Luisa Wizzy Casagrande, quel ponte culturale tra Veneto e Biafra

Antropologa, imprenditrice, mentoring e fondatrice del blog Métissage, sangue misto. Luisa Wizzy Casagrande ci racconta della cultura mixed, di come viene sentita ed espressa in Italia e della necessità di continuare un confronto diretto, e una riflessione scevra da prese di posizione – compreso l’uso del linguaggio – sui temi della “bi-razzialità” e multiculturalità. Nata in Nigeria, cresciuta tra le culture Igbo e Yoruba ha poi trovato in Veneto altre strade di espressione, mettendo sempre al centro la necessità di allargare lo sguardo per superare la “sindrome dell’impostore razziale”.

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Yemen: diplomazia ONU sempre più in affanno, la pace è lontana

L’Inviato Speciale del Segretario Generale ONU, Martin Griffiths, tenta di raggiungere un accordo di cessate-il fuoco nel Paese mediorientale, incontrando funzionari yemeniti e sauditi. Personalità politiche europee di spicco esprimono sostegno all’inchiesta della CPI sui crimini in Palestina. Lo Stato di New York è vicino all’emanazione di una legge contro i matrimoni precoci. Mentre la FAO rileva un maggior impegno nella lotta alla pesca illegale, la Nigeria “banna” Twitter accusandolo di destabilizzare l’unità nazionale.

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Ambiente: estrazione della sabbia, grido d’allarme per l’ecosistema

Urbanizzazione di massa, industrializzazione, aumento della popolazione e del tenore di vita, tutti questi fenomeni hanno una comune conseguenza: richiedono di costruire e produrre sempre di più. E di avere a disposizione una delle risorse attualmente più preziose: la sabbia. Solo nell’edilizia si stima che ogni anno potrebbero essere impiegate 40 miliardi di tonnellate del materiale. L’impatto sull’ambiente – parliamo anche di estrazione illegale – è devastante; erosione delle coste, abbassamento delle falde acquifere, distruzione di fauna e flora, siccità. Dalla Cina all’India, passando per Singapore e Africa le storie di distruzione dell’ambiente sono già scritte.

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RDC, Tshisekedi chiede rinegoziazione dei contratti minerari esteri

Il presidente congolese ha espresso l’intenzione di ridefinire gli accordi con gli investitori esteri. “I congolesi languiscono nella miseria” mentre “loro si arricchiscono”, ha dichiarato. Germania e Namibia vicine a raggiungere un’intesa sulle riparazioni per i massacri perpetrati in epoca coloniale. Secondo un report di HRW, la pandemia sta gravemente inficiando – a livello globale – il diritto all’istruzione. Intanto, è stato istituito un Panel internazionale sulle malattie zoonotiche. Mentre prosegue la collaborazione tra Iran e AIEA in materia di nucleare.

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Desaparecidos: l’ambasciatore argentino, 350 ancora senza nome

In occasione del 25 maggio, giornata mondiale dei bambini scomparsi, Voci Globali ha intervistato Roberto Manuel Carlés, ambasciatore in Italia, con cui abbiamo affrontato il tema più scottante della dittatura a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, quella dei bambini strappati alle madri sequestrate e dati in affido a famiglie vicine al potere. Oggi l’Argentina è un Paese moderno che ha saputo fare i conti con il suo passato e ingranare la marcia in direzione della tutela dei diritti civili e sociali della popolazione nonostante la crisi economica incombente.

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L’Africa e i festival culturali: Nyere Nyere, Afrochella e Afropunk

Negli ultimi tempi i modi e le dinamiche attraverso le quali per secoli si è parlato del continente africano sono cominciate a cambiare, soprattutto grazie al lavoro di molti creativi locali. Celebrazioni come i festival stanno diventando popolari perché aiutano a promuovere narrative positive e a diversificare l’identità delle varie culture e popolazioni. Il 2021 è stato dichiarato dall’Unione Africana “Anno delle Arti, della Cultura e del Patrimonio”, puntando finalmente i riflettori sui costumi, l’artigianato, le religioni, il folclore, la moda, le cucina, le musiche e le lingue del continente.

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Siria, dalle macerie della guerra emerge il narcostato del Captagon

Con circa 12,4 milioni di persone senza accesso al cibo, un’economia al collasso e prezzi alimentari alle stelle, la nazione siriana è allo stremo. L’unica fonte di guadagno per lo Stato, tornato in gran parte sotto il controllo di Assad, è il commercio illecito di Captagon. Queste pasticche stupefacenti rappresentano la ricchezza del corrotto regime, che consente traffici illegali ma redditizi della droga preferita dalla penisola arabica, e non solo. Il Paese è così caduto nella trappola della dipendenza, vista la capillare diffusione delle pillole tra i disperati cittadini. Mentre lo sviluppo economico è paralizzato.

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Il business del dolore, il mercato e l’uso degli strumenti di tortura

Praticamente ovunque, sono banditi i trattamenti inumani o degradanti; produrre, comprare e vendere gli oggetti che servono per maltrattare le persone invece è legale. In prigione, nelle caserme o alle manifestazioni, pubblici ufficiali ne fanno uso in nome dell’ordine e della sicurezza. Contro il business che cresce insieme alle fiere di armi e alimenta l’abuso della forza, gli Stati europei raggiungono un nuovo traguardo. Segue anche l’ONU, lasciando aperta la porta alla speranza di un mercato globale libero dalla crudeltà.

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Brasile, cambio di passo per la tutela dei 10.000 disabili “internati”

Il Paese latinoamericano adotta una risoluzione mirante alla progressiva de-istituzionalizzazione delle persone con disabilità. L’Extinction Rebellion Scotland (ERS) – movimento ambientalista scozzese –protesta ancora contro l’inquinamento nucleare. Intanto, il Libano nega il diritto allo studio agli studenti rifugiati siriani. Rischiano di non poter sostenere gli esami di licenza elementare e media a causa della burocrazia. Burkina Faso e Costa d’Avorio avviano una collaborazione anti-jihadista. Mentre, partono i colloqui internazionali per un trattato globale contro il “cybercrime”.

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Varosha e il conflitto cipriota, la storia di un quartiere-fantasma

Da quasi cinquant’anni la città di Famagusta porta su di sé il segno visibile del conflitto interetnico che ha spaccato a metà Cipro. Dal 1974, anno dell’invasione del nord dell’isola da parte della Turchia, il distretto litoraneo della città è infatti sotto occupazione e in completo abbandono. Lo scorso agosto Cipro del Nord e Turchia hanno annunciato l’intenzione di riaprire l’area occupata, scatenando l’ira della comunità greco-cipriota e frustrando ulteriormente i tentativi di dialogo. Nel frattempo, però, c’è anche chi per Famagusta prova ad immaginare un destino diverso, con l’idea di recuperarne il patrimonio architettonico e paesaggistico.

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