Yemen, la lotta per la vita di un popolo fiaccato dalla guerra

Nel Paese mediorientale si sta consumando la più grave crisi umanitaria dalla Seconda guerra mondiale. La popolazione yemenita si trova in una situazione di massima fragilità sotto diversi punti di vista. In un contesto così articolato, i migranti africani vivono una situazione di ancor più grave discriminazione rispetto al passato. La morte per Covid-19 del “paziente zero” – un rifugiato somalo – ha scatenato infatti episodi di razzismo e violazioni dei diritti fondamentali. Gli sforzi dell’OIM sul territorio, da sempre finalizzati a garantire assistenza umanitaria, incontrano adesso maggiori ostacoli anche in ragione del lockdown.

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L’isolamento dei disabili, 4 mln di invisibili, con o senza Covid

Il distanziamento sociale che noi tutti stiamo sperimentando in ragione della pandemia da coronavirus, non rappresenta nulla di nuovo per le tante persone con disabilità. L’esclusione sociale tocca gli adulti così come bambini e ragazzi in età scolare. Riguardo questi ultimi, nonostante l’Italia sia stata tra i primi Paesi europei ad abolire le classi differenziali, la didattica già in circostanze normali presenta grosse lacune. Quella a distanza si sta dimostrando oltremodo inadeguata. Il maggior timore di genitori e associazioni a tutela dei diritti è che la questione “disabilità” continui a rimanere ai margini dell’agenda politica.

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Siria condanna politica annessionista di Israele nella West Bank

Damasco chiede un’azione internazionale per fermare l’inglobamento israeliano di parte della Cisgiordania, il cui inizio è previsto per il 1°luglio. L’ONU sollecita i Governi nazionali a garantire parità di diritti ai disabili durante la pandemia da Covid-19. Uno studio accademico rivela la correlazione tra inquinamento da cobalto e difetti congeniti dei neonati in RDC. Gli attivisti thailandesi invocano giustizia per il massacro delle “camicie rosse”, avvenuto 10 anni fa. E la FAO esprime preoccupazione per la potenziale crisi alimentare dovuta all’invasione di locuste in Africa orientale.

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Nere, donne, brasiliane, in azione contro la violenza di genere

Anche per il negazionismo del suo presidente Bolsonaro, il Brasile è oggi l’epicentro del Covid-19 in Sud America. Tuttavia, mentre nessuno era preparato alla pandemia, le attiviste impegnate da anni nelle favelas del Paese sono entrate in azione. Non soltanto per informare sulle misure igieniche e l’accesso agli aiuti finanziari, ma anche per contrastare le violenze domestiche, cresciute in maniera allarmante soprattutto sulle donne povere e di colore, mentre lo Stato latita e le disuguaglianze preesistenti si allargano.

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In Africa la malaria continua ad uccidere, e anche più del Covid

L’arrivo del coronavirus ha catalizzato l’attenzione di politici e sanitari, alle prese con la nuova pandemia. L’emergenza Sars-CoV2 rischia però di spostare risorse preziose per debellare altre malattie come la malaria. Quest’ultima causa ancora 1.100 decessi al giorno, e la battaglia è aperta. Oltre a un maggiore impegno con le diverse comunità, sono necessari finanziamenti e programmi continui di prevenzione. Il movimento panafricano “Zero Malaria Inizia con Me” è un contributo per tenere acceso l’impegno verso una malattia endemica.

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Come il Covid è diventato pretesto per la violazione dei diritti

Cresce la preoccupazione per la tenuta del sistema internazionale di protezione dei diritti umani nel corso della pandemia in atto. In ogni parte del mondo, eventuali abusi potrebbero essere camuffati da misure necessarie al contrasto della diffussione del coronavirus. Le norme internazionali però parlano chiaro. Nessun provvedimento di limitazione delle libertà fondamentali può inficiare il fulcro stesso dei diritti dell’individuo. Anche perché la direzione autoritaria presa da alcuni Paesi potrebbe trasformarsi in totalitarismo.

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Azerbaijan, come silenziare gli attivisti “usando” il Covid-19

L’ex Repubblica sovietica approfitta del Covid per silenziare il dissenso attraverso detenzioni arbitrarie. Lo denuncia HRW. Benin e Costa d’Avorio disconoscono la giurisdizione della Corte Africana DU, che non potrà più pronunciarsi su eventuali violazioni dei diritti umani. Il “Day of Silence”, iniziativa contro il bullismo verso gli studenti LGTBTQ, compie 25 anni. Secondo il report “Finanza Fossile” di Greenpeace e Re:Common, il settore finanziario italiano inquina più delle centrali a carbone. Infine, il Governatore della Banca Centrale libanese smentisce le accuse rispetto al suo ruolo nella grave crisi economica che sta travolgendo il Paese.

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Covid-19, quando l’Internet-shutdown pregiudica i diritti umani

Le raccomandazioni della comunità internazionale agli Stati, affinché garantiscano l’accesso alla Rete ai propri cittadini durante la pandemia da Covid-19, non hanno sortito alcun effetto in India, Myanmar e Bangladesh. I tre Stati asiatici hanno preferito mantenere il blocco di Internet in alcune zone dei loro territori, mettendo così a rischio la salute e la vita dei propri cittadini nonché dei migranti nei campi profughi. L’inaccessibilità alle informazioni online sta rischiando, peraltro, di tradursi in violazioni di diversi diritti umani: dal diritto all’informazione a quello di espressione, alla libertà di associazione.

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Famiglie africane, sessualità, relazioni: mix di leggi e tradizioni

Le strutture familiari in Africa, sotto il profilo giuridico, sono ancora terreno di “scontro” tra tradizione e diritto di importazione europea. Poligamia, dote, matrimonio tradizionale, sono tutte pratiche fortemente radicate nella popolazione locale e vengono trattate in maniera diversa nei vari Paesi. Inoltre, la criminalizzazione dei rapporti sessuali adolescenziali è una realtà ancora diffusa negli ordinamenti africani, che continua a sollevare critiche da parte di studiosi sia europei sia africani. Mentre la giurisprudenza del continente nero offre soluzioni e approcci dissimili e contrastanti.

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Covid in Africa, ora è il momento della collaborazione tra Stati

Le ripercussioni economiche della pandemia potrebbero essere disastrose per il continente africano. Ma potrebbero anche aprirsi opportunità, per le singole nazioni, per sostenere scambi commerciali, aiutare piccole e medie imprese, rafforzare filiere regionali. La grave crisi sanitaria e finanziaria annunciata – e in parte già visibile – nel continente dovrebbe dunque essere colta come occasione di crescita. Soprattutto in termini di cooperazione regionale, sostenuta attraverso l’iniziativa Area di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA). Lo spiega Dorothy Tembo, direttore esecutivo ad interim dell’International Trade Centre (ITC).

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