La Turchia colpisce l’ISIS ma il vero obiettivo restano i curdi

“La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, affermava Clausewitz. In nessun altro luogo questa massima è altrettanto evidente che in Turchia nell’attuale fase di duplice offensiva contro l’ISIS da un lato e il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) dall’altro. Piuttosto che un’inversione a U politica, com’è stata in generale descritta sui giornali, quest’offensiva rappresenta una nuova fase tattica del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) per districarsi, nella sua strategia di radicamento nazionale ed egemonia regionale, da un impasse strutturale che vede al suo centro i progressi della rivoluzione curda in Turchia e Siria.

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Libano, il paese dei cedri cerca di resistere al caos

Un reportage sul Libano che dà voce alle sue tante realtà e pluralità: “Libano nel baratro della crisi siriana” è un testo che aiuta a inquadrare i problemi e le tensioni che il Paese attraversa, indagate attraverso il punto di vista di differenti personalità politiche, diplomatiche e religiose e attraverso un approfondito lavoro di documentazione, con  analisi e interviste sul campo. Ce ne parlano i due autori, Matteo Bressan e Laura Tangherlini, entrambi giornalisti esperti di Medioriente.

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Stato islamico, come si è arrivati alla situazione attuale

Agli inizi del 2014, in Occidente il movimento allora conosciuto come Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS o ISIL) e oggi semplicemente come Stato Islamico (IS), non destava particolari preoccupazioni. La cosa è cambiata radicalmente insieme all’avanzamento veloce di questo gruppo attraverso zone dell’Iraq, inclusa la cattura della città di Mosul. Su quali basi poggia la propaganda e il seguito dell’IS? Indietro nei millenni verso i nostri giorni, un’analisi da openDemocracy.

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Siria e Gaza, una falsa equivalenza

Nelle ultime settimane gli aggiornamenti sui social media dalla Siria e da Gaza sono diventati quasi indistinguibili. Entrambi contengono immagini e video raccapriccianti di civili uccisi o mutilati dai bombardamenti aerei ed entrambi espongono espressioni di frustrazione e rabbia della gente comune. Tuttavia, a differenza della questione siriana, gli Stati occidentali possono adottare misure relativamente semplici per porre fine alla guerra a Gaza. A noi la responsabilità di fare appello ai nostri governi per intervenire.

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La decadenza egemonica dell’ordine politico arabo

Le rivolte: non rottura con il passato ma ultima fase di un processo che evidenzia una situazione di collasso. Come affermava Gramsci, l’uso della coercizione aumenta esponenzialmente quando un sistema politico si trova nelle ultime fasi della propria decadenza, o quando un nuovo ordinamento si sta affermando. Nel Mondo Arabo, l’ordinamento politico attuale sta attraversando le ultime fasi della propria decadenza. Un’analisi da openDemocracy.

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Il ruolo della tecnologia nei movimenti per i diritti umani

Un’analisi sul futuro dei diritti umani dato il conflitto in corso tra potere e cittadini nell’ambito delle nuove tecnologie. L’uso dei nuovi strumenti di rilevazione di crimini e abusi da parte delle ONG, ma anche l’abuso degli stessi strumenti da parte di Governi autoritari. Esempi illuminanti per fare il punto su sorveglianze e censure, perché in questi anni, gli attivisti per i diritti umani sono diventati molto consapevoli dei possibili svantaggi della tecnologia.

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Dagli ottomani agli Asad, un testo per fare luce sulla Siria

Capire cosa sta realmente succedendo in Siria oggi leggendo la stampa italiana o anche europea non è semplice. Il libro di Lorenzo Trombetta, giornalista e ricercatore che da anni vive a Beirut, “Siria. Dagli ottomani agli Asad. E oltre” (Mondadori Università), è un ottimo strumento per entrare in profondità nella storia moderna e contemporanea siriana. Uno studio che conduce il lettore ad approfondire le cause della rivolta scoppiata nella primavera del 2011, toccando molte questioni. A cominciare da quella dell’informazione.

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Siria, colori dal campo profughi di Zaatari

L’escalation di violazioni su un’intera generazione di bambini è diventata una priorità per molti attivisti e organizzazioni siriane. “Colori da Zaatari Camp” è una delle tante iniziative incentrate sul futuro della Siria, cercando di migliorare le condizioni di vita dei bambini rifugiati e sfollati. Il campo Zaatari, situato al confine siro-giordano, è il più grande campo profughi siriano, che ospita più di 100.000 persone, molti delle quali sono bambini.

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