Giordania, quelle inondazioni che portano morte e paura

Sempre più spesso, eventi metereologici estremi accadono in modo allarmante in tutto il mondo. Solo in Giordania, negli ultimi mesi pesanti alluvioni hanno colpito diverse zone tra cui la famosa antica città di Petra, causando vittime e disagi. L’intensificazione agricola, lo sviluppo incontrollato e la crescita della popolazione, insieme ai fenomeni dei cambiamenti climatici, contribuiscono al verificarsi di questi disastri. Al fine di prevenire ulteriori peggioramenti, è ora fondamentale migliorare la gestione delle risorse e istruire maggiormente le popolazioni, specialmente nelle aree rurali.

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Turchia, l’arte di strada “arma” contro la repressione ideologica

L’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi dovrebbe far riflettere sulla situazione dei media in Turchia. La libertà di espressione è sempre più limitata e manipolata dal Governo. Mentre alcuni si autocensurano per paura di essere arrestati, altri agiscono nell’ombra, usando mezzi di diffusione non convezionali, per aprire gli occhi alla gente. Tra questi il giovane Adekan, che con i suoi murales vuole scuotere le coscienze, ma anche nomi più famosi, come lo scrittore Orhan Pamuk, che con la creazione di un particolare Museo cerca di proteggere la società turca dall’abisso della censura.

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Città del futuro, in Asia e Africa la sfida dei prossimi anni

Nel mondo l’urbanizzazione sarà sempre più massiccia, veloce e impattante. Entro pochi decenni, tra il 2030 e il 2050, molte città asiatiche e africane vedranno crescere in modo esponenziale la propria popolazione. Gli abitanti, giovanissimi in Africa, chiederanno più alloggi, servizi, trasporti, risorse. Le metropoli del futuro saranno in grado di garantirlo? Solo una sostenibile pianificazione urbana salverà le prossime generazioni cittadine dal collasso. Inondazioni e disastri di oggi sono, infatti, spesso causati da città in crescita in modo caotico e insicuro.

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Diritti Umani, 70 anni fa la promessa di giustizia sociale

La Dichiarazione universale dei diritti umani compie settant’anni. Un tempo enorme, soprattutto perché a cavallo di due secoli. Fatto di cambiamenti, nelle società, ma anche nel modo di pensare. Ma i diritti no, non dovrebbero cambiare, sono universali. Sono stati scritti per essere tali. Anzi, come certa filosofia ci spiegherebbe, sono universali perché sono inerenti all’essere umano. A tutti gli esseri umani. Eppure, specialmente in certe aree del mondo, i diritti “universali” continuano ad essere negati e calpestati. E i principali responsabili sono gli stessi Governi che dovrebbero difendere e tutelare i propri cittadini. La Carta più importante sui diritti umani conclude così: “Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

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Fumetti e graphics per raccontare le vite dei migranti in viaggio

Dopo l’esposizione alla biennale di Liverpool dell’opera d’arte The List, sono numerosi gli artisti e i giornalisti ad impiegare le storie grafiche per condividere e raccontare le esperienze di migrazione dei profughi. Welcome to the New World, Threads From the Refugee Crisis, Over Under Sideways Down, sono solo alcuni dei tanti titoli di fumetti di questo genere. L’obiettivo è dar voce alle storie di “coloro che non contano”. Tramite il racconto di viaggi reali, la rappresentazione di ricordi traumatici e una serie di immagini, i comics diventano un potente strumento per far luce sulle singole vite dei profughi oscurate dalla crisi globale.

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Isis, in Iraq restano impuniti i crimini verso le donne Yazide

In territorio iracheno la guerra contro l’ISIS è finita, ma non le conseguenze devastanti per il popolo degli Yazidi, in particolare per le donne, da anni vittime di violenze atroci da parte dei membri dello Stato Islamico. Ora è necessario che il Governo iracheno garantisca tutela adeguata a queste vittime e un sistema giudiziario appropriato e in linea con la comunità internazionale, che punisca i responsabili di questi crimini contro l’umanità. Solo allora, per questo popolo sarà possibile andare oltre gli orrori della guerra e sperare in un futuro migliore.

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La natura non ha bisogno dell’uomo. L’uomo sì. Ma la distrugge

Siamo esseri finiti, non infiniti – anche se non ci piace soffermarci a pensarlo. Ma ad essere segnata non è solo la fine della singola vita. Ad avere un tempo – a scadenza non programmabile – è l’intera razza umana. La sola razza in grado di autodistruggersi. È così infatti che sta accadendo. Non un Dio implacabile, non una natura folle, non un insieme di circostanze ineluttabili e imprevedibili. No, semplicemente una serie continua di azioni e scelte ottuse e dettate dall’ansia di potere e dall’avidità. È questo che sta cambiando il pianeta su cui si viviamo e che, presto o tardi, non reggerà più il peso di tanta follia.

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Quale destino per l’Europa con l’estinzione delle élite al potere

L’Europa è in crisi, ormai non è più un segreto. I partiti politici tradizionali perdono terreno o sono già praticamente scomparsi. Le istituzioni sono stanche, oppresse e incapaci di far fronte ai numerosi problemi e sfide che il mondo attuale pone quotidianamente. Dall’euro alle politiche sui migranti, il sistema è pervaso da un’ambiguità e un disallineamento che rischia solo di peggiorare una situazione già al tracollo. Meno retorica, più flessibilità e concretezza nel risolvere problemi e, soprattutto, una maggiore partecipazione dei cittadini sembrano essere l’unica via d’uscita.

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L’Italia vista dagli altri: populismo, razzismo, incompetenza

I media internazionali e, soprattutto, i giornalisti europei stanno dedicando molta attenzione alle scelte politiche italiane. La particolare formazione dell’esecutivo – con Lega e Movimento 5 Stelle unite dal professore Giuseppe Conte – ha sin da subito suscitato perplessità e riflessioni nella stampa estera. I commenti si traducono in considerazioni non positive sull’Italia, qualificata come populista, con sentimento razzista in crescita, nazionalista e, per alcuni, tendente al neo-fascismo. Il nostro Paese ha, così, conquistato prime pagine tra ironia e pessimismo.

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Cambogia, schiavi dello sviluppo urbano e mattoni insanguinati

I cambiamenti climatici e gli interessi occidentali nello sviluppo edilizio cambogiano hanno portato il Paese a una situazione dove la schiavitù è sempre più diffusa. I piccoli proprietari terrieri stanno perdendo tutto e si sono indebitati rendendosi così vulnerabili allo sfruttamento nelle fornaci in cui si cuociono quei mattoni su cui si fonda la crescita del Paese a favore degli investitori per lo più stranieri. Dietro quindi l’apparente indignazione verso abusi e violazioni di diritti umani, è proprio l’Occidente a trarre i principali benefici di queste condizioni terribili.

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