Africa, Summit dell’UA su diritti umani, conflitti e colpi di Stato

Tra le notizie di questo mese: in Nicaragua, il regime di Ortega ha messo al bando altre 50 ONG. Dall’inizio dell’anno ne sono state chiuse ben 144. La Grande barriera corallina australiana corre il rischio di estinzione. La Corte greca di Samos ha assolto un profugo afghano per la morte del figlio su una barca per migranti. Un gruppo di deputati statunitensi ha chiesto l’avvio di un’indagine sulla morte di Shireen Abu Akleh – giornalista palestinese-americana di Al Jazeera. Il Commisario ONU per i diritti umani Bachelet si è recata, per la prima volta, nella regione cinese dello Xinjiang.

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Quelli che si impegnano a ridare voce, dignità e valore ai detenuti

Il più recente Rapporto Antigone sulle condizioni della detenzione in Italia delinea i contorni di un disastro. Sovraffollamento, suicidi, tassi di recidiva alle stelle e uno Stato che latita contando sull’indifferenza del mondo che sta fuori. A ridare alla pena il senso riabilitativo che la Costituzione e l’etica chiedono è rimasta la società civile. Abbiamo incontrato alcune delle realtà virtuose che abitano questo Paese, da Palermo a Pavia, per farci raccontare cosa voglia dire andare oltre le sbarre e, senza sconti né retorica, farsi opportunità di riscatto reale, per riscoprirsi società.

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Violenze inter-comunitarie e islamofobia: l’India di Narendra Modi

La capitale del subcontinente è stata nuovamente teatro di scontri tra indù e musulmani, riaccendendo il dibattito sulla tenuta della democrazia indiana e sul ruolo del nazionalismo indù. Da diversi anni il Governo ha intrapreso un atteggiamento ostile o di aperto scontro con la comunità islamica del Paese. Le motivazioni sono da ricercarsi nella diffusione di dottrine estremiste afferenti alla dottrina dell’Hindutva. La mancanza di equidistanza di fronte agli scontri e le discriminazioni suscitano allarme sulla tenuta dello stato di diritto, anche alla luce di un’opposizione attiva ma estremamente frammentata.

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Catastrofe della fame, è quanto si prevede già nell’anno in corso

Nel 2021 ben 193 milioni di persone hanno sofferto per l’insicurezza alimentare acuta, e nel 2022 47 milioni di persone in 81 Paesi sono sull’orlo della carestia. I numeri traducono una situazione esplosiva che sta per scoppiare in tutto il mondo, innescata da prezzi del grano alle stelle, guerra in Ucraina, cambiamenti climatici, commercio globale del cibo nel caos, carenza di fertilizzanti, conflitti stagnanti e duraturi come nello Yemen, oltre all’incertezza in Ucraina. L’agricoltura distrutta dalle catastrofi ambientali e l’inflazione alimentare irrefrenabile stanno causando maggiore povertà in diverse regioni del mondo: il cibo sarà sempre più costoso e carente.

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La Natura della guerra, conseguenze sull’ambiente in Ucraina

Il conflitto che sta devastando l’Ucraina trascina con sé ripercussioni che affliggono l’ambiente, insieme alla distruzione della vita delle persone e di un intero Paese. Dall’inquinamento di suolo e acque alla fragilità del futuro degli accordi sul clima, molti degli effetti legati alla sostenibilità passano per il rischio radioattivo che coinvolgerebbe un intero Continente. E con la fine degli scontri e degli attacchi, ciò che appare più auspicabile è una visione diversa sulle attività belliche e sul ruolo che tutti i conflitti ricoprono nell’impatto su biodiversità e ambiente e sulla loro tutela.

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Germania, sotto processo i gravi crimini della dittatura gambiana

Tra le notizie di questo mese: Minority Rights Group International denuncia gravi abusi contro gli indigeni Batwa nel Parco Nazionale della RD Congo. Stretta dei Talebani sulla coltivazione del papavero da oppio e sul traffico di droghe. In aumento l’hate speech ai danni dei rom. USA e UE principali responsabili dei danni ecologici globali. Al via le consultazioni nazionali in Guinea per il ritorno alla democrazia. I palestinesi accusano l’UNRWA di aver procrastinato la ricostruzione di Gaza, distrutta dall’aggressione israeliana dello scorso anno.

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Lo Sri Lanka dei Rajapaska sull’orlo del collasso, le fasi della crisi

Da diversi mesi la situazione nella Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka ha raggiunto un livello di emergenza critico. La stagnazione economica dovuta alla gestione fallimentare delle finanze del Paese da parte della politica locale ha scatenato le proteste della popolazione, che chiede le dimissioni del presidente e della sua cerchia ristretta. Accusata di aver devastato l’economia dell’isola ormai in ginocchio, l’attuale leadership non accenna a farsi da parte, infiammando la protesta nelle strade. Urgente un’incisiva riforma politica e strutturale per favorire la trasparenza e la responsabilizzazione della classe politica.

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Catfishing, quando l’inganno in Rete sfocia in truffa o adescamento

La creazione di false identità in Rete a fini ingannatori costituisce una pratica globale in progressiva espansione, suscettibile di assumere connotazioni differenti a seconda dello scopo perseguito da chi la mette in atto. Il catfishing, in realtà, non è utilizzato soltanto per prendersi gioco dei sentimenti altrui. Ma altresì per estorcere denaro o peggio per adescare minori. Nessuno Stato al mondo prevede ancora una specifica fattispecie di reato. Voci Globali ha esaminato il fenomeno con la dottoressa Ilaria Consolo, psicoterapeuta e vice presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica.

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Mangiare bio: limiti, dubbi e contraddizioni della filiera sostenibile

Sulla scia della crescente sensibilità verso le questioni ambientali, l’interesse per un’alimentazione biologica mostra la sempre maggiore volontà di assumere scelte di consumo più consapevoli. I prodotti biologici, derivanti cioè dall’agricoltura biologica, coprono col tempo categorie più variegate e molti sono i marchi e i nomi della grande distribuzione che immettono sul mercato articoli bio. Questa rapida diffusione, se da un lato esprime una domanda e un’offerta più attenta alla sostenibilità, dall’altra ci interroga sulla reale dimensione degli sforzi per un’alimentazione giusta.

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L’UE necessita del gas dei Paesi del Golfo e dimentica i diritti umani

Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti sono tra i Paesi maggiormente “corteggiati” dalle potenze occidentali per rispondere al fabbisogno energetico ora minacciato dalla guerra voluta da Putin. L’Europa sta intensificando i rapporti con Stati già noti per le gravi violazioni dei diritti fondamentali. Libertà di espressione assente, torture e schiavitù nel lavoro, sparizioni forzate, discriminazione sessuale, mancanza di tutele giuridiche per gli accusati accomunano queste ricche nazioni mediorientali. I Paesi UE, però, non sembrano impressionati da tali brutalità in nome di scambi convenienti.

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