Cina, la pesca illegale minaccia la biodiversità delle Galapagos

La pesca abusiva costituisce un problema sempre più grave che arricchisce illecitamente i Paesi che la praticano e minaccia le risorse ittiche mondiali, depredando vaste aree marine. L’impiego della tecnica a strascico, vietata in varie zone del mondo, comporta non solo la pesca di un quantitativo eccessivo di pesce ma anche di specie a rischio. Tutti questi elementi convergono in un recente caso internazionale che ha visto protagonista una corposa flotta cinese responsabile di numerose pratiche illegali al largo della riserva marina delle Isole Galapagos, nota per la sua preziosa biodiversità.

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RDC, meme per esprimere ironia, protesta, derisione del potere

Se le immagini hanno sempre rappresentato uno strumento di libertà di espressione per l’uomo, oggi con l’avvento delle vignette lo sono ancor di più. Quelle immagini spiritose accompagnate da un testo che vediamo scorrere ovunque in Rete sono diventate espressioni universali della civiltà contemporanea. L’articolo analizza la loro diffusione nella capitale congolese, Kinshasa, e ci mostra come l’umorismo di queste forme di espressione sia così contagioso che, spesso, tali immagini diventano veicoli di fake news, con il pericolo di alterare le opinioni personali.

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Plastica, la salute della fauna marina sempre più compromessa

Per la prima volta vengono pubblicati i dati relativi agli effetti devastanti della plastica presente nelle acque statunitensi sulla salute di mammiferi e tartarughe marine. Uno studio rileva come l’evasione fiscale internazionale generi diseguaglianza sociale soprattutto nel Sud del mondo. L’ECOWAS individua tra le sue priorità la trasformazione digitale della regione africana. Intanto, Amnesty International denuncia le gravi interferenze di Amazon sulla libertà sindacale dei suoi dipendenti. E il Parlamento iraniano approva un disegno di legge per riprendere l’arricchimento dell’uranio.

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Il ruolo delle donne nei conflitti armati e nei processi di pace

L’anniversario della Risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ricorda il valore della pace, prerequisito fondamentale per la salute, l’uguaglianza e la sicurezza umana. In questi ultimi vent’anni, dieci risoluzioni sono state dedicate dall’ONU al tema delle donne, connesso alla pace e alla sicurezza. L’imperativo categorico sembra proprio essere quello dell’inclusione. Il ventesimo anniversario della risoluzione si svolge in un mondo in cui due miliardi di persone vivono in Paesi dove sono in atto conflitti. Che ruolo hanno le donne oggi nei contesti di guerra e pace?

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Istruzione sotto attacco, quando la “guerra” entra nelle scuole

Sempre più spesso, in situazioni di conflitto armato, Failed States e laddove sussistono sistemi deboli di tutela dei diritti umani, le strutture educative vengono prese di mira da forze di sicurezza governative, ribelli, organizzazioni terroristiche. Gli “attacchi all’istruzione” costituiscono una violazione tanto del diritto internazionale umanitario che dei diritti umani dei soggetti coinvolti, studenti in primis. E hanno un impatto devastante sull’esistenza delle vittime, sui processi di pace, sullo sviluppo socio-economico dei Paesi interessati. Per l’ONU, si tratta di una nuova tattica di guerra.

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Figli di stupri di guerra, per la pace oltre la barriera dello stigma

A livello mondiale, i bambini nati durante i conflitti da madri vittime di violenza non emergono ancora come soggetti di giustizia e assistenza sanitaria. Considerati come “figli del nemico”, attorno alle loro storie vige indifferenza e confusione. La negligenza delle istituzioni li priva dei diritti fondamentali, vulnerabilità ed emarginazione caratterizzano i vissuti di questi bambini. Ma c’è tra loro chi racconta la propria storia e chi, tra la società civile, si batte per la loro protezione, e per la pace futura.

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Crittografia, dalla UE nuova minaccia alla tutela dei diritti umani

Il Consiglio dell’Unione Europea intende adottare “soluzioni tecniche” per consentire agli Stati membri l’accesso ai dati cifrati nell’ambito di procedimenti penali. A rischio il diritto alla privacy e non solo. Un gruppo di esperti evidenzia la necessità di garantire la fruizione a tutti dei potenziali vaccini Covid per debellare la pandemia. Aumenta l’inquinamento del bacino del Mara – tra Kenya e Tanzania – a causa delle attività umane. Pressioni sul Pakistan per il riconoscimento di Israele. La Tunisia vara nuove misure per salvare il settore turistico.

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Etiopia, quella Grande Diga che mette in conflitto tre Stati

Una guerra dell’acqua potrebbe esplodere tra Etiopia, Egitto e Sudan a causa della Grande Diga Africana. Addis Abeba vuole sfruttare il Nilo Azzurro per diventare un potente produttore di energia elettrica. L’imponente opera, però, sta suscitando l’irritazione soprattutto dell’Egitto, che si sente minacciato dalla possibile carenza idrica indotta dalla diga in funzione. Non c’è accordo fra i tre Stati sul progetto e su come gestire il flusso in caso di siccità. In più, la minaccia dei cambiamenti climatici rischia di compromettere ambiente, agricoltura e funzionamento della stessa diga. Sarà sviluppo o disastro per la regione?

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Patrasso e la rotta adriatica, il volto spietato dei confini europei

Il porto di Patrasso è uno dei punti di snodo fondamentali per i collegamenti marittimi fra Grecia e Italia. Ma non solo: ogni giorno, è teatro di innumerevoli tentativi di attraversamento illegale di quel confine che spacca a metà il Mar Adriatico. Tra invisibilità, attese sfibranti, condizioni abitative a malapena tollerabili e abusi quotidiani, il contesto in cui i migranti sono costretti a destreggiarsi è estremamente stratificato e complesso. Abbiamo passato tre giorni con No Name Kitchen, ONG indipendente che gestisce un progetto di supporto alle persone in movimento.

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Blockchain in Africa, tra criptovalute, diritti di proprietà, elezioni

In Africa questa tecnologia sta trovando svariati utilizzi. È infatti impiegata per garantire una maggiore trasparenza nelle consultazioni elettorali, aiutare contadini e abitanti delle zone rurali ad avere un titolo di proprietà delle loro terre, implementare futuristiche città tecnologiche, garantire più flessibilità ai giovani imprenditori. Tuttavia, gli ostacoli sono ancora molti. In primis, la mancanza di una normativa uniforme in materia. Tra (pochi) Stati che ne favoriscono l’utilizzo, una diffusa indifferenza e qualche ostilità, le legislazioni nazionali impediscono alle blockchain di realizzare il loro pieno potenziale.

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