USA, rielezione di Trump sarebbe prova fatale per il Paese

Le elezioni presidenziali del 3 novembre potrebbero rappresentare uno degli eventi più significativi e di maggiore portata del XXI secolo. L’umanità sta vivendo una delle sue epoche più difficili, tra crisi climatica, crescente autoritarismo e minaccia nucleare, e una seconda vittoria del presidente uscente sancirebbe una definitiva perdita di visione degli ideali democratici. In tal caso, gli americani dovranno sforzarsi di affrontare una “rivoluzione della coscienza”, attingendo dalla storia per ricreare le condizioni economiche, culturali e politiche necessarie per risollevare USA e resto del mondo.

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Mortalità perinatale, una tragedia globale del tutto trascurata

Secondo Unicef, OMS, Banca Mondiale, Dipartimento Affari Economici e Sociali ONU, la natimortalità si concentra nei Paesi a reddito basso e medio-basso a causa delle enormi diseguaglianze sociali. L’AIHRC rinnova l’appello alle istituzioni afghane affinché aboliscano il “test di verginità”. Un nuovo studio mostra come i cambiamenti climatici abbiano determinato l’aumento dei disastri naturali. L’UE impone misure restrittive mirate contro 7 ministri siriani di recente nomina. Mentre, in Guinea è caos sui risultati elettorali. L’opposizione denuncia possibili brogli.

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Nigeria, democrazia di facciata ma i giovani guardano al futuro

Bridget Uche e Oladimeji Mudele, giovani nigeriani che risiedono in Italia, riflettono sulle proteste scoppiate in Nigeria a partire dal 7 ottobre (#EndSARS) per dire basta alla violenza e prevaricazione della Sars. Il dipartimento speciale di polizia, istituito nel 1992 per arginare crimini come rapine e rapimenti, con il tempo si è trasformata in un’unità fuori controllo che negli anni ha perpetrato abusi, esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni immotivati. Un’analisi, sintetica ma a tutto campo, sul presente e sul futuro del Paese.

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Thailandia, la gioventù ardita che sfida il reato di lesa maestà

Aria di cambiamento nella nazione thai: le giovani generazioni stanno protestando contro il Governo dei militari e, soprattutto, contro l’istituzione monarchica. La richiesta di abolire alcuni privilegi del re è considerata rivoluzionaria poiché rompe un vero tabù: nessuno si era finora permesso di mettere in discussione il sovrano. In un Paese dove vige ancora il reato di lesa maestà, l’aperta richiesta di limitare i poteri reali è un vero passo in avanti per l’incompleto processo democratico. Gli studenti pretendono istituzioni eque e diritti finora repressi dai militari.

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Genere e omosessualità, in Africa leggi e culture contro i diritti

Nel continente africano, la criminalizzazione dell’omosessualità risale all’epoca della colonizzazione con l’adozione delle “leggi anti-sodomia”. Ancora oggi, tali leggi non sono state abolite, bensì utilizzate dalle élite africane per interessi politici e religiosi. Si afferma che l’omosessualità non abbia mai fatto parte della cultura africana, nonostante studi antropologi sostengono l’esistenza delle relazioni omosessuali già nell’Africa pre-coloniale. Il mondo della cultura, soprattutto l’ambito cinematografico, sta dando il suo contributo per portare a galla il tema e combattere la discriminazione.

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Africa, le leadership senza fine, l’allarmante caso della Guinea

L’Africa subsahariana è caratterizzata dai mandati presidenziali più longevi del mondo. In 8 Paesi africani il presidente non ha alcun limite di mandato e dal 1960 dieci Capi di Stato sono in carica da più di 30 anni. Tale fenomeno è il risultato della diffusa tendenza, da parte di molti leader politici, a utilizzare la Costituzione per favorire l’immortalizzazione del potere. In Guinea, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese quando il presidente Alpha Condé ha proposto l’approvazione di una nuova Costituzione che gli avrebbe permesso di candidarsi per un terzo mandato. Tensioni sulle elezioni del 18 ottobre.

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Yemen, la pace resta inafferrabile tra violenza, fame e povertà

Il presidente dello Yemen ha invitato la comunità internazionale a intervenire su “Houthi e Teheran” per fermare il conflitto nel Paese. Il premio nobel Nadia Murad denuncia la mancanza di volontà politica globale per sradicare il fenomeno della violenza sessuale come arma di guerra. Intanto, 110 società thailandesi hanno aderito ai WEP per la parità di genere nel mondo degli affari. Secondo il WWF, l’Italia rischia di essere soffocata dal cemento entro il 2050 se non saranno adottate “soluzioni basate sulla natura”. Il FMI ha approvato aiuti economici per 22 Paesi africani, destinati a ridurre il debito pubblico e fronteggiare l’impatto della pandemia da Covid-19.

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Bielorussia, il regime usa la forza ma il mondo non reagisce

In seguito alle elezioni di agosto e alla controversa elezione del presidente Lukashenko, le proteste di massa dei cittadini sono state duramente represse dalla polizia di Stato. Sono stati denunciati torture, stupri, detenzioni arbitrarie e violazioni della privacy e del diritto d’espressione. Le organizzazioni internazionali a tutela dei diritti umani hanno tardato a condannare la situazione nel Paese e, ancora più gravemente, ad intraprendere azioni concrete per ottenere la condanna delle autorità responsabili e il ripristino di una condizione di tutela dei diritti umani.

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Ecofemminismo, in difesa della Terra per una nuova umanità

Dominio e profitto rappresentano le fondamenta del sistema socio-economico odierno, ma esistono alternative a questo tipo di oppressione. Sono spesso i movimenti sociali dal basso che mettono in campo tali possibilità, soprattutto quando ad agire e cooperare è chi l’oppressione la subisce. Ambientalismo e femminismo si incontrano in un campo comune di resistenza, attivismo e trasformazione, per i diritti della Terra e per la dignità della vita di tutte e tutti.

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Canarie, vertiginoso incremento di sbarchi sulla rotta atlantica

Nel 2019 la Spagna sigla un accordo con le autorità marocchine volto a ridurre le partenze verso le coste iberiche continentali. I dati registrati nel 2020 sembrano confermare che il Governo Sanchez sia riuscito nei propri intenti, ma quello che sta accadendo nell’Arcipelago Canario smentisce le apparenze: la rotta migratoria si è semplicemente spostata più a Sud. Le statistiche parlano di un aumento degli arrivi sulle coste delle Canarie che supera il 500%, arrivi contrassegnati da un percorso migratorio particolarmente rischioso e duro sia in mare che in terra ferma.

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