Le api stanno scomparendo. Perderemo profumi e sapori

Gli utilissimi insetti gialli e neri stanno pian piano scomparendo e le conseguenze per la natura potrebbero essere irreparabili. Basti pensare che questi piccoli esseri viventi sono tra gli agenti impollinatori più importanti al mondo e che senza la loro azione verrebbero a mancare moltissime colture. Tra le maggiori cause di questo problema vi sono le attività umane e i pesticidi, che incidono negativamente sulla normale attività di questi insetti. ONU, Unione Europea e associazioni non governative stanno lavorando per contrastare questo fenomeno. Siamo ancora in tempo?

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LGBTI, in Africa app e siti di appuntamenti usati per ricattare

Se da un lato Internet ha aiutato gli omosessuali a sentirsi meno soli e ad uscire allo scoperto anche nei Paesi del continente africano, dall’altro ha contribuito all’incremento dei casi di estorsione e abusi. Molti i tentativi di arginare tali pericoli: da trasmissioni radiofoniche a campagne online, fino ai consigli su come comportarsi in vista di un incontro “al buio”. Intanto sono ancora molti i Paesi che criminalizzano le relazioni tra persone dello stesso sesso e questo non aiuta certo a tenere sotto controllo la possibilità di ritrovarsi in una spirale di violenza e paura.

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Nella galleria d’arte di Vasan, l”enfant terrible’ della Thailandia

Chi crede che il Sud-Est asiatico sia solo un paradiso per le vacanze estive dovrebbe conoscere la storia di Vasan Sitthiket, vulcanico e ribelle artista e attivista che ormai da quarant’anni si batte contro “tutto quello che non è giusto”, attirandosi l’antipatia del Governo e l’amore del suo popolo. Attraverso i suoi occhi ci vengono svelati molti problemi del suo Paese quali quelli dell’agricoltura, della prostituzione, del turismo di massa, dell’ambiente e della corrotta dittatura militare – ciò che l’occhio distratto del turista spesso non vede.

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Colombia, barlumi di giustizia per i crimini sessuali di guerra

Il Paese latinoamericano, noto soprattutto per il traffico di droga, è stato teatro di una lunga guerra civile conclusasi nel 2016 con un accordo di pace tra il Governo e le FARC. Durante il conflitto, la violenza sessuale è stata utilizzata, da tutte le parti coinvolte, come arma di guerra provocando un alto numero di vittime. I crimini sessuali di guerra, per molto tempo negati dalle autorità governative, sono ora al vaglio del Tribunale Speciale per la Pace (JEP). Per la prima volta, le donne colombiane hanno una reale possibilità di ottenere giustizia per le atrocità subite.

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Dalle rotte dei Balcani storie di violenze e soprusi sui migranti

Respingimenti illegali, violenze fisiche, violazioni continue dei diritti umani: questa è l’accoglienza riservata ai richiedenti asilo che tentano di entrare in Croazia. L’Europa dell’Est continua ad essere teatro di sofferenze e di politiche severe. Dopo la chiusura dei confini ungheresi, chi arriva sulla rotta bosniaca si ritrova ammassato in campi ormai al collasso. Il “gioco” dell’attraversamento di foreste e fiumi verso il territorio croato si trasforma, infatti, in espulsioni coatte illegali e nella negazione della primaria assistenza. Tutto questo nel cuore dell’Unione Europea.

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La sfida dell’African style, per un mercato etico e identitario

Sono molti gli stilisti che hanno attinto dal bacino delle culture africane, traendovi ispirazione e spesso anche derubandole delle loro caratteristiche, per creare prodotti indirizzati al mercato occidentale. Da alcuni anni, però, sono molti anche i movimenti nati con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo non solo al tema dell’appropriazione culturale, ma anche al rispetto della manodopera che sta dietro alla realizzazione dei capi di abbigliamento, spingendo a un consumo più etico.

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Meglio prostitute che affamate. Report dall’Africa subsahariana

Un’inchiesta, svolta da giornaliste e a cura dell’African Investigative Publishing Collective apre uno scenario disperato ed eloquente sulla vita di migliaia di donne che si vendono per mantenere sé stesse e i figli laddove rimangono senza mezzi di sostegno. Spesso sono ragazze madri e donne con molti figli e il cui marito li ha abbandonati e non si cura di loro. “Se sei donna non c’è lavoro per te” dicono molte delle donne intervistate. Conoscono i rischi che corrono, ma – come dice Emma: “l’HIV ti ucciderà in vent’anni, la fame in due giorni”.

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Nigeria, gli Ogoni contro la Shell. Voglia di giustizia dal 1995

Negli anni Novanta lo Stato nigeriano dell’Ogoniland fu devastato dalle attività petrolifere della multinazionale. Le proteste pacifiche degli abitanti di questa terra, guidate da Ken Saro Wiwa, sfociarono presto in violente repressioni e gravi violazioni dei diritti umani. Da oltre un ventennio quattro donne Ogoni, rimaste vedove dopo l’impiccagione dei loro mariti in quanto sostenitori del Mosop (Movimento per la liberazione degli Ogoni), chiedono giustizia chiamando in causa il colosso petrolifero. Il Tribunale dell’Aja ha accettato la giurisdizione per il caso. Sono trascorsi 24 anni ma non c’è resa nella ricerca delle responsabilità.

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Khartoum, in una biblioteca all’aperto i libri negati da al-Bashir

Un libraio sudanese ha dato vita a un’iniziativa singolare tra le strade della capitale del Sudan: una distesa di libri messi sull’asfalto, alla portata di tutti – testi severamente vietati dal regime e finora introvabili. Questo curioso avvenimento ci ricorda quanto negli ultimi anni nel Paese sia stato difficile esprimere la propria opinione e avere libero accesso ad informazioni reali ed attendibili. Omar al-Bashir voleva un popolo ignorante e disinformato – ma oggi i sudanesi stanno tornando a nutrirsi della linfa vitale che per tanti anni gli è stata negata: il diritto di imparare, educarsi, pensare.

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Ex Africa, in mostra i capolavori universali dell'”arte negra”

Al Museo Civico Archeologico di Bologna fino all’8 settembre 2019, un allestimento che ha il merito di restituire dignità alla produzione artistica di tutti i tempi del continente. Lo chiarisce anche il sottotitolo dell’evento, “Storie e identità di un’arte universale”. Sotto l’occhio – a volte stupito – del visitatore ci sono oltre 270 capolavori provenienti da grandi musei e collezioni internazionali. L’esposizione, divisa in 9 sezioni, sfata pregiudizi e luoghi comuni sul continente, come quello che dall’Africa non sia emersa vera e propria arte ma produzioni di generici saperi collettivi. Emergono invece scuole, stili, manufatti del tutto originali.

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