Migrador Museum, storie di immigrati in Italia

Ispirato all’esperienza di Ellis Island, il primo museo virtuale della migrazione in Italia: un mosaico di storie, dati, video. “L’Italia ha un patrimonio sconosciuto”, sostiene Martino Pillitteri, ideatore e responsabile di Migrador Museum. “E’ composto da tesori sotto forma di storie, esperienze, linguaggi, idee, coraggio, sacrificio, colori, sapori, competenze di migliaia di persone senza volto e senza nome che hanno vinto una grande sfida: iniziare una nuova vita in un altro ambiente, in un’altra lingua e con codici culturali diversi”.

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Rifugiati africani, gli intoccabili della nostra era

Le cifre di migranti africani che perdono la vita nel Mar Mediterraneo sono spaventose, e forse ancora più scioccante è il fatto che le storie di questo tipo sono diventate vicende ordinarie. A parole l’UE pare sensibile alle richieste di asilo provenienti dall’Africa ma spesso si contraddice con le misure messe in atto. Il cambiamento potrebbe iniziare attraverso emendamenti ai trattati e alle convenzioni internazionali spesso obsoleti.

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Libia, trappola per i migranti dell’Africa sub-sahariana

Incarcerati, picchiati, lasciati morire: è la situazione di chi per arrivare in Italia passa dal Paese nord africano. Diritti elementari inesistenti per gli immigrati che tentano il passaggio dalla Libia, un Paese in cui è completamente assente un sistema di asilo a livello nazionale e che, non avendo firmato la Convenzione sui rifugiati del 1951, ha avuto piena libertà di improvvisare e portare avanti politiche che discriminano africani sub-sahariani bisognosi di protezione.

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“Refugee Hotel”, prima notte in America

Sette anni di scatti nel reportage fotografico di Gabriele Stabile sui rifugiati di tutto il mondo al loro ingresso negli USA, sette anni per raccontare il percorso – fisico ed emotivo – di chi ha lasciato le proprie radici per cercarne altre altrove. A Roma dal 18 giugno al 28 settembre 2014 un’importante mostra già presentata a New York.

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Transmigrations, un viaggio infinito dal Sahara al Mediterraneo

“Il deserto s’allarga davanti a noi, il sole è a picco e il calore discendente avvolge tutto come un fluido dalla consistenza indefinita. La canicola asciuga la pelle da qualsiasi traccia di sudore, fino al tramonto, che procurerà un po’ di sollievo, temporaneo, prima del ghiaccio della notte Sahariana.
È in queste condizioni che migliaia di persone stipate sopra carichi merci di vecchi camion Mercedes percorrono per giorni l’ultima tappa di un viaggio epico, d’altri tempi…”. Così racconta il fotogiornalista Alfredo Bini, che ha testimoniato l’odissea dei migranti e rifugiati.

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Fotogiornalismo, l’evoluzione si chiama smartphone

Nonostante perplessità e resistenze, i telefonini sono ormai parte integrante del lavoro fotogiornalistico. E’ stato il cellulare il protagonista dello scatto salito sul podio del prestigioso World Press Photo, targato John Stanmeyer. Se fra i professionisti non mancano i fotoreporter che pubblicano reportage prodotti con l’esclusivo uso di uno smartphone, anche fra gli scatti di vari fotoamatori e i “fotoreporter per passione” si trovano cose piuttosto interessanti.

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La Carta di Lampedusa, per un’accoglienza dignitosa

Un Patto per affermare e difendere principi civili e libertà e diritti dei migranti. “La mia casa è dove sono” – titolo del bel romanzo della scrittrice Igiaba Scego – sembra riassumere bene lo spirito di questo documento (il cui testo è integralmente consultabile on line) impegnato a segnare la direzione di marcia di molte “buone pratiche” per gestire al meglio i flussi migratori, e segnalare gli obiettivi da raggiungere per garantire a tutti il diritto di poter scegliere di partire, come di restare.

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Seconde generazioni, “Italiani per Costituzione”

Venti giovani di seconda generazione a “tu per tu” con la Costituzione italiana. “Italiani per Costituzione”, prodotto da Camera 21, è un cortometraggio di Simona Filippini e Matteo Antonelli, proiettato in anteprima al MACRO di Roma lo scorso dicembre, che speriamo presto di vedere sul piccolo schermo. Il dibattito sul diritto di cittadinanza dei giovani di seconda generazione è ancora molto attuale, ma quanto siamo davvero vicini ad una reale integrazione culturale? Breve intervista ad alcuni protagonisti del film.

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