Pratiche artistiche di resistenza alla politica di invisibilizzazione

Resistenza attraverso pratiche artistiche capaci di creare, rigenerare e riappropriarsi dello spazio pubblico. Questo il nodo centrale intorno a cui si è sviluppata Performing Resistance, piattaforma discorsiva digitale, promossa da Atlas of Transitions Biennale, che ha visto coinvolti artisti, accademici, curatori, attivisti e ricercatori internazionali. Nei giorni tra il 16 ed il 20 giugno hanno avuto luogo incontri e dialoghi, in streaming su Facebook e YouTube, a cui hanno partecipato più di 1200 persone provenienti da tutto il mondo. Ora queste testimonianze rimangono disponibili online sul sito web di Atlas of Transitions.

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Rifugiati LGBTI, Paesi di accoglienza e centri di aiuto e sostegno

Sono passati 51 anni da quel primo Pride della storia che furono i moti di Stonewall. Ancora oggi, però, la condizione degli omosessuali nel mondo è ancora molto difficile. I rifugiati e i migranti con SOGIESC diversificato sono esposti a rischi nel proprio Paese di origine ma anche in quelli di transito e di asilo. La maggior parte delle legislazioni in Africa e Asia sono punitive e discriminatorie e la società è decisamente ostile. In Italia esistono esperienze dedicate ai rifugiati LGBTI ma il coming out per la comunità nera resta un passo difficile. In U.S.A. le esperienze dei black pride accelerano il processo di “venuta allo scoperto”.

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Mehret Tewolde, Italia Paese multiculturale ma non inclusivo

Incontriamo Merhet Tewolde, origini eritree, in Italia da 42 anni. Con lei ripercorriamo una vita da afroitaliana, gli incontri che hanno segnato la sua crescita – come quello con il grande Eduardo, che le è stato un po’ padre, un po’ amico, un po’ mentore – o quelli difficili di intergrazione e conoscenza del nuovo Paese. Con lei parliamo del suo impegno come CEO di IABW, del suo ruolo di “pungolo” verso le istituzioni italiane affinché prendano finalmente coscienza della multiculturalità del Paese. Parliamo anche di afrofobia, dell’importanza di fare squadra tra afroitaliani e lanciamo un messaggio ai presidenti Conte e Mattarella.

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Rifugiati, come funziona l’accoglienza SPRAR per l’inserimento

Negli ultimi anni abbiamo assistito e letto dei continui sbarchi sulle coste italiane e dei terribili esiti delle traversate nel Mediterraneo. C’è però un mondo, quello dei programmi di inclusione e integrazione sociale dei migranti, che viene raccontato meno. Si tratta di un mondo fatto di limiti ma anche di possibilità concrete che va indagato per limitare i primi e valorizzare le seconde. Esistono buone pratiche che nel tempo sono state rodate, ma anche cattive abitudini dalle quali è stato bene affrancarsi. Vediamo come funziona, quali sono i numeri e le possibilità che offre la rete SIPROIMI in Italia.

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Migrazioni, arti performative, città e forme di resistenza

Arti performative come strumento per promuovere azioni in comune nelle nostre città, per alimentare mutualità tra cittadini, abitanti, immigrati e nuovi arrivati, spazio di lotta contro le pronunce non inclusive che marginalizzano i migranti. Atlas of Transitions Biennale promuove una settimana di dialoghi e incontri dal titolo Performing Resistance. Uno spazio digitale che indaga il rapporto tra arti, migrazioni e città inclusive con interventi di studiosi, curatori e artisti internazionali. Gli incontri, aperti a tutti e gratuiti, si svolgeranno in streaming dal 16 al 20 giugno su Facebook e YouTube.

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Yemen, la lotta per la vita di un popolo fiaccato dalla guerra

Nel Paese mediorientale si sta consumando la più grave crisi umanitaria dalla Seconda guerra mondiale. La popolazione yemenita si trova in una situazione di massima fragilità sotto diversi punti di vista. In un contesto così articolato, i migranti africani vivono una situazione di ancor più grave discriminazione rispetto al passato. La morte per Covid-19 del “paziente zero” – un rifugiato somalo – ha scatenato infatti episodi di razzismo e violazioni dei diritti fondamentali. Gli sforzi dell’OIM sul territorio, da sempre finalizzati a garantire assistenza umanitaria, incontrano adesso maggiori ostacoli anche in ragione del lockdown.

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Grecia, migranti: così è morto il “diritto di asilo” lungo il confine

La decisione della Turchia di aprire le proprie frontiere per consentire il passaggio dei profughi verso il territorio dei Paesi UE ha suscitato la violenta reazione del Governo di Atene. Il 1° marzo scorso, le autorità elleniche hanno stabilito la sospensione dell’esame delle domande di asilo. Centinaia di persone sono state private dei lori diritti, ritrovandosi in una sorta di limbo giuridico in condizioni del tutto inumane. Voci Globali con l’aiuto dell’avvocato Federico Lera – esperto in diritto dell’immigrazione, membro dell’UFTDU e legale ASGI – ha ricostruito la vicenda alla luce delle norme internazionali in materia di rifugiati e diritti umani.

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Migranti e rifugiati, il loro numero potrebbe restare molto alto

Quante persone si sposteranno nei prossimi anni? Tante le stime, ma la risposta più sicura è una: saranno pochi rispetto chi vorrebbe davvero emigrare e tanti, in confronto a quelli che gli Stati desiderano ospitare. L’articolo – che però non prende in considerazione la situazione creata dai lockdown dovuta al Covid-19 – sottolinea che gli spostamenti sono dovuti non solo a ingiustizie e conflitti, ma anche ai cambiamenti climatici. I Paesi sono messi in guardia: le misure restrittive sono inutili. Adottare piani adeguati per gestire gli aumenti dei flussi migratori è l’unica strada.

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Io, africana in Italia, tra sospetti, imbarazzi e voglia di capire

L’esperienza di una donna africana che in Italia scopre una diversa cultura, un mondo nuovo, nuove occasioni, ma con alcune criticità e problemi uguali a quelli lasciati nel proprio Paese. E poi l’ambito delle relazioni dove oggi si confronta non più come “ospite” e studentessa universitaria, ma come residente, madre, moglie di un italiano e con un lavoro nella pubblica amministrazione. “Da quando sono arrivata, agli inizi del Duemila, i tempi sono cambiati e sono cambiati anche gli sguardi della gente. Ma spero si torni all’apertura e all’inclusività”.

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Se il tuo passaporto è inutile e smette di essere un privilegio

L’emergenza coronavirus e le misure di quarantena estrema ci stanno anche mettendo di fronte ad una riflessione: l’indeterminatezza a cui non siamo abituati. Siamo invece inclini all’abitudine di poter viaggiare senza particolari problemi, di poter richiedere e ottenere un visto senza che questo ci venga negato, di poter decidere quando e come partire. Ora no, ora anche noi abbiamo perso questo privilegio. Sarà una cosa temporanea, ma per altri le barriere continueranno ad esistere e a frenare i loro diritti e i loro sogni.

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