Le donne africane schiacciate dalla guerra

Le donne hanno sempre pagato il prezzo più alto delle guerre. Quest’analisi di Amina Mama pubblicata su openDemocracy presenta quadri storici e culturali che aiutano a capire contesti passati e attuali. Esamina inoltre le “logiche maschili” che stanno dietro a scelte politiche e militari. Logiche che oggi, ancor più di ieri, sembrano animare e segnare le dinamiche internazionali del potere.

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Somalia, un’emergenza che non ha fine

Il flagello di una siccità prolungata che si è abbattuto sul Corno d’Africa ha generato un’emergenza umanitaria di proporzioni gigantesche che sommate a fattori storici e socio-politici mette a rischio la sopravvivenza di 4 milioni di persone. È in questa realtà difficile e complessa che opera Islamic Relief, un’organizzazione umanitaria internazionale cui è consentito l’accesso alle aree degli Al-Shabaad.

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Londra, una campagna per la pace lunga dieci anni

A iniziare la battaglia è stato Brian Haw, morto di tumore qualche mese fa. Ora ce ne sono tanti, lì a Westminster per denunciare le guerre in Iraq, Afghanistan, Medio Oriente, pagate con la morte e la disperazione di migliaia e migliaia di civili. Quella che sembra quasi essere diventata un’attrazione come le altre nella capitale britannica, è una lotta di costanza e determinazione. Una lotta pacifica e dignitosa.

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Migranti reclusi: se la prigione diventa manicomio

Le sconcertanti verità sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia. Autentici “contenitori di follia” in cui rinchiudere i dimenticati. Stanze sovraffollate, condizioni igienico-sanitarie disumane, uso sconsiderato di psicofarmaci, letti di contenzione sui quali legare per giorni e giorni, nudi e senza assistenza, gli ospiti del centro. A pagare il prezzo più alto, i detenuti migranti, deboli tra i deboli, nei confronti dei quali si compiono meschine discriminazioni.

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Lampedusa: da terra di salvezza a centro di detenzione dei bambini migranti

E’ stata ormai definita la “prigione dei bambini”. Sulle sponde di Lampedusa arrivano ogni giorno decine di bambini e adolescenti che, secondo quanto previsto dalla legge italiana, dovrebbero essere identificati tempestivamente e segnalati alle autorità competenti in tempi strettissimi. Questo non accade però a Lampedusa, dove i minori vengono lasciati in uno stato di abbandono per lungo tempo, in violazione di normative internazionali quali la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia.

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Ancora respingimenti in mare, violate le normative

Continuano i respingimenti in mare in spregio alle norme internazionali e in violazione dei diritti umani. Le ultime notizie parlano di 104 persone rimandate indietro con il conivolgimento della nostra Marina Militare e Guardia di Finanza. Molti avrebbero diritto a fare domanda d’asilo. La stampa mainstream si occupa poco della vicenda ma blogger e attivisti contribuiscono a far sì che tutto questo almeno non passi sotto silenzio.

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Centri accoglienza richiedenti asilo, l’inferno Mineo

I CARA, centri di accoglienza per richiedenti asilo, istituiti con decreto legislativo nel gennaio 2008, si sono presto trasformati in strutture di “trattenimento” che – secondo le denunce di organizzazioni umanitarie – non rispondono ai requisiti e alle motivazioni per cui sono state create. In particolare il centro Mineo a Catania è un simbolo dell’inadeguatezza e mal funzionamento di queste strutture.

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CIE, "spazi d’eccezione" a trattenimento coercitivo

Dai CPT ai CIE: la scia delle leggi italiane che hanno limitato, sempre più, i diritti e l’accoglienza degli immigrati. Come funzionano e perché sono fortemente criticate, dai migranti come dalle organizzazioni umanitarie. Intanto, dopo la protesta “LasciateCIEntrare” il Senato ha approvato un ordine del giorno che consente ai giornalisti di entrare in queste strutture finora precluse. Cosa che aveva reso difficile una documentazione reale di quanto vi accade.

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Gli scenari della fame dal Corno d’Africa al resto del mondo

La grave siccità che sta affliggendo il Corno d’Africa e l’Africa orientale è un’emergenza umanitaria che richiede urgente attenzione. L’articolo di Paul Rogers, che traduciamo da openDemocracy.net, segnala anche una crisi globale: la convergenza di insicurezza alimentare, disuguaglianza e cambiamento climatico.

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Energia e pace in Medio Oriente

Nei Territori occupati, dove la gente non può accendere la luce, tenere il cibo in frigo, caricare un cellulare (cose che fanno parte della nostra vita quotidiana) c’è chi ha pensato di usare le energie alternative, eolico e solare, per tentare di migliorare la vita di queste comunità. Si tratta della COMET-ME progetto israelo-palestinese. Ci lavorano persone delle due “sponde”, insieme per assicurare un contributo reale al cambiamento.

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