Blockchain in Africa, tra criptovalute, diritti di proprietà, elezioni

In Africa questa tecnologia sta trovando svariati utilizzi. È infatti impiegata per garantire una maggiore trasparenza nelle consultazioni elettorali, aiutare contadini e abitanti delle zone rurali ad avere un titolo di proprietà delle loro terre, implementare futuristiche città tecnologiche, garantire più flessibilità ai giovani imprenditori. Tuttavia, gli ostacoli sono ancora molti. In primis, la mancanza di una normativa uniforme in materia. Tra (pochi) Stati che ne favoriscono l’utilizzo, una diffusa indifferenza e qualche ostilità, le legislazioni nazionali impediscono alle blockchain di realizzare il loro pieno potenziale.

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Angola, ancora proteste contro il carovita e la crisi economica

A Luanda, le manifestazioni di piazza si sono trasformate in scontri violenti. Il Senato italiano ha approvato un emendamento alla “Legge di delegazione europea” per anticipare la fine degli usi energetici dell’olio di palma e di quello di soia. Secondo il nuovo report dell’EIGE, la parità di genere nell’ambito dell’UE non sarà raggiunta prima di 60 anni. Il Qatar svolgerà il ruolo di mediatore nel processo di pace tra il Governo di Kabul e i Talebani. L’ONU denuncia possibili crimini di guerra nel conflitto del Nagorno-Karabakh.

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Le origini della xenofobia anti-africana in Cina, da Mao al Covid

In Cina, il coronavirus è diventato motivo per alimentare atteggiamenti razzisti nei confronti della comunità africana. Molti cittadini africani sono stati sfrattati da hotel e abitazioni, sottoposti forzatamente a test ed è stato rifiutato loro l’accesso a servizi essenziali. La xenofobia anti-africana in Cina risale agli anni ’70 quando proteste studentesche contro la crescente presenza di studenti africani nel Paese si diffusero in varie città, tra queste Nanchino e Shanghai. Come in Cina, anche in Africa negli ultimi anni sono nati forti sentimenti contro la “predatoria” presenza economica cinese nel continente.

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Aborto, dalle proteste in Polonia al divieto assoluto di Malta

In Europa si continua a discutere sulla legittimità o meno del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Il tema è tornato ad essere di forte attualità in seguito alla decisione presa dalla più alta Corte polacca, lo scorso 22 ottobre, di vietare quasi in maniera assoluta l’aborto. Tutto ciò ha provocato numerose proteste in molti Stati europei. Dalla Spagna progressista, alla Francia, all’Irlanda, alla “cattolicissima” Malta, un excursus su alcune delle esperienze europee più significative legate all’aborto e alla sua depenalizzazione.

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Armi nucleari proibite, ma non per l’Italia. Il ruolo dell’Africa

Il 22 gennaio 2021 entrerà in vigore il Trattato di proibizione delle Armi Nucleari. Avrà valore però solo per i 50 Paesi che lo hanno ratificato, restano fuori le principali potenza mondiali, che sono anche quelle meglio armate anche per quanto riguarda gli ordigni nucleari. Chi in questi anni ha combattuto, e sta continuando a farlo, contro questo male assoluto, vedono segni di speranza. Fuori dal trattato c’è l’Italia. Brevemente, inoltre, ripercorriamo il ruolo del continente africano nella lotta all’atomica.

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Soumaila Diawara, il poeta rifugiato che denuncia l’ingiustizia

Costretto a lasciare il suo Paese, il Mali, per ragioni politiche e dopo essere passato per Algeria e Libia, arriva in Italia dove ottiene lo status di rifugiato “per forza e per necessità” come dice lui. Attivista, poeta, comunista come la nonna che lo ha cresciuto. Ci racconta della situazione in Mali e di come si è arrivati alla crisi socio-politica che vive da anni. Soumalia accusa l’imperialismo e le ingerenze internazionali e dice che anche l’Italia deve lasciare il Paese. “Dal colonialismo in poi – afferma – non ci hanno mai lasciato fare quello che volevamo. Ecco perché il Paese è in queste condizioni”.

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Mortalità perinatale, una tragedia globale del tutto trascurata

Secondo Unicef, OMS, Banca Mondiale, Dipartimento Affari Economici e Sociali ONU, la natimortalità si concentra nei Paesi a reddito basso e medio-basso a causa delle enormi diseguaglianze sociali. L’AIHRC rinnova l’appello alle istituzioni afghane affinché aboliscano il “test di verginità”. Un nuovo studio mostra come i cambiamenti climatici abbiano determinato l’aumento dei disastri naturali. L’UE impone misure restrittive mirate contro 7 ministri siriani di recente nomina. Mentre, in Guinea è caos sui risultati elettorali. L’opposizione denuncia possibili brogli.

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Nigeria, democrazia di facciata ma i giovani guardano al futuro

Bridget Uche e Oladimeji Mudele, giovani nigeriani che risiedono in Italia, riflettono sulle proteste scoppiate in Nigeria a partire dal 7 ottobre (#EndSARS) per dire basta alla violenza e prevaricazione della Sars. Il dipartimento speciale di polizia, istituito nel 1992 per arginare crimini come rapine e rapimenti, con il tempo si è trasformata in un’unità fuori controllo che negli anni ha perpetrato abusi, esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni immotivati. Un’analisi, sintetica ma a tutto campo, sul presente e sul futuro del Paese.

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L’Europa che alimenta le disuguaglianze e sfrutta i migranti

Ci sono dei migranti che tutti vogliono: quelli che lavorano tra abusi e precariato. Poco importa da dove vengano o quali documenti abbiano in tasca. Gli Stati dell’UE li fanno arrivare quando servono e li inseriscono nei settori in cui più hanno bisogno, trattandoli come fossero prodotti destinati al consumo. Ma le loro condizioni contrattuali e lavorative sono direttamente responsabili della carenza di personale che il mercato europeo lamenta in vari ambiti economici. È il momento di tenere gli occhi aperti sui dibattiti in corso; per cambiare, dando priorità ai loro diritti.

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Thailandia, la gioventù ardita che sfida il reato di lesa maestà

Aria di cambiamento nella nazione thai: le giovani generazioni stanno protestando contro il Governo dei militari e, soprattutto, contro l’istituzione monarchica. La richiesta di abolire alcuni privilegi del re è considerata rivoluzionaria poiché rompe un vero tabù: nessuno si era finora permesso di mettere in discussione il sovrano. In un Paese dove vige ancora il reato di lesa maestà, l’aperta richiesta di limitare i poteri reali è un vero passo in avanti per l’incompleto processo democratico. Gli studenti pretendono istituzioni eque e diritti finora repressi dai militari.

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