Rohingya, a 4 anni dalla “fuga” dal Myanmar nessuna giustizia

Proteste nei campi profughi in Bangladesh per “celebrare” il quarto anniversario della repressione birmana contro la minoranza musulmana. Costa Rica e Panama firmano accordo di cooperazione contro il crimine organizzato. Secondo i dati dell’ILO oltre 4 miliardi di persone nel mondo sono prive di “protezione sociale”. L’ONU lancia l’allarme per il Tigray: “catastrofe imminente”. E chiede al Governo etiope di non ostacolare gli aiuti umanitari. Al Parco Nazionale Arcipelago Toscano va la certificazione della IUCN: l’area protetta è tra le eccellenze green mondiali.

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L’Europa che fa scudo ai migranti con oltre mille chilometri di muri

Nel Continente che si vuole patria di diritti e libertà, le frontiere tornano protagoniste. Sull’onda della crisi afghana, Atene annuncia il completamento dell’ultima delle barriere anti-migranti, al confine settentrionale con la Turchia. Lituania e Polonia rivelano l’intenzione di serrare i valichi della rotta che passa dalla Bielorussia. La strada per l’Unione che non c’è, per i migranti, è una corsa a ostacoli. E non da oggi. Sbarramenti e recinzioni corrono lungo i confini di mezza Europa e nel nome di una presunta questione sicurezza, riducono gli standard minimi dei diritti umani, al di là e al di qua di ogni barriera.

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Desaparecidos: Enrico Calamai, diplomatico al servizio della verità

In occasione della Giornata internazionale dei desaparecidos del 30 agosto, Voci Globali ha raccolto la preziosa storia del diplomatico italiano Enrico Calamai. Enrico è stato viceconsole in Argentina tra il ’72 e il ’77, ed è stato nel Cile del golpista Pinochet. Grazie a lui e ad altri collaboratori si è potuta costruire una rete di informazioni, collaborazioni e aiuti che ha permesso di salvare centinaia di persone: esuli e rifugiati. Oggi Calamai è impegnato nel denunciare la condizione dei desaparecidos contemporanei: i migranti.

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USA, migranti: non si fermano le espulsioni verso il sud del Messico

L’UNHCR accusa Washington di sfruttare la pandemia da Covid-19 per “allontanare” dal proprio territorio migranti e richiedenti asilo. In Spagna, il ministro dei Diritti Sociali chiede di vietare le corride dei nani: “spettacolo degradante”. Un nuovo studio scientifico conferma il calo degli impollinatori e il conseguente effetto nefasto su economia e umanità. L’Indonesia sventa un possibile attacco terroristico programmato da Jemaah Islamiyah per la festa dell’Indipendenza nazionale. Intanto, l’Etiopia sta sviluppando piattaforme social locali per sostituire Facebook e Twitter.

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La rivolta di Haiti e il ricordo della tratta che fece milioni di schiavi

Il 23 agosto è la Giornata Internazionale per la Commemorazione della Tratta degli Schiavi e della sua Abolizione. Una data scelta a ricordo della rivoluzione di Haiti che segnò una svolta nel destino degli schiavi e della schiavitù. Una ribellione, durata 13 anni, che non solo si concluse con l’indipendenza del Paese e la fine del colonialismo francese, ma ispirò i movimenti abolizionisti e le lotte di liberazione. Eppure, secoli di disumanizzazione degli schiavi hanno ferite ancora aperte, traumi irrisolti e lunghi strascichi. Il razzismo istituzionale è uno di questi.

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Quando l’acqua provoca dei disastri: dalle inondazioni alla siccità

Le piogge torrenziali e devastanti che hanno colpito la Germania a metà luglio hanno impressionato il mondo. Il messaggio è stato chiaro: il cambiamento climatico sta estremizzando qualsiasi evento meteorologico, con l’acqua come elemento distruttivo sempre più in primo piano. Dagli allagamenti fino all’opposta desertificazione, le anomalie legate a questa risorsa hanno causato negli ultimi 20 anni migliaia di vittime. E lo scenario è cupo: più di 2 miliardi di persone rischieranno la vita per piogge violente o carenza d’acqua nei prossimi decenni.

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Indigeni, 370 mln di persone che vogliono preservare Madre Terra

Sebbene il massacro dei nativi e dei territori da essi abitati continui – spesso alla luce del sole e con l’appoggio degli Stati – oggi in prima linea sono presenti sempre più collettivi, associazioni e movimenti di resistenza, che operano anche attraverso l’arte e la valorizzazione del sapere ancestrale indigeno. Le prospettive indigene, femministe e ambientaliste sono oggi necessarie per ripensare la convivenza sul pianeta. La Casa Comunitaria Itzpapàlotl, collettivo indipendente di arte popolare, cultura indigena e sapere alternativo di Città del Messico, si racconta in un’intervista.

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Repubblica Ceca, saranno risarcite le rom sterilizzate forzatamente

Il Senato ceco ha approvato una legge per compensare le rom sottoposte a sterilizzazioni illegali tra il 1996 e il 2012. Israele ha “riconquistato” lo status di osservatore all’interno dell’Unione Africana con grande disappunto del Sudafrica. In Tanzania, il leader dell’opposizione Freeman Mbowe è stato incriminato per terrorismo: per la comunità internazionale è un mero tentativo di reprimere il dissenso politico. Cresce la vulnerabilità delle persone con albinismo per la crisi economica generata dalla pandemia. Greenpeace France accusa Parigi di inerzia sul tema della deforestazione importata.

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Le donne africane, dalla politica al giornalismo, contro il Covid-19

Nonostante le sfide presentate dalla pandemia di Covid-19, tra questi il declino nell’economia di molti Paesi africani e un aumento drastico della violenza di genere dovuto al confinamento, le donne africane sono rimaste tenaci e si sono assicurate che anche loro occupassero un ruolo centrale nei processi decisionali per la lotta contro il virus. In questa giornata della donna panafricana ricordiamo quelle donne che si sono impegnate per cambiare la narrativa nella lotta contro il coronavirus in Africa e per includere le voci di tutte le donne africane, spesso sottorappresentate.

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Tratta di esseri umani, il fiorente mercato della moderna schiavitù

30 luglio, Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. Almeno 40 milioni le vittime nel mondo, trafficate principalmente a scopo di sfruttamento della prostituzione e del lavoro forzato. Una vittima su tre è un bambino. A definire il profilo delle categorie più a rischio sono le condizioni di estrema vulnerabilità sociale e materiale, e sono devastanti gli effetti della pandemia da Covid-19. È decisivo il ruolo giocato da razzismo, xenofobia, e discriminazione di genere. Per i trafficanti, sono grandi profitti e minimi rischi. E l’indifferenza collettiva è la grande complice.

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