Tunisia, la lotta degli LGBT per decriminalizzare l’omosessualità

In seguito alla transizione democratica e alla libertà di associazione, nel Paese nordafricano sono nate diverse associazioni per i diritti LGBT, questione che nel mondo islamico resta aperta e attuale. Alcuni avvenimenti degli anni passati hanno portato la questione all’attenzione della cronaca estera e hanno acceso nuove speranze, prontamente deluse: il nuovo presidente appoggia la linea conservatrice e i rapporti omosessuali restano legalmente perseguiti, mentre l’attenzione dei media, sia nazionali che esteri, ha portato a nuove ondate di omofobia. In questo contesto, continua la lotta delle associazioni.

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Libano, HRW sull’esplosione al porto: “equo processo” violato

A distanza di 6 mesi dalla devastante deflagrazione, che ha causato 200 morti e 6000 feriti, la giustizia libanese rimane ferma. L’Unione Africa chiede alle istituzioni somale il pronto superamento della impasse elettorale e politica persistente nel Paese. La Colombia compie un gesto di grande solidarietà riconoscendo la “protezione temporanea” ai venezuelani privi di documenti presenti sul suo territorio. Sulla “questione cipriota”, la Turchia ribadisce una soluzione a due Stati come unica via percorribile. Intanto, in Italia, le ONG ambientaliste salutano con favore la decisione del ministero dell’Ambiente di chiudere la centrale a carbone di La Spezia entro il 2021.

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Arabia Saudita, l’ombra degli abusi e violenze sui lavoratori

Lavorare come schiavi, sottoposti a violenze di ogni genere e con la certezza di non potersi muovere liberamente: questo accade nello scintillante Regno saudita arricchito – e protetto – grazie al suo petrolio. Il sistema di reclutamento della manodopera nella monarchia, formata soprattutto da stranieri, è un vergognoso meccanismo che obbliga i lavoratori ad obbedire ai loro padroni e subire ingiustizie e abusi. Ora il principe ereditario saudita ha lanciato un piano di riforme, anche sul lavoro, per dare una nuova immagine alla nazione. Ma i migranti rischiano di restare senza i diritti fondamentali.

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Asia Pacifica, 2 miliardi di persone affamate dal coronavirus

Lo scoppio della pandemia e la conseguente perdita di posti di lavoro hanno spinto i meno abbienti a rinunciare a diete sane in un crescendo di diseguaglianza sociale. Si aggrava l’instabilità in Darfur mentre Khartum vieta l’accesso ai giornalisti nell’intera area. Cresce il numero di contenziosi climatici in ogni parte del mondo, Europa compresa. Una ONG siriana denuncia alla Corte Penale Internazionale gli abusi commessi dalla Greci contro i profughi, ritenendo si tratti di crimini contro l’umanità. Il nascente connubio economico tra Cina e Israele desta forti preoccupazioni a Washington.

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Media, quel linguaggio che sostiene la politica dell’esclusione

In Italia, la rappresentazione mediatica fortemente politicizzata delle migrazioni globali ha un ruolo cruciale nel definire la nostra percezione di chi viene da fuori. Come ridisegnare i termini in cui vengono problematizzate la questione migratoria e le politiche europee? Serve mettere in atto un processo volto a ri-semantizzare le migrazioni, squalificando un linguaggio improprio e sostituendolo con uno più inclusivo, un approccio critico e non discriminatorio, un’analisi attenta dei dati a disposizione, e una riflessione che non semplifichi la complessità del reale.

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Ghana, i movimenti LGBT+ che sfidano pregiudizi e patriarcato

Religione, patriarcato, leggi punitive e morale di ispirazione coloniale. E quindi pregiudizi, qualche volta violenze. Sembra una corsa ad ostacoli quella affrontata ogni giorno in Ghana da omosessuali, trans e queer. Eppure, in questa società fortemente omofobica i movimenti LGBT+ stanno crescendo e sviluppandosi in modo straordinario. Ad oggi sono circa una ventina i gruppi costituitisi a partire dai primi anni del nuovo secolo. Uno dei principali obiettivi è la cancellazione della legge che criminalizza l’omosessualità. In questo reportage storie e testimonianze di chi non vuole nascondersi.

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Resistenza nonviolenta, potente strumento per il cambiamento

In una fase storica in cui la violenza si manifesta sotto varie forme, con l’uso di armi sempre più tecnologiche, c’è ancora spazio per delle figure che fanno del dialogo e dell’azione collettiva pacifica la loro forza. La violenza non fa altro che produrre altra violenza e non aiuta gli esseri umani a raggiungere la stabilità sociale. Questo ci hanno tramandato Gandhi, Gene Sharp e Danilo Dolci, fondatori della dottrina nonviolenta, i cui insegnamenti sono vivi ancora oggi e spingono persone in tutto il mondo a portare avanti manifestazioni pacifiche del dissenso.

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Genocidio, crimine ignobile tra zone d’ombra e giustizia negata

In occasione del Giorno della Memoria, Voci Globali ha incontrato la professoressa Raffaella Nigro, titolare della cattedra di diritto internazionale dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, per approfondire la tematica del “genocidio”. Il “crimine dei crimini”, a oltre 70 anni dall’adozione della Convenzione di New York, continua a generare confusione nell’opinione pubblica (e non solo) con riguardo ai suoi elementi costitutivi, alla responsabilità internazionale dello Stato e a quella penale degli individui autori di presunti atti genocidari.

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Rom, sinti e viaggianti: orgoglio etnico e attivismo al femminile

L’attivista rom Saska Jovanovic ci parla di ROMNI Onlus, progetto nato nel 2010 per il sostegno delle popolazioni rom, sinti e delle comunità viaggianti in Italia, attraverso un forte protagonismo delle donne. La sua esperienza è un esempio di attivismo anti-razzista, di genere e intersezionale – uno tra i molti presenti in Europa, oggi scenario di una rete di resistenza e cooperazione femminile sempre più fitta tra le varie comunità. Per affrontare uno scenario che le vede particolarmente soggette a pregiudizi e stereotipi estremamente radicati, nel mondo e in particolare in Italia.

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Africa, nuova “Strategia di Genere” per lo sviluppo inclusivo

La Banca Africana di Sviluppo ha avviato un programma teso a rafforzare la parità di genere per garantire una più rapida crescita del continente. Un tribunale francese ha riconosciuto lo status di “migrante ambientale” a un bengalese affetto da asma cronica, annullando l’ordine di espulsione a suo carico. Cresce la tensione tra Sudan ed Etiopia per l’annosa questione dei territori di confine contesi. La Corte Europea DU ha dichiarato ammissibile il ricorso dell’Ucraina contro la Russia per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Collaborazione ONU/Lega Araba per risolvere le crisi mediorientali.

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