Gli attivisti del clima riportano la contestazione nei luoghi pubblici

Il mondo liquido che abitiamo ha riscritto la geografia dei luoghi in cui ci incontriamo e confrontiamo. Utenti, persone, si scambiano opinioni nelle arene digitali, che sono anche la dimensione privilegiata del dibattito e della comunicazione politica. Ma da Internet arrivano nuovi impulsi che conducono ad una riappropriazione della piazza come spazio di dissenso. Così, gli attivisti ambientali si organizzano in luoghi virtuali ma cambiano, davvero, quelli fisici. Escono dai confini online in cui gli altri attori sembrano essersi rifugiati e chiedono un nuovo modo di abitare questo Pianeta.

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Follower e influencer, uno sguardo sul lato oscuro dei social media

Nell’era digitale è piuttosto comune seguire almeno un influencer sui social. Sebbene infatti quest’ultimi abbiano radicalmente cambiato le nostre vite, dall’altro lato nascondono un aspetto opaco e complesso di cui pochi sono a conoscenza. Spesso gli utenti possono sviluppare un attaccamento eccessivo nei confronti delle celebrità al punto da soffrire del cosiddetto “coinvolgimento problematico”. Lo studio qui presentato spiega il fenomeno e come potrebbe essere contrastato, per esempio con una maggiore autoregolamentazione da parte dei follower e mostrando sensibilità verso il problema da parte delle stesse celebrità.

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Israele, l’apartheid digitale che controlla e silenzia i palestinesi

Si fa sempre più urgente, a livello globale, l’istituzione di standard internazionali che proteggano gli individui sia dall’usurpazione dei diritti umani da parte di Governi autoritari e repressivi, che dalle politiche digitali di colossi capitalistici orientati al profitto. Sono anni che Israele, deumanizzando costantemente i palestinesi, ne confina la libertà di espressione online, attentando a quelli che dovrebbero essere diritti inalienabili di ciascun cittadino nell’era del web. Al di là delle politiche digitali segregazioniste adottate da Israele, l’aspetto più allarmante rimane la tacita collaborazione tra il regime mediorientale e i colossi dei social media.

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Libertà di espressione: il caso Hasél, come l’Europa limita l’arte

La controversa figura di un cantautore arrestato in Spagna per insulti alla monarchia, alle forze dell’ordine e per aver glorificato il terrorismo, fornisce lo spunto per una riflessione sui “crimini ideologici” a livello continentale. Il dibattito sulla libertà di espressione, tra leggi che mandano in galera i rapper, mirano a controllare le discussioni negli Atenei e puniscono le rappresentazioni dissacranti, ha molto più a che fare con l’esercizio del potere che con i limiti da imporre all’estremismo. La sicurezza nazionale è troppo spesso il pretesto per limitare il dissenso politico radicale, la satira ma anche l’attivismo.

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USA, rielezione di Trump sarebbe prova fatale per il Paese

Le elezioni presidenziali del 3 novembre potrebbero rappresentare uno degli eventi più significativi e di maggiore portata del XXI secolo. L’umanità sta vivendo una delle sue epoche più difficili, tra crisi climatica, crescente autoritarismo e minaccia nucleare, e una seconda vittoria del presidente uscente sancirebbe una definitiva perdita di visione degli ideali democratici. In tal caso, gli americani dovranno sforzarsi di affrontare una “rivoluzione della coscienza”, attingendo dalla storia per ricreare le condizioni economiche, culturali e politiche necessarie per risollevare USA e resto del mondo.

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Infanzia, il vergognoso uso del corpo infantile sessualizzato

Pubblicità, social media, concorsi, sfilate di moda: avanza il mondo dell’apparenza per i bambini, che rischiano di essere travolti dal vortice della sessualizzazione precoce. Un fenomeno ormai radicato che sta trasformando la società globale, dove soprattutto le bambine vengono sin da piccole legate all’immagine stereotipata di bellezza e ossessione per l’apparire e la cura del corpo. L’infanzia violata del suo naturale sviluppo relazionale, cognitivo ed emotivo incontra maggiori rischi di sfruttamento a sfondo pedo-pornografico. Oltre a causare disturbi psicologici irreparabili.

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Colonialismo digitale, il Sud globale reclama il possesso dei dati

Capitanati dall’India, diversi Paesi in via di sviluppo rivendicano gli interessi sui dati generati dai propri cittadini, chiedendo che le aziende Big Tech mondiali costruiscano i data center sul proprio territorio e accusando le grandi potenze di imperialismo digitale. I benefici finanziari della localizzazione dei dati appaiono in realtà incerti. Oltre alla complessità della questione economica, gli attivisti segnalano il pericolo insito nel consentire maggiore accesso alle informazioni personali sensibili ai loro Governi, mentre gli sviluppatori sperimentano nuovi strumenti per tutelare i diritti personali.

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Problemi di sonno? Importante navigare sul web in modo sano

Il 90% dei giovani, e non solo, prima di addormentarsi passa del tempo davanti allo schermo di un computer o dello smartphone. I risultati delle ricerche in questo ambito hanno portato alla condanna dell’uso notturno dei dispositivi, collegandolo a problemi nel dormire e altri disturbi come ansia e depressione. Tuttavia, approfondendo la questione, il vero problema sembra essere più il modo in cui vengono usati gli strumenti. Le attività che si compiono online, i contenuti che si osservano e l’approccio ai social sono il vero punto di partenza per risolvere disturbi sempre più diffusi.

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Messico: forza, paure e ribellioni dietro il movimento #MeToo

La lotta contro le molestie sessuali e le altre forme di violenza subite dalle donne si sta diffondendo anche nel territorio centroamericano. Da troppo tempo la popolazione femminile era costretta al silenzio per paura di un sistema che difende più gli aggressori che le vittime. Tutto ha avuto inizio con un tweet che ha provocato un’ondata di segnalazioni in numerosi settori, dal giornalismo al teatro fino all’ambito accademico. Attraverso i social media si è creato uno spazio utile a esprimersi liberamente e denunciare gli abusi.

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