Quando sul Maghreb soffiava il vento della primavera

Da ricordi di viaggio la ricostruzione di atmosfere che sarebbero diventate Storia attraverso le “rivoluzioni arabe”. Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, Marocco: com’erano prima del 17 dicembre 2010 quando Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante tunisino, si dà fuoco dopo che la sua merce viene sequestrata dalla polizia dando l’avvio alla Rivoluzione dei Gelsomini? Quali le atmosfere e i discorsi della gente?

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Libia, gli errori politici che minacciano la stabilità del Paese

Le profonde spaccature tra i leader al governo e i gruppi armati rischiano di portare al caos. E’ il momento della svolta. I politici libici stanno camminando sul filo del rasoio tra legittimità e anarchia mentre le milizie chiedono la loro testa e la popolazione rimane ad osservare mostrando sentimenti alterni di rabbia, disperazione e alienazione. Il “rapimento” da parte di unità combattenti del Primo ministro Ali Zeidan (poi rilasciato) dà la misura della situazione attuale nel Paese.

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Verso l’abolizione della pena di morte, questione di attivismo

Il punto sulla pena capitale e sui risultati ottenuti da anni di lotte. 40 gli Stati che ancora la applicano, soprattutto nei Paesi asiatici. Nel 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione contenente una moratoria globale sulle esecuzioni. Da allora, simili provvedimenti sono stati presi ad intervalli di due anni, e ogni volta con una maggioranza sempre più estesa.

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La Rete e i diritti umani, un rapporto complesso

Grazie a Internet è più facile oggi difendere i soprusi? Una risposta dagli studenti del Fermi di Bologna. Il gruppo di lavoro ha messo a confronto activism e slacktivism; ha affrontato, inoltre, il tema dell’enorme presenza di informazioni on line e di come il lettore debba svolgere una parte attiva sia nella loro diffusione sia nell’approfondimento stesso delle fonti.

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La povertà non è un destino. E ci riguarda

La lunga lista di chi deve fare i conti con la sopravvivenza aumenta e ha cause precise, come l’avidità sfrenata. La povertà è una malattia che si sta diffondendo e per la quale va trovata una cura efficace. Il tema della Giornata mondiale per lo sradicamento della povertà è stato: lavorare insieme verso un mondo senza discriminazione, costruire sull’esperienza e la conoscenza delle persone che vivono in stato di povertà estrema. Ecco, basterebbe fare questo: ascoltare le persone e accantonare le avide esigenze di imprese, grandi aziende e multinazionali.

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Fotografia come impegno civile e denuncia “politica”

Intervista alla fotografa Sara Prestianni: le istituzioni europee sono responsabili delle violazioni dei diritti dei migranti. In prima linea alle frontiere che spesso rimandano indietro chi prova a fuggire da situazioni estreme legate alla guerra, alla miseria, alla violenza, la fotoreporter testimonia cosa significa per questi uomini trovarsi nelle “no man’s lands”.

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Protocollo di Maputo, per le donne diritti a metà

In Africa molti i risultati raggiunti ma è necessaria una trasformazione profonda e sentita nei rapporti tra uomo e donna. L’autrice dell’articolo sottolinea che gli strumenti, i protocolli, le leggi e le politiche non sono in grado di cambiare la vita delle donne africane senza una sollecitazione pubblica organizzata per la loro attuazione ed applicazione.

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I diritti umani secondo i giovani, una breve inchiesta

Voci Globali ha avviato anche quest’anno il corso in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo nelle scuole superiori. Ancora una volta il liceo scientifico Fermi di Bologna ha voluto offrire questa opportunità ai suoi studenti che, come da programma, oltre a seguire lezioni in classe dovranno scrivere articoli o fare brevi inchieste o ricerche sui temi trattati durante il corso.

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Letteratura africana da Nobel, ma l’unico è ancora Soyinka

Nonostante le attese l’Accademia di Svezia ha “snobbato” anche quest’anno la scrittura africana, che rimane però sorprendente. Sono sempre di più in Europa le traduzioni di testi e autori una volta considerati di nicchia e noti a pochi. Questo perché la conoscenza di certi territori e culture rimane ancora velata da pregiudizi e interpretata e criticata con la lente occidentale. Una lente che distorce abbondantemente la realtà.

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La poesia militante non chiede il permesso

Come i versi catturano le realtà più difficili senza censura. Dall’attivista, poetessa e freelance Andrea Abi-Karam che racconta le esperienze di Area Bay a San Francisco e di “Occupy Oackland”. La tivù, la pubblicità e altri media effimeri – scrive l’autrice – proiettano l’immagine di un mondo scintillante e artificiale, mentre la poesia cattura realtà oppressive e dure senza censura. Questa è la sua forza.

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