Yemen: storie di una lunga crisi, di donne e di flebili speranze

Dallo Stato yemenita arrivano solo cattive notizie negli ultimi anni: guerra civile, ragazzi soldato, spose bambine, catastrofe umanitaria. Per capire in modo più approfondito cosa sta realmente succedendo nel Paese, Voci Globali ha intervistato la giornalista Laura Silvia Battaglia. Con lei il racconto della disperata situazione dello Yemen diventa autentico e narra di diritti violati, di futuro negato per molte giovani generazioni, di condizioni disperate, ma anche di donne che lottano per la dignità, la sopravvivenza e la pace.

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Marilena Delli, la talent scout che porta gioia all’Africa nascosta

Scrittrice, fotografa, regista, documentarista. Nata in Italia da padre italiano ex prete missionario in Africa e da madre rwandese. Nel suo secondo libro, “Negretta”, racconta cosa ha voluto dire crescere in un quartiere del bergamasco, enclave della Lega. Oggi con Ian Brennan, pluripremiato produttore musicale, va in giro per il mondo – in particolare in Africa – a scoprire talenti musicali facendoli emergere dall’apartheid artistica in cui altrimenti rimarrebbero confinati. Progetti che includono esperienze di etnomusicologia e musicoterapia in contesti di dolore e isolamento come la prigione di massima sicurezza Zomba, in Malawi.

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TikTok e il giornalismo 2.0 ai tempi del #BlackLivesMatter

Nata per la Generazione Z, si tratta dell’applicazione che ha segnato la prima parte del 2020. Con i numeri in continuo aumento e sempre più utenti, la piattaforma cinese si presenta come un bacino di numerose opportunità per il giornalismo contemporaneo. Non mancano i reporter che già hanno compreso la potenziale portata di questo fenomeno, così come sempre più numerosi sono gli influencer che scelgono di dedicare il proprio spazio a dibattiti e di contribuire a movimenti sociali e all’attivismo che sta coinvolgendo le piazze negli ultimi mesi.

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Bambini soldato, cresce la piaga secondo la blacklist degli USA

Washington aggiunge Camerun, Libia e Nigeria nella blacklist dei Paesi che reclutano i minori come combattenti in violazione dei diritti dell’infanzia. La CTBTO ha registrato un picco di radiazioni nella Regione baltica: si sospetta il malfunzionamento di una centrale nucleare russa. Intanto, il Covid-19 sta determinando una nuova ondata di fame soprattutto nel Sud del mondo. L’America Latina esprime solidarietà al popolo palestinese: 320 personalità di spicco del mondo accademico, istituzionale e politico hanno firmato una nota congiunta per condannare la politica annessionista di Israele. In Mali, si apre il dialogo tra istituzioni statali e “Movimento 5 giugno”.

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Mozambico, dal sogno socialista alla corruzione e poi all’ISIS

Nella seconda parte del diario di viaggio di un’infermiera italiana viene ripercorso il periodo storico che va dagli anni ’80 fino ad arrivare ad oggi. Quello descritto è un contesto difficile ed eterogeneo, che passa anche attraverso la guerra civile e le gravi conseguenze umanitarie da essa generate. L’accordo di pace del 1992 segna l’inizio dello sviluppo economico a beneficio esclusivo delle grandi potenze mondiali e dell’élite corrotta mozambicana. E in tempi recenti, molti giovani si sono avvicinati ai gruppi terroristici. Ma legami umani forti, saldi, autentici, rendono impossibile lasciare questa terra martoriata.

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Abba Mussie Zerai, sacerdote e attivista, migrante tra i migranti

Candidato al Nobel, definito “angelo dei profughi” e “padre dei rifugiati” – ma lui preferisce “migrante tra migranti” – ha dedicato la sua vita non solo alla fede, ma anche all’attivismo e alla lotta per il rispetto dei diritti umani, in special modo quelli dei rifugiati. Di origini eritree è arrivato in Italia a 16 anni. “I diritti – dice – oggi sono un privilegio di alcuni. Ho aiutato i migranti perché non volevo essere tra quelli che hanno omesso di soccorrere chi rischiava di morire in mare. Finché sono in vita il mio obiettivo è quello di essere utile a me stesso e agli altri”.

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Pratiche artistiche di resistenza alla politica di invisibilizzazione

Resistenza attraverso pratiche artistiche capaci di creare, rigenerare e riappropriarsi dello spazio pubblico. Questo il nodo centrale intorno a cui si è sviluppata Performing Resistance, piattaforma discorsiva digitale, promossa da Atlas of Transitions Biennale, che ha visto coinvolti artisti, accademici, curatori, attivisti e ricercatori internazionali. Nei giorni tra il 16 ed il 20 giugno hanno avuto luogo incontri e dialoghi, in streaming su Facebook e YouTube, a cui hanno partecipato più di 1200 persone provenienti da tutto il mondo. Ora queste testimonianze rimangono disponibili online sul sito web di Atlas of Transitions.

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Rifugiati LGBTI, Paesi di accoglienza e centri di aiuto e sostegno

Sono passati 51 anni da quel primo Pride della storia che furono i moti di Stonewall. Ancora oggi, però, la condizione degli omosessuali nel mondo è ancora molto difficile. I rifugiati e i migranti con SOGIESC diversificato sono esposti a rischi nel proprio Paese di origine ma anche in quelli di transito e di asilo. La maggior parte delle legislazioni in Africa e Asia sono punitive e discriminatorie e la società è decisamente ostile. In Italia esistono esperienze dedicate ai rifugiati LGBTI ma il coming out per la comunità nera resta un passo difficile. In U.S.A. le esperienze dei black pride accelerano il processo di “venuta allo scoperto”.

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Exarchia, anatomia del quartiere ribelle nel cuore di Atene

Un viaggio fra il passato e il presente del luogo in cui la controcultura politica greca ha dato vita a esperienze di autogestione e solidarietà uniche, offrendo risposte originali sia ai bisogni della comunità locale che a quelli della popolazione migrante giunta ad Atene a partire dal 2015. Il risultato è un modello sociale meticcio, alternativo e funzionale estremamente interessante. Oggi tutto questo rischia di scomparire sotto i colpi del Governo di ultradestra di Kyriakos Mitsotakis, che agisce in nome dello slogan “ordine e sicurezza”. Ma ci sono anche precise ragioni economiche, connesse al processo di gentrificazione e attrazione del turismo attraverso le grosse compagnie estere come Airbnb.

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Mehret Tewolde, Italia Paese multiculturale ma non inclusivo

Incontriamo Merhet Tewolde, origini eritree, in Italia da 42 anni. Con lei ripercorriamo una vita da afroitaliana, gli incontri che hanno segnato la sua crescita – come quello con il grande Eduardo, che le è stato un po’ padre, un po’ amico, un po’ mentore – o quelli difficili di intergrazione e conoscenza del nuovo Paese. Con lei parliamo del suo impegno come CEO di IABW, del suo ruolo di “pungolo” verso le istituzioni italiane affinché prendano finalmente coscienza della multiculturalità del Paese. Parliamo anche di afrofobia, dell’importanza di fare squadra tra afroitaliani e lanciamo un messaggio ai presidenti Conte e Mattarella.

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