti professionisti, in risposta al moltiplicarsi delle ‘fake news’.

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Il ruolo della cultura nello sviluppo del continente africano

L’Africa comprende un’enorme diversità di norme e prassi culturali. Differenze tra regioni, nazioni e gruppi etnici che devono essere riconosciute. Piuttosto che considerare questa ricca diversità culturale come un ostacolo per lo sviluppo, il continente dovrebbe trarne vantaggio nella propria ricerca di uno sviluppo economico e dovrebbe cambiare il proprio atteggiamento verso il lavoro, la fiducia interpersonale, il tempo, i giovani e le donne. Questo articolo esamina brevemente alcuni fattori culturali che hanno avuto un’influenza negativa sullo sviluppo delle nazioni africane e, successivamente, prende in considerazione alcune risorse culturali e il loro potenziale, come ad esempio la musica, il turismo culturale e il cinema.

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Dalla scienza e ambiente all’informazione: i No a Trump

Mentre arriva l’annuncio dell’imminente avvio dell’iter legale contro WikiLeaks e Julian Assange, sono già tante le voci a sostegno di quest’ultimo e della libertà di stampa. Scarsa invece l’eco (perfino sui social media) del cosiddetto “vertice Trump-Gentiloni”. Nonostante le 125.000 persone scese in piazza per la #TaxMarch di sabato scorso, Trump continua a ignorare le richieste di trasparenza dei cittadini. Intanto si lavora alla prossima protesta nazionale, sabato 22 aprile: la March for Science, evento in stretta relazione con ulteriori proteste di respiro mondiale in programma per il fine settimana successivo. In nome della trasparenza, parte USAFacts: il ritratto della popolazione americana basato su dati e fonti governative. E in tema d’informazione, al via anche la News Integrity Initiative per “contrastare la crescente sfiducia nelle testate mediatiche e incrementare l’alfabetizzazione sull’informazione”.

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Russia e Occidente: ricostruire relazioni e una nuova narrativa

Diplomazia e pubbliche relazioni sono separate da una linea tanto sottile quanto quella che esiste tra comunicare una certa politica e saperla vendere. Mentre si assiste alla discussione sui ruoli di Russia e Occidente nell’ordine mondiale con toni di esasperata polarizzazione, nell’articolo si sottolinea l’importanza del dialogo per la risoluzione dei dissensi e alla ricerca di nuovi terreni su cui far crescere la collaborazione. L’interazione è necessaria al fine di smascherare e demolire le discutibili teorie sullo scontro tra società civili in seno all’ordine mondiale.

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Sahara Occidentale, la lotta contro l’occupazione marocchina

In quest’intervista Malainin Mohamed Lakhal, giornalista e traduttore Saharawi, riflette sulla lotta del suo popolo per la libertà. “Credo che molti popoli africani non sappiano che c’è una nazione africana colonizzata che sta ancora lottando. Molti, tra cui i Sudafricani, pensano forse che la gloriosa lotta contro l’Apartheid sia stata l’ultima lotta e l’ultima resistenza contro l’oppressione, il colonialismo e la segregazione. Ebbene non è così. I Saharawi stanno conducendo proprio ora una battaglia simile contro un regime coloniale africano che sta usando le stesse strategie e la stessa violenza utilizzate una volta dal regime dell’Apartheid”.

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Guerra, armi e tax march, gli USA anti-Trump fanno scudo

I due imprevisti interventi bellici all’estero vengono definiti da più parti “armi di distrazione di massa”, usati cioè per far dimenticare all’opinione pubblica il “Russiagate”, i dissidi istituzionali e i ritardi amministrativi, nonché per risollevare la popolarità di Trump. Intanto perfino nella base elettorale del presidente c’è chi storce il naso, perché non starebbe facendo granché per imporre il programma “America First”. Proseguendo nei tagli ai programmi sociali di base, arriva poi una risoluzione appena firmata che consente ai singoli Stati di negare i fondi per Planned Parenthood e altre cliniche che offrono servizi sanitari per le donne a basso costo, pillola e aborto inclusi. E fervono gli ultimi preparativi per la #TaxMarch di sabato: Obiettivi primari, la trasparenza sui conflitti d’interessi di Trump e la diffusione della sua dichiarazione dei redditi.

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Bangladesh, tra contrasti economici e conflitti religiosi

Un territorio grande circa la metà dell’Italia con una popolazione di oltre 150 milioni di persone. Tra loro molta gente dedita al lavoro che, nonostante le tante difficoltà, prova a rialzare la testa piegata dagli ultimi conflitti religiosi e dagli attentati. Nell’articolo i contrasti di un Paese in pieno sviluppo dove però “qualcuno ha dimenticato di includere chi rimane per strada, chi rimane immobile e aspetta di trovare qualcosa da mangiare, chi aspetta il suo momento finché questo arriva, il turno del corvo”, nelle parole di un anziano incontrato dall’autore durante il viaggio.

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Pregiudizi e falsi miti, chi migra verso l’Europa e perché

Sui giornali italiani non si parla mai dei Paesi d’origine di rifugiati e richiedenti asilo, né trova spazio l’analisi concreta di alcuni fenomeni che i populisti impiegano nella loro retorica anti-immigrati. I fatti, però, smentiscono alcuni dei principali luoghi comuni sull’immigrazione, dalle operazioni per il salvataggio dei migranti in mare al fatto che i migranti sarebbero vettori di malattie, oppure l’equazione tra terrorismo, Islam e migrazione insieme all’idea dell’ “invasione” islamica in Italia, fino al classico slogan “Aiutiamoli a casa loro”. Mentre recenti studi indicano come la legalizzazione dei permessi di soggiorno farebbe calare il tasso di criminalità. Rendere l’Europa un luogo poco ospitale per lo straniero non solo non fermerà la migrazione, ma rischia di minare la stabilità sociale europea.

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