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Bambini di Aflasco, Ghana, alle prese con un memory game, foto di Antonella Sinopoli
Bambini di Aflasco, Ghana, alle prese con un memory game, foto di Antonella Sinopoli

Conclusione del gioco, foto di Antonella Sinopoli
Conclusione del gioco, foto di Antonella Sinopoli

In collaborazione con Voci Globali, l’associazione Ashanti Development Italia, di cui la socia Antonella Sinopoli è presidente, ha avviato un progetto di lettura e socializzazione ad Aflasco, piccola comunità di pescatori nella Regione del Volta – Ghana, villaggio presso cui Antonella risiede per parte dell’anno. Nelle foto si può vedere l’avvio di questo progetto, con alcuni bambini di Aflasco impegnati con un memory game sulla spiaggia. Antonella incontra i bambini nel pomeriggio, dopo la scuola, organizzando per loro giochi, letture, disegni o lezioni di inglese, 3 o 4 volte la settimana, e dando loro anche da mangiare. Quest’attività è resa possibile dai contributi ricevuti in Italia dai sostenitori di Ashanti Development Italia e Voci Globali.

Ricordiamo le motivazioni del progetto: da quelle parti si vive con un reddito pari alla soglia di povertà. Spesso i genitori mandano i figli a servizio di famiglie con maggiori possibilità in modo da sgravarsi di un peso e non è raro che questi bambini vengano dimenticati dalla famiglia di origine. Non è concepita alcuna pianificazione delle nascite e una ragazza comincia ad avere figli molto presto, spesso con partner diversi. Bere troppo è un’attività comune per uomini e donne. Il livello di analfabetismo è molto alto. Anche le condizioni igieniche sono precarie e mancano le toilette.

I bambini frequentano le vicine scuole, ma in un contesto così deprivato la scuola è solo un obbligo. Nelle altre ore lavorano con i genitori e alle faccende domestiche: dal trasporto dell’acqua dal pozzo fino a casa alla pulizia e alla cura dei fratelli più piccoli. Hanno imparato l’arte della sopravvivenza, ricevono pochi stimoli dal mondo che li circonda e comunicano poco, se non con i membri della famiglia e del villaggio. Anche a scuola finiscono per parlare solo nella lingua locale, l’Ewe, anche se l’inglese è lingua ufficiale.

La realizzazione di giochi e letture è mirata dunque a favorire la socializzazione, la condivisione, la cooperazione. Imparare l’inglese, interagire con i propri compagni e relazionarsi con persone di un altro continente può aiutare questi bambini a guardare oltre. La lingua può diventare un veicolo per uscire dal ristretto cerchio in cui vivono, per scoprire nuove possibilità.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato finora a rendere possibile questo progetto. Precisiamo che l’acquisto dei prodotti necessari avviene quasi tutto in loco, sia per aiutare l’economia locale, sia per acquistare materiale di lettura in linea con le conoscenze ed esperienze di bambini africani.

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