Letteratura della schiavitù: due romanzi e tanto disincanto

“Tra me e il mondo” e “Lo Schiavista” sono due libri di denuncia sul razzismo negli USA. Due punti di vista differenti e due linguaggi opposti per parlare della medesima piaga sociale che ancora avvelena un Paese confuso e rabbioso. Si sa che l’America non è affatto entrata nella fase post-racial e che la pesante eredità della schiavitù allunga ancora la sua ombra ingombrante nel rapporto fra bianchi e afroamericani. Ma quanto può la letteratura incidere in profondità in un malessere tanto radicato?

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L’attivismo ambientale nero che cerca spazi e ascolto

L’attivismo ambientale in Africa – nonostante non riceva molti onori della cronaca – è assai intenso. Nomi noti sono quello di Wangari Maathai, a cui nel 2004 fu assegnato il Premio Nobel per la Pace e quello dell’attivista-poeta Ken Saro-Wiwa, impiccato per aver osato sfidare la multinazionale Shell. Eroi dell’ambiente, li definisce la giuria del Goldman Environmental Prize, che ogni anno premia i difensori dell’ambiente, dei territori, della natura. Dei diritti umani, dunque. Sono 27 gli africani sub-sahariani premiati finora, ma molti altri lavorano nell’ombra e sono molte le associazioni che operano nei vari Paesi.

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La guerra in Siria fa impennare il numero delle spose bambine

Crescono in maniera preoccupante anche le gravidanze delle giovanissime. Nel mondo sono settecento milioni le spose precoci e il loro numero continua ad aumentare. Secondo Save The Children a questo ritmo nel 2050 avremo 1,2 miliardi di giovanissime sposate.

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Ghana, l’erosione della costa che distrugge vite e villaggi

All’estrazione della sabbia da parte dei locali e l’uso del legno di mangrovie, viene imputata la distruzione della costa nell’area di Keta, Regione del Volta in Ghana. Se queste attività incidono certamente sull’erosione, tra i motivi ci sono però anche i cambiamenti climatici, la mancanza di infrastrutture a protezione costiera e scarse politiche di sviluppo della zona da parte dei leader politici. Voci, opinioni e immagini nel reportage di uno studente dell’Università di Copenaghen che sta svolgendo un Internship con Voci Globali.

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Cuba, piccola isola al centro del mondo grazie a Castro

Il 25 novembre il mondo veniva a sapere che una delle ultime figure politiche iconiche del XX secolo, Fidel Castro Ruz, era morto. Oggi Cuba somiglia meno alla nazione di cui il líder prese il controllo nel 1959, perché l’isola degli anni ’50, piena di eccessi, è stata sostituita da una nazione più egualitaria e orgogliosa. Alla fine di una vita così lunga e straordinaria, è inevitabile che l’eredità di Castro venga percepita in modo diverso e generi discussione, ma sicuramente ha rappresentato una figura che non può essere ignorata.

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L’Arte Digitale Africana, il futuro della creatività del Continente

Un ambito con molte potenzialità di sviluppo, visto che i consumi culturali del continente passano sempre più attraverso web e smartphone. La piattaforma African Digital Art è stata pensata per fornire una vetrina delle migliori produzioni del Continente, che attraverso la Rete allargano lo spazio di conoscenza. Ma anche se già oggi sono tanti gli artisti digitali africani, il futuro della creatività online è tutto da scrivere e da scoprire. Nell’articolo una breve carrellata che fa presagire l’arrivo di altri interessanti progetti.

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Quegli sporchi finanziamenti europei per fermare le migrazioni

I recenti accordi bilaterali promossi dall’Unione Europea con Turchia, Afghanistan e alcuni Paesi del Corno d’Africa vanno a configurare un approccio alla cooperazione e ai fenomeni migratori fondato sulla sicurezza. La priorità dei Governi europei sembra essere l’esternalizzazione delle frontiere, demandando a regimi autocratici, Paesi instabili e polizie altrui la gestione dei confini. In particolare, attraverso il “Processo di Khartoum”, regimi in aperta violazione dei diritti umani si trasformano in interlocutori credibili e alleati per tenere richiedenti asilo e profughi lontani dai confini dell’Europa. Gli fa eco il “Migration Compact” italiano.

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Colombia, il volto violento dietro una maschera di legalità

La Colombia sta vivendo una fase politica storica. Il suo decennale conflitto, il più lungo nell’emisfero occidentale, pare essere giunto alla fine. Il presidente e le FARC sono al lavoro per concludere il processo di pace nonostante il No al recente referendum. Rimane da affrontare la sfida del clima di violenza diffusa di cui soprattutto ragazzi e ragazze pagano le conseguenze. Pubblichiamo la sintesi dell’esperienza sul campo – ricerche su insediamenti a rischio – di una nostra collaboratrice, Elena Butti, che da tempo studia le dinamiche sociali tra i giovani colombiani.

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Normalizzare la presidenza Trump? No, grazie

A un paio di settimane dall’elezione presidenziale forse più clamorosa della storia Usa, è in pieno corso il processo di normalizzazione. Almeno così si vorrebbe far credere: già tante le voci di protesta e le iniziative di opposizione (e sempre più saranno in futuro). Le varie coalizioni che stanno dando vita al dissenso, in maniera spontanea e trasversale, promettono battaglia. Anche sul fronte globale non mancano le voci informate di cittadini, esperti ed attivisti.

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Cambiamenti climatici, uniti per evitare la catastrofe

Le reazioni a caldo all’elezione di Trump di alcuni militanti e attivisti che si battono a favore del clima, riuniti per i colloqui annuali COP22 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Marrakech. “La decisione di eleggere un nemico del clima pesa come una condanna a morte” è la critica più forte. E si dice no al negazionismo del nuovo presidente USA che vuole lo status quo a favore dell’industria petrolifera americana. Agli Stati Uniti si chiede di mantenere gli impegni climatici per evitare di scivolare inevitabilmente verso una grande crisi.

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