Migranti, “l’Europa sta finanziando la schiavitù in Libia”

Il regista Michelangelo Severgnini, intervistato da Voci Globali, getta luce sulle condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti intrappolati in Libia. Con il documentario “Schiavi di riserva” denuncia il “sistema” schiavitù, sostenuto anche grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dall’Italia e dall’Unione Europea per arginare il fenomeno migratorio. Il prezzo da pagare per il blocco degli sbarchi non è soltanto la prassi di tortura, violenze e stupri già denunciata più volte da ONG e giornalisti, ma anche la connivenza rispetto a un fenomeno, come la schiavitù, abolita da decenni. Il regista pone, dunque, una domanda: accettando che tutto ciò accada in Libia, non gettiamo le basi per una nuova schiavitù anche in Europa?

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Immigrazione, il ritorno dei tunisini che “bruciano la frontiera”

Dopo un’estate quasi a “zero sbarchi”, riprendono le partenze dei migranti dal Nord Africa e cresce anche il numero di morti nei naufragi. Per alcune associazioni e attivisti è la prova del fallimento della strategia del ministro dell’Interno Minniti fondata sul Codice di condotta per le ONG e e sugli accordi con la Libia. Nel frattempo, tra il mese di settembre e quello di ottobre si è riaperta una rotta per arrivare alle coste della Sicilia che era rimasta a lungo silente: quella da Tunisi. Sono i giovani a provare a lasciare il Paese illegalmente, in risposta ad una crescente tensione sociale e alla crescita del tasso di disoccupazione.

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Migranti, tribunali in tilt e le paure di chi cerca assistenza

In Italia cresce il numero dei rifugiati che fanno ricorso per non avere ottenuto l’asilo, senza che i Tribunali siano in grado di dare risposte in tempi brevi. Il decreto Minniti ha tentato una strada per risolvere il problema, che tuttavia persiste. Una riforma a costo zero che a quattro mesi dall’entrata in vigore sta mostrando tutte le sue criticità. Intanto la situazione di chi cerca protezione e vede fallire la possibilità di una vita migliore si fa sempre più drammatica. Ne abbiamo parlato con due professionisti volontari dell’Associazione Avvocato di strada. “Non c’è nulla di più traumatico, per chi ha speso forze economiche e psicologiche ingenti, del fallimento del proprio progetto migratorio.”

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Città africane tra pianificazione e sviluppo informale

Le metropoli dell’Africa sub-sahariana stanno modificando il loro volto a causa delle massicce migrazioni interne e all’abbandono delle aree rurali. Ma a fronte di un dinamismo politico ed economico, aumentano le disuguaglianze fra ricchi e poveri, classe medio-alta e un proletariato sempre più isolato negli slum. Il dibattito sull’urgenza di una pianificazione urbanistica sconta una visione viziata da uno sguardo eurocentrico. Invece è importante capire l’originalità delle città africane e le dinamiche informali che le plasmano per affrontare i loro problemi in chiave autentica e locale.

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Chi accoglie e chi no: l’Africa apre le porte, l’Europa respinge

Una sintesi del dibattito sulle migrazioni organizzato nell’ambito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, che ha preso spunto dal documentario “La terra nuova”. Il lavoro offre uno spaccato della situazione dei rifugiati dal Sud Sudan e dal Congo in Uganda e del modello di accoglienza di questo Paese dell’Africa orientale. Un esempio che si contrappone alla violenza del rifiuto e alle barriere di molti luoghi d’Europa e dell’Itala stessa. Gli interventi dei relatori si concludono con una domanda: noi Italiani possiamo continuare a considerarci un popolo generoso e accogliente? O non si tratta ormai di un stereotipo, un paradigma che ormai dovremmo scrollarci di dosso?

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Lucano, a Riace accoglienza come modello di giustizia sociale

Un esempio di accoglienza dei migranti, quello del paesino calabrese, che è valso a questo luogo e al suo primo cittadino numerosi riconoscimenti a livello mondiale. Mimmo Lucano sarà ospite sabato 11 novembre al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Il sindaco non si spiega il perché di tanto clamore. “Non serve essere chissà chi per fare quello che ho fatto io”, dichiara in questa intervista a Voci Globali. Il suo modello, al di là di manipolazioni politiche, si limitava ad accogliere con spontaneità coloro che approdano sulle nostre coste. Finché non è partita un’inchiesta giudiziaria nei suoi confronti. E anche la miniserie di Rai Fiction ispirata al suo lavoro è stata cancellata dal palinsesto.

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Napoli capitale dei Diritti Umani attraverso il cinema

Dal 6 all’11 novembre si terrà la IX edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. La manifestazione vedrà ospiti gli autori delle pellicole presentate, oltre ai testimoni di conflitti, abusi e violenze. Ogni giornata sarà dedicata a un tema portante – dalla legge contro la tortura alle migrazioni – su cui sono organizzati incontri, dibattiti e, naturalmente, proiezioni dei film in concorso e non. Il coordinatore del festival Maurizio Del Bufalo ci spiega la filosofia con cui dal 2008 porta avanti il #CineNapoliDiritti e ci guida attraverso le novità di quest’anno, l’edizione di cui Voci Globali farà da media partner.

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Presentazione della IX edizione, 6 – 11 novembre 2017

Tra le contraddizioni di un’Europa divisa e ferocemente arroccata nei suoi confini e di un Mediterraneo solcato da barche piene di disperati fuggiaschi, “Mari, muri e filo spinato” prova a rilanciare l’idea di una nuova solidarietà con le immagini e le parole del IX Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

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L’Africa cresce ma gli africani si impoveriscono. Rimane la fuga

Mentre aumentano gli investimenti esteri nel continente africano, le possibilità di lavoro per i giovani rimangono enormemente insufficienti. Intanto l’Europa, Italia in testa, stringono accordi con i leader dei Paesi di partenza o transito di chi è disperatamente alla ricerca di un futuro diverso, che non sia fatto di indigenza, conflitti sociali, frustrazioni. Cresce la popolazione giovanile, spesso senza prospettive, e crescono anche i rischi legati alle crisi ambientali – dovute anche allo sfruttamento selvaggio delle multinazionali – con tutto ciò che ne consegue. C’è chi suggerisce un Piano Marshall per l’Africa, ma un nuovo afflusso di denaro sarebbe sufficiente senza un reale cambiamento di rotta?

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Niger, crocevia ‘istituzionale’ per migranti e trafficanti

Alla luce di diverse ricerche sul campo, un giovane ricercatore italiano descrive la situazione di questo Paese del Sahel, importante luogo di transito per i migranti. Ciò che per migliaia di loro rappresenta un costante pericolo, per i trafficanti è un fiorente mercato e la sopravvivenza del regime viene assicurata proprio dal traffico di esseri umani. L’UE si mostra contraddittoria: da un lato vorrebbe dare un giro di vite ai flussi, dall’altro punta alla stabilità del Paese. Per ora il fenomeno della migrazione resta l’unica soluzione al terrorismo e alla mancanza di lavoro.

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