Ciad, ritratti in chiaroscuro da una terra ricca e martoriata

Un fotoreportage per raccontare un Paese africano dove l’immensa ricchezza delle materie prime, quali oro e petrolio, non ha comportato alcun benessere per le popolazioni locali. In particolare, quelle rurali vivono al di sotto della soglia minima di povertà. La presenza del gruppo terroristico Boko Haram accompagnata dai cambiamenti climatici hanno peggiorato una situazione già piuttosto fragile. Eppure, gli splendidi scenari naturali potrebbero far fiorire il turismo rendendolo un’ottima fonte di sviluppo economico. Ma l’insicurezza generale scoraggia i potenziali visitori.

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Siria, “giurisdizione universale” per fermare crimini e impunità

Ormai da anni, organismi internazionali e ONG denunciano i crimini commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano. Tuttavia, impunità e impunibilità regnano sovrane. Il Governo di Assad non ha alcuna intenzione di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. La giustizia internazionale, per una molteplicità di ragioni, è al momento paralizzata. L’unica speranza per le vittime arriva dalle procure europee. Alcuni Stati hanno infatti deciso di esercitare la giurisdizione universale. Nei prossimi mesi, si aprirà nella città tedesca di Coblenza il primo processo al mondo contro i crimini di Stato nel Paese.

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Colombia, chi sono i leader sociali. Uno ogni 27 ore viene ucciso

Nel Paese latino-americano, chiunque osi denunciare i soprusi delle istituzioni, delle FARC o di gruppi impegnati in affari illeciti, diventa bersaglio di intimidazioni, minacce, violenza. Omicidi sistematici volti a silenziare le voci fuori dal coro e a scoraggiare chi vorrebbe lottare per una società più giusta. Al danno si unisce la beffa. I media propongono una narrazione omissiva di qualsiasi riferimento ai colpevoli, quasi si trattasse di esecuzioni senza esecutori. Il Governo è assente. Un silenzio che alimenta l’omertà e l’assopimento della società civile.

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Pesticidi, colosso della chimica rinuncia al velenoso Clorpirifos

La statunitense Corteva Inc. entro l’anno smetterà di produrre un insetticida tossico per l’ambiente e la salute umana. La Croazia, invece, apre alle “adozioni gay” grazie a una storica sentenza della Corte costituzionale. Intanto, l’Autorità Nazionale Palestinese boccia il cosiddetto “Deal of the Century” proposto dagli USA. E la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si pronuncia a favore della Spagna in un caso di “respingimento” di migranti verso il Marocco. In Camerun, massacro di civili nel corso di un’operazione antiterrorismo ad opera delle forze di sicurezza, che però parlano di “sfortunato incidente”.

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Guerre cibernetiche, quel pericolo silenzioso e sottovalutato

Uno sguardo ai conflitti che nessuno vede, nel mondo cibernetico, lontano dai nostri occhi e dalla nostra comprensione. In questo Wild West che è l’Internet di oggi, i giganti mondiali si contendono grandi fette di potere: dalle intelligence che colpiscono le centrali nucleari dell’Iran, alla Russia di Putin che diffonde fake news per alterare gli equilibri elettorali, fino alla Cina che emerge come nuovo leader tecnologico grazie a operazioni di furto intellettuale. Ne abbiamo parlato con Michail Maniatakos, esperto di cybersecurity e docente alla New York University di Abu Dhabi.

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Marocco, lo sviluppo che aumenta marginalità e disuguaglianze

Nel Paese del Nord Africa il processo di urbanizzazione prosegue senza sosta così come la realizzazione di nuove grandi opere. Il porto Tanger Med o il primo treno ad alta velocità del continente sono solo alcuni esempi degli sviluppi in corso. Tuttavia, senza interventi sociali adeguati, si assiste all’aumento delle disparità tra campagna e città nonché tra centro e periferie. Casablanca, in particolare, presenta le più evidenti contraddizioni: cuore bancario e locomotiva dell’economia marocchina con elevati tassi di povertà, problemi sociali e mancanza di servizi.

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Sudan, dove le donne non hanno ancora smesso di lottare

L’universo femminile di questo grande Paese è impegnato da anni nella riforma delle leggi che regolano i diritti personali e civili, in particolare quelli delle donne. Una riforma difficile, in quanto le norme sono basate sulla sharia ed è difficile superare le barriere religiose e della tradizione. Ma è questa la battaglia su cui si sta concentrando l’impegno di persone come Alaa Salah, icona della rivoluzione che insieme ad altre attiviste e femministe sta accompagnando il movimento verso un nuovo Sudan, libero da oppressioni e da ingiustizie. Alcuni risultati sono già stati raggiunti, dopo la caduta di al-Bashir.

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Bosnia, la politica continua a negare il genocidio di Srebrenica

Il Parlamento bosniaco ha nuovamente bocciato la legge volta a criminalizzare il negazionismo sul genocidio del 1995. Dall’altra parte del globo, nel corso del Sundance Festival è stato presentato il documentario “Welcome to Chechnya” dedicato alle purghe contro gli omosessuali avviate dal presidente Kadyrov nel 2017. Intanto, la Gran Bretagna si trova a dover affrontare lo “scandalo” dei sussidi sociali negati o revocati a disabili e malati. Mentre il mondo celebra la Giornata Internazionale delle Zone umide ricordando l’importanza di queste aree per la salute umana e ambientale, in Sudan continuano i negoziati per l’accordo conclusivo di pace che dovrebbe essere siglato entro febbraio.

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Egitto, non si ferma la violenza di Stato, il mondo sta a guardare

Lo Stato egiziano versa in pessime condizioni per quanto riguarda il rispetto dei fondamentali diritti umani e delle libertà. Il dissenso è preso di mira attraverso metodi di repressione brutale e violenta, al di fuori di ogni confine di legalità. La lotta al terrorismo è diventata uno strumento per giustificare arresti di massa di attivisti civili, oppositori politici, giornalisti, pacifici manifestanti. al-Sisi ha instaurato un regime di oppressione pericoloso, che non sembra smuovere le reazioni dei capi di Stato del resto del mondo.

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Migranti, in Grecia il Governo vuole un muro in mezzo al mare

Il primo gennaio scorso è entrata in vigore la riforma del sistema di accoglienza, che prevede lo smantellamento degli hotspot e la creazione dei cosiddetti centri chiusi pre-partenza. La nuova politica ellenica è stata fortemente criticata sia dall’UE che dalle organizzazioni internazionali, preoccupate di ulteriori violazioni dei diritti fondamentali dei migranti. Intanto, la situazione umanitaria sulle isole dell’Egeo continua a essere drammatica, gli sbarchi proseguono e le traversate spesso si trasformano in tragedia. Mentre il governo greco ha previsto la creazione di un muro in mezzo al Mediterraneo.

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