Messico, donne e poesia per proteggere le lingue indigene

Impedire la scomparsa di una lingua vuol dire impedire la scomparsa di un’intera cultura. Lo sanno bene le donne messicane che si impegnano ad evitare la scomparsa delle lingue indigene del Messico attraverso la poesia e la narrazione. Il Messico è infatti uno dei Paesi nel mondo con il maggior numero di lingue indigene, in America Latina secondo solo al Brasile. Le lingue sono importanti per capire chi siamo e per comprendere il mondo di cui siamo parte, ed è necessario impegnarsi per preservarle e tramandarle alle generazioni future.

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Mattanza di attivisti ambientali, superstizione di onnipotenza

Nel 2017 quasi 4 persone ogni settimana sono state uccise perché lottavano per la salvaguardia dell’ambiente. Interi territori naturali, foreste, parchi patrimonio dell’umanità sono il teatro in cui si è svolta questa ecatombe. È l’ultimo report di Global Witness che ci mette al corrente di quanto questo mondo e le sue radici stiano franando. Perché se un uomo è costretto a diventare un martire per difendere questa terra, allora è chiaro che c’è qualcosa che non va. E questo qualcosa riguarda tutti. Viviamo in una prenne superstizione di onnipotenza, credendo di poter controllare e manipolare la natura a nostro piacimento. A questa superstizione si oppongono loro, persone comuni e nello stesso tempo eroi impavidi di cui non conosceremo mai i nomi, di cui non andremo ad approfondire la storia. Sono quelli che hanno difeso l’ambiente anche a nome nostro.

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Carte da teatro, Kamishibai: l’arte antica dai molti linguaggi

Nonostante nel mondo il progresso tecnologico domini ovunque, una tradizione secolare giapponese di storytelling resiste e viene fatta rivivere per il pubblico moderno. Il kamishibai raccoglie in sé l’antica arte del racconto per immagini e quella dei benshi, i narratori dei film muti del Novecento giapponese. Esibizioni e laboratori sono oggi popolari in molti Paesi in tutto il mondo, perché questa è un’attività di gruppo, un’esperienza condivisa che coinvolge narratore e pubblico, e viene quindi utilizzato in biblioteche, case di cura o scuole. Ma quest’arte è in realtà a disposizione di chiunque voglia conoscerla.

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India, il moralismo delle leggi sulla tratta e prostituzione

Una delle piaghe più controverse che colpisce la società indiana è la dilagante tratta degli esseri umani. La legge attualmente in vigore presenta contraddizioni e rischi che mettono in pericolo la vita delle vittime. La nuova proposta legislativa non sembra peraltro promettere di risolvere la già pesante situazione. Nonostante alcuni punti di forza, il testo presenta infatti programmi di intervento simili a quelli già presenti e mal funzionanti, in particolare viene sistematicamente ignorata la volontà delle vittime, che spesso tornano in un contesto di abusi e violenza, come intrappolate in un circolo vizioso infinito.

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Molestie online, giornalisti sotto attacco, le donne soprattutto

Account social falsi, troll e mercenari del web, pagati da politici e governatori, sono gli ultimi protagonisti del fenomeno delle molestie online. Reporters without borders ha diffuso una preoccupante inchiesta sul cyber harassment, che prende di mira i giornalisti impegnati in inchieste spesso scomode per il potere. Diffamarli, intimidirli, ridurli al silenzio attraverso calunnie e falsificazione della realtà sono gli obiettivi degli attacchi. Troppo spesso raggiunti. Una tendenza che non conosce confini, con Europa e Italia non esenti da gravi casi di molestie che minacciano non solo la persona ma la libertà di espressione e di stampa.

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Israele, la “patria degli ebrei” che scatena nuove tensioni

La tensione in Medio Oriente, nei territori della Palestina, è sempre accesa. La striscia di Gaza continua ad essere teatro di violenza e morte tra i Palestinesi, che rivendicano il diritto di tornare nelle proprie terre con la Marcia del Ritorno, e gli Israeliani che affermano di difendersi contro atti di terrorismo rivolti verso il loro territorio. Intanto la politica degli insediamenti israeliani, illegali secondo l’ONU, trova nuovo slancio. A rendere più difficile la pace anche la legge approvata dalla Knesset che riconosce Israele Stato-nazione degli ebrei. Un cerchio di morte e di guerra, quindi, che non riesce a rompersi.

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Migliaia di bombe e di morti, ma lo Stato Islamico resiste

Lo scorso ottobre il presidente americano Donald Trump dichiarava trionfante la sconfitta del Califfato islamico in seguito alla caduta della sua roccaforte, Raqqa, in Siria. Nonostante le migliaia di bombe e missili sganciati negli ultimi anni, i movimenti estremisti non hanno tuttavia smesso di diffondersi. Visti i precedenti dopo l’11 settembre e le recenti missioni in diversi territori africani, occorre che le forze internazionali si concentrino più sui disagi sociali ed economici che alimentano questi movimenti, piuttosto che su continui interventi militari di ampia portata.

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Mali, capire i motivi dell’estremismo per costruire la pace

La recente ondata di attacchi estremisti in Mali ha riportato alla luce la necessità di rivedere l’approccio alla sicurezza militare, unico mezzo impiegato come risposta al terrorismo nel Sahel. Per poter condurre il Paese verso una maggiore stabilità, è invece necessario capire quali siano i motivi che spingono così tanti giovani a unirsi a gruppi armati. Solo affrontando le cause profonde del conflitto e riacquistando la fiducia di un popolo disilluso, questa nazione potrà finalmente intraprendere il cammino tanto sognato quanto sofferto verso la pace.

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Quei volti anonimi sospesi tra cielo e mare

Questo mese voglio soffermarmi su una fotografia. È datata 1932 ed ha un titolo: Lunch atop a skyscraper. Una delle foto storiche del secolo scorso. Rappresenta 11 uomini mentre consumano il loro pranzo nella pausa di lavoro della costruzione di una delle torri del Rockefeller Center a Manhattan. Sono a 260 metri di altezza, seduti su una struttura d’acciaio larga pochi centimetri. Anonime figure abbracciate al loro destino. Italiani, irlandesi, polacchi. Era quella manovalanza povera e disperata che aveva visto nell’America il futuro. Ma è l’America che grazie a loro ha costruito il suo futuro. Anche loro erano gli altri, quelli che generano odio e paura. Dimenticando che tutti siamo “l’altro”.

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Nigeria, tra conflitti, povertà e il più alto numero di migranti

Nel più popoloso Paese africano conflitti e contraddizioni sono ancora moltissime. Boko Haram, nella parte nord-orientale del Paese, continua a diffondere terrore con attacchi e soprusi. Il numero di sfollati è di quasi 2 milioni, aggravando le stime di povertà e malnutrizione. La lotta tra pastori semi-nomadi Fulani e agricoltori alla ricerca di terre per le loro attività si sta sempre più impossessando del Middle Belt. Intanto, gli immigrati da questo Paese raggiungono il più alto numero in Europa. E il presidente Buhari si prepara per un nuovo mandato nelle elezioni del 2019.

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