Turchia accusata di usare armi chimiche sui curdi. E il mondo tace

Numerose testimonianze da parte di civili curdi hanno portato il PKK a rivolgersi alla comunità internazionale perché vengano avviate indagini ufficiali sull’utilizzo da parte della Turchia di armi non convenzionali. Una serie di rapporti hanno provato a dimostrare l’uso di armi chimiche come causa della morte delle vittime, ma spesso le autorità turche hanno impedito lo svolgimento delle indagini. L’UE e gli Stati Uniti sembrano reticenti a intervenire contro la Turchia, a differenza della Siria contro cui agirono duramente nel 2012 – a dimostrazione del diverso peso sullo scacchiere politico ed economico dei due Paesi.

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“Non lasciare nessuno indietro”, formula che resta priva di risultati

Educazione, salute, economia, società, ambiente. Per il WeWorld Index 2021, il mondo peggiora sotto ogni punto di vista. Crescono vertiginosamente povertà e disuguaglianze in quanto a diritti e inclusione, con donne e bambini ad esserne le maggiori vittime. Pandemia e cambiamenti climatici frenano drammaticamente la corsa già lenta verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030 in tutto il pianeta. Entro l’anno 435 milioni di donne saranno sotto la soglia di povertà, il lavoro minorile potrebbe aumentare di 8,9 milioni di casi per fine 2022, e nel 2030 la sopravvivenza di 150 milioni di persone dipenderà dagli aiuti umanitari.

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Quell’Europa che rifiuta di proteggere i rifugiati dell’Asia Centrale

La consuetudine a una narrazione ostile ai migranti e la diffusa islamofobia stanno generando una gerarchia di diritti nella concessione dell’asilo politico. E, a fronte della crescente complessità che riguarda la gestione dei rifugiati nelle democrazie europee, assistiamo a un’agenda politica che riconosce ad alcuni richiedenti asilo un più urgente diritto di venire accolti. Tutto ciò a discapito di altri, che da varie parti del mondo raggiungono i “nostri” confini. A volte soltanto per aver espresso opposizione al Governo del proprio Paese, rischiando la vita se rispediti a casa o, più correttamente, deportati.

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Malawi, il Parlamento accoglie il primo membro albino del Paese

Overstone Kondowe – consigliere speciale del presidente Lazarus Chakwera per le persone con albinismo e disabilità – ha prestato giuramento nella capitale Lilongwe. I leader indigeni indiani hanno denunciato l’ipocrisia ambientale del premier Modi in occasione della COP26. In Afghanistan è stato registrato un nuovo aumento di “spose bambine” a causa della povertà e della situazione economica. L’ISIS ha rivendicato uno dei tre attentati avvenuti in Pakistan. Mentre i Governi africani hanno preso parte al terzo “African Girls Summit“, volto a rafforzare il diritto all’istruzione delle ragazze.

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Filosofia africana: secoli di negazione, ma la Storia dice il contrario

A un certo momento della Storia, l’essere umano ha iniziato a domandarsi perché i fenomeni esistevano e come funzionavano senza ricorrere a spiegazioni mitico-religiose, ma osservandoli e descrivendoli. Per molti storici questo metodo è divenuto sistematico nelle colonie greche del VI sec. A. C. e così sarebbe nata la filosofia. L’articolo indaga lo sviluppo storico di questo metodo razionale e sistematico in Africa e tra gli intellettuali africani, cercando di testimoniare la millenaria storia della filosofia africana. Nel ‘900 il dibattito sorto tra filosofi intorno alla natura e allo statuto di una filosofia nel continente risulta, in effetti, un nuovo fondamentale capitolo della disciplina africana contemporanea.

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Rumba congolese, da voce di libertà a strumento di propaganda

Nella RDC la storia della musica e della politica si intrecciano fin dai primi giorni di vita del Congo in quanto nazione indipendente. I leader che si sono susseguiti negli anni ben comprendevano il suo potere. Il 27 novembre prossimo si sarebbe dovuto tenere a Parigi un grande concerto che doveva segnare il ritorno del re della rumba lingala, Koffi Olomide, sulla scena europea. Le proteste portate avanti da un gruppo di attivisti congolesi noti come i “combattenti” e che definiscono Koffi il “Griot dei dittatori”, hanno contribuito a far annullare l’evento. Uno di loro, Zorobilele Ingeta, spiega a Voci Globali il motivo del boicottaggio.

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Haiti senz’acqua, poco cibo e nella trappola delle bande armate

Dilaniata da disastri naturali e da un’endemica fragilità politico-economica, la popolazione haitiana è allo stremo. Dopo due terremoti, uragani, colpi di Stato mortali e il controllo del territorio da parte di gang criminali e violente, l’isola caraibica sembra non avere vie di uscita per affrancarsi da un continuo stato di bisogno. I migranti che fuggono dal Paese sono sempre di più, alla ricerca di una sopravvivenza impossibile nella loro patria. Sulle ceneri di una colonizzazione pagata cara e di ingerenze straniere, Haiti fatica a trovare una strada per l’emancipazione e lo sviluppo.

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Ambiente, istituito “meccanismo” globale a tutela dei suoi difensori

La Conferenza delle Parti alla Convenzione di Aarhus ha stabilito la creazione del primo meccanismo internazionale di risposta rapida per la protezione dei difensori della natura. In Benin, il Parlamento ha approvato la legalizzazione dell’aborto con il plauso dei gruppi a tutela delle donne. Sequestro record di droga nel Triangolo d’Oro asiatico. L’ONU traccia un quadro giuridico per lo svolgimento simultaneo delle elezioni parlamentari e presidenziali in Libia. Nuova iniziativa della società civile contro i “killer robots” di impiego bellico.

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UE-Turchia, il terribile impatto umano di un accordo illegittimo

Espulsioni collettive verso la Turchia previste per chi scappa da Afghanistan, Siria, Somalia, Bangladesh, Pakistan e arriva – via mare – sulle isole greche del Mar Egeo. Questo è quanto è stabilito da una Dichiarazione tra Unione Europea e Turchia del 2016 e una Decisione ministeriale adottata in Grecia a giugno di quest’anno. Una disciplina che non tiene conto della tutela dei diritti umani e delle violazioni perpetrate in Turchia contro i richiedenti asilo, dettagliatamente documentate da un rapporto pubblicato dalla Commissione europea e riportate in questo articolo.

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Ruanda e Senegal sedi per produzioni africane vaccino anti-Covid

La società tedesca BioNTech ha firmato un accordo con il Ruanda e il Senegal per la realizzazione di due impianti per la produzione dei vaccini contro il nuovo coronavirus. Si tratta di un evento eccezionale in quanto consentirebbe in tempi relativamente rapidi di produrre in loco le dosi necessarie a colmare l’ammanco attualmente presente sul mercato e di aumentare la copertura vaccinale nel continente africano. Le motivazioni dietro questo accordo, che dovrebbe porterebbe all’eliminazione delle disuguaglianze di accesso ai vaccini, si basano però anche su calcoli di natura economica legati dunque al profitto.

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