Generazione di poveri. E in Italia cresce anche la povertà educativa

Un milione e 400mila minori in povertà assoluta, la più alta percentuale di bambini sotto i sei anni a rischio di povertà ed esclusione sociale dal 1995, e una scuola che non c’è, incapace di colmare le disparità socio-territoriali e di farsi presidio di futuro contro le catene di marginalità che diventano quasi un’eredità familiare nel Bel Paese. Della generazione di poveri che cresce in Italia abbiamo parlato con la sociologa e filosofa Chiara Saraceno, con la professoressa di Psicologia generale dell’Università di Parma, esperta di Psicologia Cognitiva, Olimpia Pino e il direttore di Caritas Italiana Don Marco Pagniello.

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Tratta degli esseri umani, in Italia cresce la capacità di adescamento

Minori e donne, ma anche persone particolarmente vulnerabili come transgender, disabili, analfabeti, disperati senza nulla da perdere: sono tutti potenziali e reali vittime dello sfruttamento a scopo sessuale o lavorativo per mano dei trafficanti, ben radicati anche in Italia. Il nostro Paese non fa ancora abbastanza per fermare il vergognoso fenomeno, troppo spesso legato anche a norme sull’immigrazione e sull’accoglienza inadeguate e terreno fertile per gli sfruttatori. La tratta inoltre rischia di proliferare attraverso strade nuove, più sofisticate, come l’e-trafficking. Il richiamo all’azione politica è più urgente che mai.

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#LetThemFly, una campagna di successo per gli attivisti sauditi

Tra le notizie di questo mese: allarme per la mancanza di tutele sociali nella regione Asia Pacifica. Cresce lo stress idrico nel continente africano con conseguenze disastrose non solo per l’ambiente. Il popolo cileno boccia la nuova Costituzione: resterà in vigore quella di Pinochet. Appello del Consiglio di Cooperazione del Golfo per il processo di pace in Yemen. In India, proseguono le udienze sul noto caso “divieto all’hijab”. Nigeria e Marocco siglano un accordo per la costruzione di un gasdotto transafricano con l’obiettivo di svincolarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia.

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La crisi climatica cambierà la nostra dieta e alcuni cibi spariranno

La lotta al riscaldamento globale si sta traducendo, con sempre più urgenza, in lotta per la sopravvivenza. E l’allarme è più forte se si parla della nostra alimentazione. Innalzamento delle temperature, eventi atmosferici più violenti e distruttivi, forte riduzione della biodiversità ci costringeranno – e di fatto hanno già iniziato – a modificare le nostre abitudini alimentari. Ma se dovremo cambiare il nostro modo di mangiare e abituarci all’assenza di alcuni cibi, sarà necessario anche rivedere in senso più sostenibile le modalità di produzione alimentare, per assicurarci la conservazione della vita sul Pianeta.

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Confine tra Bielorussia e Polonia, dove muore il diritto comunitario

A partire dall’inverno 2021 la situazione umanitaria lungo la frontiera orientale polacca si è trasformata in una vera e propria catastrofe umanitaria. Le autorità di Varsavia si sono macchiate di respingimenti arbitrari e violenze ai danni dei richiedenti asilo. Inoltre, le difficili condizioni climatiche hanno aggravato ulteriormente la situazione. Con lo scoppio della guerra in Ucraina e l’apertura ai rifugiati ucraini, è emerso il razzismo delle politiche di controllo dei confini europei. Attraverso una testimonianza diretta Voci Globali torna a parlare di criminalizzazione dei fenomeni migratori.

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Un pianeta che brucia, e sugli incendi il clima e la mano dell’uomo

Ogni estate migliaia di ettari di boschi e foreste vengono distrutti dalle fiamme, con nuovi record. Di origine naturale o, il più delle volte, dolosa, gli incendi mettono a rischio la flora e la fauna di vaste aree in tutto il mondo. Il rastrellamento di delicati ecosistemi, unito alla minaccia per la vita delle popolazioni che abitano i territori interessati, ci riporta al circolo vizioso di cause ed effetti innescato dai cambiamenti climatici. Allora, se l’emergenza annosa degli incendi estivi si veste di nuove criticità, anche le soluzioni devono integrare alle vecchie pratiche nuove strategie.

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Manganelli, lacrimogeni, pallottole: muore il diritto alla protesta

Manifestare il proprio dissenso contro ingiustizie, violazione dei diritti, abusi di potere dei governanti è sempre più difficile nel mondo. Non perché non ci siano persone disposte a esprimere pacificamente le proprie idee e a lottare per la democrazia e per i diritti, ma per la repressione forzata di cortei e manifestazioni da parte degli Stati. L’uso sproporzionato di armi, anche quelle meno letali come i lacrimogeni, di arresti, di atti di forza e di violenza fisica sta seriamente indebolendo il diritto a protestare. E, di conseguenza, la possibilità di costruire una società globale davvero evoluta, inclusiva, giusta e libera.

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Popoli e Terra, quando interessi e clima distruggono le comunità

La storia dei popoli indigeni è attraversata da secoli di invasione, oppressione e violenze. Ma quello che essa ci racconta, e che ancora oggi fotografa, è una realtà in cui l’interesse verso i profitti economici si traduce in espropriazione delle terre ed esili forzati. Il legame che questi popoli hanno con la Terra spesso è minato da apparenti motivazioni di conservazione della biodiversità. Così, vittime dei cambiamenti ambientali ma anche di un falso ambientalismo, le comunità indigene oggi lottano per la propria autodeterminazione e per un posto ai tavoli negoziali per salvare la Terra.

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Riad, manovre commerciali e politiche sul quinto pilastro dell’Islam

Il periodo dedicato al pellegrinaggio alla Mecca si è concluso da poche settimane, ma le critiche continuano a pesare sul Governo saudita. Le nuove normative, imposte ufficialmente per combattere le truffe, hanno tagliato fuori un gran numero di fedeli. Inoltre, la rigidità e la stretta sorveglianza delle autorità saudite hanno sollevato forti sospetti su un possibile uso dei luoghi sacri come strumento di pressione e di politica estera. L’Arabia Saudita negli ultimi anni ha mostrato una spiccata propensione per la realpolitik e sembra essere destinata a influenzare gli scenari futuri nella regione.

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Colombia, “falsi positivi”: ancora accuse per crimini internazionali

Tra le notizie di questo mese: Fawzia Koofi – ex portavoce del Parlamento afghano – chiede immediato intervento della comunità internazionale a tutela della disperata condizione delle donne nel Paese. In Olanda, i gruppi ambientalisti denunciano KLM per “greenwashing”. La CEDU condanna la Grecia per il respingimento mortale dei migranti avvenuto nel 2014. Kenya, la tribù degli Ogiek vince la battaglia per i suoi diritti territoriali. Primo vertice Arabia Saudita-Grecia dall’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel 2018.

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