L’autisme en Afrique, entre fatalité et espoir

L’autisme est dans de nombreux pays un problème national, un problème de santé publique pour lequel tout le monde est mobilisé, pouvoirs publics et communautés. En Côte d’Ivoire, comme dans beaucoup d’autres pays africains, la situation est différente. La prise en charge des enfants handicapés, en particulier psychiques, est un véritable problème de santé, socio-économique et culturel. C’est un contexte caractérisé par une forte discrimination et la stigmatisation des enfants handicapés, accentué dans le contexte ivoirien par les conflits successifs au cours des dernières décennies. Le Centre Marguerite Té Bonlé représente le but recherché: nous avons recueilli le témoignage de sa responsable, Anna-Corinne Bissouma.

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Autismo in Africa, se tradizione e povertà ostacolano le cure

L’autismo è in molti Paesi una questione nazionale, un tema di salute pubblica per il quale si mobilitano tutti, autorità statali e comunità. In Costa d’Avorio, come altrove in Africa, la situazione è diversa. La cura dei bambini con disabilità, specialmente psichiche, è un autentico problema non solo di salute ma socio-economico e culturale. È un contesto caratterizzato da una forte discriminazione e stigmatizzazione dei bambini disabili, aggravato, nel contesto ivoriano, dai conflitti succedutisi negli ultimi decenni. Un tentativo di affrontare tutto questo è rappresentato dal Centro Marguerite Té Bonlé: abbiamo raccolto la testimonianza della sua responsabile, Anna-Corinne Bissouma.

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USA, prove di cambiamento nel voto di metà mandato

Molte le candidate donne elette, e alcuni rappresentanti gay, ma per queste elezioni di midterm è impossibile dare un’interpretazione univoca dei risultati. Se i Democrat conquistano la Camera, i Repubblicani si rafforzano al Senato. Non mancano altri segnali di risveglio progressista, e si profila un’opposizione assai più ampia e convinta. Ma non si è concretizzata l’auspicata valanga blu anti-Trump, né il Paese è meno frammentato. E nulla appare scontato o prevedibile, come conferma la (pur attesa) cacciata del Procuratore Generale, Jeff Sessions. E molti sperano nella spinta dei parlamentari-attivisti.

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Balcani, il ritorno dei nazionalismi all’ombra della crisi europea

L’instabilità dell’Unione Europea sta arrecando conseguenze negative non solo per i suoi Stati membri, ma anche per quelli vicini e, almeno fino a poco tempo fa, speranzosi di entrare a farne parte. In particolare la regione dei Balcani, già reduce dalle guerre devastanti degli anni Novanta, rischia di pagare un prezzo molto alto per le politiche ultimamente attuate dai leader europei. La mancata annessione all’UE potrebbe infatti significare la riapertura di ferite mai davvero ricucite tra i popoli della regione, contraddistinta da una geopolitica vulnerabile e rischiosa.

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“Test di verginità”, l’ONU dice basta. Lede la dignità della donna

In molte parti del mondo, ancora oggi, la donna è considerata un oggetto di dominio maschile. L’uomo detta le regole del comportamento sessuale. E la verginità femminile continua ad avere un forte significato etico e sociale. Alcune culture tradizionali, per distinguere le donne “pure” da quelle “impure” utilizzano il “test di verginità”. La comunità medica lo considera privo di validità scientifica e dannoso a livello sia fisico che psicologico. Per le Nazioni Unite la pratica è una violazione dei diritti umani delle donne e una forma di violenza sessuale. Il test, nonostante sia stato condannato da più parti, continua a essere utilizzato in vari Paesi.

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Liberia, la dittatura delle multinazionali che acuisce la povertà

Nonostante un passato non segnato da una formale dominazione coloniale, lo Stato liberiano da lungo tempo è stretto nella morsa di una contraddizione che vede le grandi società internazionali sfruttare senza ostacoli risorse del terreno e lavoro a basso costo. Il Governo dal canto suo tende ad appoggiare e favorire gli investimenti esteri, condannando così la popolazione a una situazione di stallo caratterizzata da analfabetismo, povertà e disuguaglianza, respingendo con la forza qualsiasi tentativo di protesta.

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La negritudine concentrata in una foto di protesta

La pornografia della povertà è odiosa e alimenta visioni distorte dell’Africa e degli africani. Poi capita che in un solo gesto di ribellione, dei bambini ti mostrino la loro visione delle cose. E tu rimani lì a interrogarti su quanto fiumi di letture non siano nulla di fronte all’azione concreta di chi ti sbatte in faccia la tua mancanza di rispetto, la tua e quella di tutti coloro per cui le persone non sono esseri umani ma oggetti da condividere, mostrare, raccontare. Dimenticandone le vite reali, dimenticandone le volontà, dimenticandone le storie.

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Brasile, la politica che minaccia ambiente e territori

La candidatura del Brasile per ospitare la Conferenza sul clima (COP25) il prossimo anno ha ricevuto un’ulteriore spinta con l’appoggio da parte del GRULAC, il gruppo che rappresenta la regione latino-americana alle Nazioni Unite. Tuttavia, dato il successo del candidato della destra Jair Bolsonaro alle elezioni presidenziali, la situazione brasiliana è tutt’altro che chiara e distesa. Il nuovo presidente aveva infatti dichiarato di volersi ritirare dall’Accordo di Parigi se le condizioni dovessero rimanere immutate. Patria di uno degli ultimi polmoni verdi rimasti sulla Terra, il ritiro brasiliano potrebbe rappresentare un enorme danno per tutto il mondo.

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Jugendamt, il terzo genitore dei bambini residenti in Germania

Oggi si dibatte molto di separazioni e di affido, ma si dimentica il diffuso fenomeno delle sottrazioni internazionali, o meglio lo si affronta da un punto di vista unilaterale. Tale punto di vista non può portare a nessuna proposta concretamente risolutiva, proprio perché incompleto. Tra i Paesi che non restituiscono i bambini e trattengono anche i figli di coppie straniere non separate va annoverata la Germania, seguita dall’Austria, Paesi con ordinamenti familiari molto simili ed entrambi con la particolare caratteristica di prevedere per ogni bambino sotto la propria giurisdizione un terzo genitore, il “genitore di Stato”.

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Russia, cresce la resistenza a difesa di minoranze linguistiche

La protezione dei diritti delle minoranze linguistiche russe all’estero è sempre stata una priorità per la Russia, non si può dire altrettanto delle minoranze etniche all’interno del Paese. Di recente, è stato abolito l’insegnamento obbligatorio delle lingue minoritarie nelle scuole delle proprie “Repubbliche etniche” al fine di perseguire un programma di omogeneizzazione culturale. Tuttavia, questi tentativi di eliminazione del multiculturalismo hanno generato numerose proteste, ma soprattutto hanno portato la gente comune a unirsi in campagne a difesa delle proprie lingue native.

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