La forza della conoscenza per cambiare il mondo

Il Corso in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo, tenuto per il secondo anno al liceo Fermi di Bologna, ha previsto quest’anno una lezione/evento alla mostra “Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari” ospitata a Palazzo d’Accursio dall’11 ottobre al 3 novembre. È stata l’occasione per sviluppare insieme agli studenti una serie di temi inerenti il disarmo, la sicurezza degli esseri umani, la pace e i conflitti.

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Verso l’abolizione della pena di morte, questione di attivismo

Il punto sulla pena capitale e sui risultati ottenuti da anni di lotte. 40 gli Stati che ancora la applicano, soprattutto nei Paesi asiatici. Nel 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione contenente una moratoria globale sulle esecuzioni. Da allora, simili provvedimenti sono stati presi ad intervalli di due anni, e ogni volta con una maggioranza sempre più estesa.

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La Rete e i diritti umani, un rapporto complesso

Grazie a Internet è più facile oggi difendere i soprusi? Una risposta dagli studenti del Fermi di Bologna. Il gruppo di lavoro ha messo a confronto activism e slacktivism; ha affrontato, inoltre, il tema dell’enorme presenza di informazioni on line e di come il lettore debba svolgere una parte attiva sia nella loro diffusione sia nell’approfondimento stesso delle fonti.

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La povertà non è un destino. E ci riguarda

La lunga lista di chi deve fare i conti con la sopravvivenza aumenta e ha cause precise, come l’avidità sfrenata. La povertà è una malattia che si sta diffondendo e per la quale va trovata una cura efficace. Il tema della Giornata mondiale per lo sradicamento della povertà è stato: lavorare insieme verso un mondo senza discriminazione, costruire sull’esperienza e la conoscenza delle persone che vivono in stato di povertà estrema. Ecco, basterebbe fare questo: ascoltare le persone e accantonare le avide esigenze di imprese, grandi aziende e multinazionali.

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Fotografia come impegno civile e denuncia “politica”

Intervista alla fotografa Sara Prestianni: le istituzioni europee sono responsabili delle violazioni dei diritti dei migranti. In prima linea alle frontiere che spesso rimandano indietro chi prova a fuggire da situazioni estreme legate alla guerra, alla miseria, alla violenza, la fotoreporter testimonia cosa significa per questi uomini trovarsi nelle “no man’s lands”.

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I diritti umani secondo i giovani, una breve inchiesta

Voci Globali ha avviato anche quest’anno il corso in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo nelle scuole superiori. Ancora una volta il liceo scientifico Fermi di Bologna ha voluto offrire questa opportunità ai suoi studenti che, come da programma, oltre a seguire lezioni in classe dovranno scrivere articoli o fare brevi inchieste o ricerche sui temi trattati durante il corso.

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Giuristi europei, no all’uso illegale della forza contro la Siria

Ad un recente incontro l’ELDH ha ribadito: l’uso militare è contro le norme internazionali. Inoltre: il modo per impedire l’utilizzo delle armi chimiche è il rafforzamento, all’interno della Corte penale internazionale, della censura delle stesse. Censura che ormai rappresenta una norma di diritto internazionale consuetudinario.

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La Cambogia del passato e quella che lotta per il futuro

All’indomani dei risultati elettorali, viaggio tra le bellezze del Paese, la crudeltà del passato regime, la speranza del domani. Intanto nel Paese si registra malumore per la conferma della vittoria del partito di Governo e del premier Hun Sen. Manifestazioni di oppositori e cittadini ancora in programma.

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Lottare e condividere, questa la vittoria di Federica

Due anni di lotta, due anni usati per parlare della malattia, informare, fare rete attraverso la Rete. Chi ha “strappato” due anni in più alla sua vita è Federica Cardia, una donna cagliaritana morta ieri a 30 anni per un cancro al colon. La cosa più fantastica che le è venuta in mente è stata di non dimenticare chi era e cosa le piaceva fare. Le piaceva comunicare. E così ha “usato” la sua malattia e la Rete per condividere, raccontare, cercare notizie.

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Parole al femminile, no al pregiudizio stampato

Il sessismo nei media è ancora forte, ma l’uso dei termini va educato. Forse l’informazione online e il contributo dei cittadini nel diffondere news e opinioni può aiutare a invertire una tendenza pericolosa. Pericolosa perché l’uso di una “o” al posto di una “a” può cambiare la percezione del lettore. E forse i suoi atteggiamenti.

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