L’Africa e il dramma dell’immigrazione. Che non finirà.

Un flusso di migranti storico quello verso l’Europa ma anche verso l’interno. Le politiche sbagliate dell’UE e il silenzio dell’UA. “È a partire dal 1970 che i flussi migratori verso l’Europa hanno iniziato a intensificarsi. Nel prosperare della loro economia, i Paesi europei avevano bisogno di lavoratori da impiegare in lavori non qualificati. Ed è in questo modo che ha iniziato a farsi strada l’immagine dei lavoratori immigrati nelle catene di montaggio automobilistiche o dei netturbini neri nelle strade di Parigi. Fino alla metà degli anni ’80, un cittadino delle ex colonie francesi non aveva alcun bisogno di avere un visto per entrare in Francia.”

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La jihad africana, da disagio marginale a minaccia strategica

La radicalizzazione e l’estremismo violento non sono una novità in Africa, ma negli ultimi due decenni questi aspetti hanno subito una significativa evoluzione. Non si tratta solamente di un riflesso dovuto all’inventiva e allo spirito di adattamento dei gruppi jihadisti, ma rappresentano il culmine di tendenze globali e storiche di più lungo termine, perché hanno continuato a diffondersi basandosi sul declino economico, sul populismo morale, sui collegamenti internazionali e sulla vulnerabilità dello Stato. Infatti proprio tra queste variabili si possono trovare le fonti maggiori e persistenti dell’estremismo violento ma anche le sue soluzioni.

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La favola dell’uomo su due gambe in trenta lingue africane

Si calcolano circa duemila lingue in Africa. Lingue vive, non morte. In trenta di queste è stata tradotta “The Upright Revolution: Or Why Humans Walk Upright”, una breve fiaba di Ngũgĩ wa Thiong’o che racconta di come, tanto tempo fa, anche gli uomini camminassero a quattro zampe e come poi è accaduto che cominciassero a usare due gambe e stare dritti. Il progetto è raccolto su Jalada, collettivo di scrittrici e scrittori pan-africano. Il breve racconto, a trent’anni dal manifesto “Decolonising the Mind” ha fatto un record di traduzioni travalicando i confini del continente.

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Emmanuel, vittima dello smuggling, in cerca della salvezza

Mentre l’Europa si riunisce per risolvere la crisi migratoria, centinaia di migranti muoiono nel Mediterraneo e nel deserto. “Ci hanno trattenuto per un mese in un’abitazione a Misurata prima di farci imbarcare nel gommone. Non ci facevano quasi mangiare, e due volte al giorno per 30 giorni venivano a picchiarci. 20 ragazzi sono morti lì dentro, ad alcuni di loro hanno sparato, gli altri uccisi da fame e torture“. Così racconta a Voci Globali un giovane nigeriano scampato alla morte, sbarcato a Palermo insieme ad altre 711 persone a bordo della nave militare norvegese SIEM PILOT.

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“Africa tra stereotipi e pregiudizi”, sabato 7 maggio a Padova

Voci Globali vi invita al dibattito pubblico e serata conviviale dal titolo “L’Africa dei luoghi comuni. Alla ricerca di una visione più realistica” in collaborazione con l’associazione Arising Africans. Sabato 7 maggio 2016 dalle ore 18, Padova – Ca’ Sana.

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‘Africanews is on air’, il primo canale pan-africano all news

Un miliardo e 100 milioni di abitanti, 54 Paesi, oltre 30 milioni di chilometri quadrati, e migliaia e migliaia di storie ed eventi da raccontare ogni giorno. L’immensità del continente africano e dei suoi protagonisti è ora sugli schermi 24 ore su 24, tutti i giorni. È stato lanciato Africanews, primo canale di informazione pan-africano multilingue dell’Africa sub-sahariana.
Una vera e propria rivoluzione dell’informazione nel continente, dove ogni giorno si copriranno gli avvenimenti africani, ma si porteranno in Africa anche gli eventi internazionali. Un progetto sul modello di Euronews. Quartier generale Congo-Brazzavile. 50 professionisti in sede e 45 corrispondenti.

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India, nazionalismo e discriminazione di casta nelle Università

Nel 2016 la politica indiana è stata caratterizzata da un aumento delle proteste studentesche e le principali Università del Paese sono diventate terreno di scontro politico. Il partito nazionalista al potere ha permesso agli attivisti indù di acquisire il controllo dei movimenti politici studenteschi. E l’etichetta ‘anti-nazionale’ è stata usata per frenare gli studenti più preparati politicamente che hanno cercato di confrontarsi pubblicamente sulle questioni sensibili per l’attuale governo di Delhi. Intenso il dibattito ma pochi progressi dopo il suicidio di uno studente dalit che svela complicità tra docenti, polizia e governanti.

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Afghanistan, il mercato fiorente di oppio ed eroina

“Perché ci riguarda ciò che accade così lontano in una terra da decenni martoriata da guerre come quella afgana? Leggi, ascolti, ti indigni, va bene, ma tutto ciò ha una ricaduta concreta su di noi: il ritorno dell’eroina”. Secondo Enrico Piovesana, giornalista e autore del libro ‘Afghanistan 2001-2016: la nuova guerra dell’oppio’ presentato il 16 aprile a Bologna, nonostante quindici anni di presenza militare internazionale il narcotraffico è più forte che mai, le autorità occidentali non hanno agito se non in casi isolati per contrastare queste attività criminose, e il traffico continua a mietere troppe vittime in Europa, soprattutto tra gli adolescenti.

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Abusi e violenze sotto l’egida delle Nazioni Unite

Ancora costose missioni di peacekeeping sporcate da abusi sessuali. Un continuo aumento di vittime innocenti. Altre inchieste che non portano a nulla. Un’impunità che continua. Immobilità di un sistema ONU ormai a pezzi che non riesce a garantire diritti, protezione, assistenza. Dove i più indifesi vengono lasciati a se stessi. O peggio nelle mani di infami predatori. Criminali che aumentano a macchia d’olio sotto l’egida delle Nazioni Unite. In evidenza oggi soprattutto la Repubblica Centrafricana, dov’è indagato un comandante francese dell’Operazione Sangaris per un rivoltante caso di violenza sessuale su ragazze, che ha causato una vittima.

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