Violenza nelle scuole, tra guerre, punizioni corporali e bullismo

In varie parti del mondo, la scuola può essere un luogo molto insicuro e violento. A causa di guerre o situazioni sociali difficili, di gesti violenti da parte di ragazzi o comportamenti ingiusti e offensivi degli insegnanti, o di episodi di bullismo tra pari, i giovani studenti rischiano ogni giorno umiliazione e violazione della dignità. Il bullismo è subito da 1 ragazzo su 3 a livello internazionale. Le punizioni corporali da parte dei professori sono ancora praticate in alcuni – troppi – Stati, con il risultato che 732 milioni di minori non hanno la tutela legale contro la violenza fisica. In molti casi, dunque l’ambiente scolastico non prepara ad un mondo di relazioni sane.

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I vertici militari birmani dietro gli stupri etnici delle Rohingya

In Myanmar (ex Birmania) lo stupro delle donne Rohingya – minoranza musulmana in un Paese buddista – viene utilizzato dai militari birmani come strumento di “pulizia etnica”. Donne violate dal nemico e marginalizzate dalla propria comunità di appartenenza. Costrette a vivere nella vergogna e a partorire i figli della violenza nei campi profughi bengalesi. L’ONU accusa i vertici militari birmani di genocidio e crimini contro l’umanità. Il Governo di Naypyidaw nega ogni accusa ma impedisce l’accesso alle organizzazioni internazionali sul territorio interessato e rifiuta la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.

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Qualità del cibo, reazioni/adattamenti ai cambiamenti climatici

In che modo gli alimenti mantengono i loro elementi nutrienti al variare del cambiamento climatico? Il cibo riesce a dare lo stesso apporto proteico di un tempo? E in quali zone del mondo l’agricoltura risulta essere più sensibile ai mutamenti atmosferici? Mentre il clima cambia a ritmi sempre più accelerati, si affacciano numerosi interrogativi. L’intervista a Ana Islas Ramos, Nutrition Officer della FAO, e alla prof. Anna Maria Giusti, docente di Biochimica e Biochimica della Nutrizione presso la facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’università Sapienza di Roma.

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Ungheria di Orban, banco di prova per la democrazia in Europa

L’Unione Europea, con la votazione in Parlamento del ettembre scorso, ha avviato la procedura prevista dall’art.7 del Trattato Ue contro l’Ungheria. Lo Stato governato dal conservatore Viktor Orban è sotto osservazione per una serie di politiche e leggi considerate poco democratiche. La mozione presentata e votata in Parlamento richiama l’attenzione su metodi illiberali e soprusi contro i migranti. Il Consiglio europeo, formato da Capi di Stato e di governo, dovrà pronunciarsi all’unanimità per far scattare le sanzioni. L’Unione europea riuscirà a porsi come baluardo della democrazia?

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3 ottobre, ricordare in nome dell’umanità

In occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, Voci Globali esorta al ricordo delle vittime che negli ultimi anni hanno provato a raggiungere la Fortezza Europa. Donne, uomini e bambini della maggior parte dei quali non si conosce né nome, né età, né provenienza. Invitiamo i nostri lettori ad una riflessione silenziosa e a domandarci quali sono i motivi che spingono a considerare una vita più importante di un’altra. Dal 1993 il network europeo UNITED for Intercultural Action sta tenendo l’elenco di questo olocausto contemporaneo.

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Volontariato, una corrente di ottimismo e azioni positive

Il mondo del volontariato è sempre più ricco, eterogeneo e partecipato. Le istituzioni non profit del nostro Paese sono circa 336.000 e i volontari impegnati in esse superano i 5 milioni. Associazioni e singoli individui che decidono di impegnarsi in modo gratuito agiscono soprattutto in nome della solidarietà e dell’altruismo. Ma non solo. Gli studiosi sottolineano che alla base del servizio verso gli altri ci sono anche la ricerca dell’autostima, l’espressione di valori, il miglioramento di competenze personali. I risultati sono un mondo con meno bisogni e persone con maggiore fiducia in sé stessi e nel prossimo.

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L’Italia che crolla e diventa il Terzo Mondo

Uno dice Italia, Europa, Occidente. E pensa alla libertà, alle libertà, alla democrazia, ai diritti. Da lontano la percezione del nostro Paese è ancora dorata e accattivante. Un tempo questa parte del mondo – l’Africa Sub-Sahariana – era chiamato Terzo Mondo. Un mondo di divisioni, contrasti, paure, odi tribali, ignoranza, bisogni, povertà, mancanza di stato di diritto. Un mondo da ricostruire. Proprio come da noi oggi. Dove tutto crolla. Dove molto è già andato distrutto. Perso il senso del bello, persa la cultura, la capacità di capire e accogliere, persa l’idea della nazione e persa anche la gioia e l’allegria, l’Italia crolla. E quel Mediterraneo – dove il capriccio popolare ha cominciato a mostrare la sua nullità – diventerà la sua dannazione.

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Alla scoperta dell’informazione online tra successi e tentativi

Quanti sono gli utenti che, armati di click, cercano informazioni nel vasto mare della Rete? Mentre imperversa il dibattito sulle fake news e sull’affidabilità delle testate online, l’ultimo Rapporto redatto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni snocciola le cifre sulle abitudini di consumo degli italiani rispetto all’informazione digitale. Come è composto il pubblico delle news online? Quali marchi editoriali primeggiano e quanti faticano ad ottenere visibilità? Quali sono le strategie di finanziamento delle imprese digitali? Queste ed altre domande sollevate da numeri e percentuali. Per nulla rassicuranti.

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Femminicidio, cancro ‘giustificato’ da società e istituzioni

Ogni anno, in Italia, circa 150 donne perdono la vita per mano di un uomo. Mariti, compagni, ex partner, familiari sfogano la loro violenza assassina come atto ultimo di prevaricazione sulla donna. Il perdurare di una cultura patriarcale che non vuole mettere in discussione il paradigma del “maschio dominante” e lo stereotipo della donna “custode del focolare domestico” non ha finora permesso di affrontare in modo adeguato ed efficace il problema. Vittime secondarie di questo vergognoso fenomeno sono i figli delle vittime di femmincidio. I cosidetti “orfani speciali” sono abbandonati dallo Stato e nulla si sa di dove sono e cosa fanno.

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Wakhan, pace ed echi di storia dal più remoto Afghanistan

Un reportage dalle montagne solitarie dell’Afghanistan, nell’isolato corridoio del Wakhan che ha rappresentato nel corso del tempo il punto di incontro tra Oriente e Occidente, da cui passarono conquistatori, viaggiatori, religiosi, mercanti e avventurieri. Anche in questo recente viaggio incontri e storie incredibili, di cui pubblichiamo un breve resoconto. “Un mondo a parte” lo ha definito chi scrive, “immenso, puro e selvaggio”, un mondo dal quale sono passati secoli di Storia, con i suoi protagonisti, e in cui oggi possiamo tentare di immergerci attraverso questa ricostruzione e le poetiche – e potenti – immagini che l’accompagnano.

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