Ebook “Qui Siria”, intervista ad Antonella Appiano

Come si racconta l’atmosfera che si respira ogni giorno fra Damasco e Aleppo? Come si spiegano i cambiamenti che attraversano un Paese complesso come la Siria? Come è possibile avere successo in questa grande impresa che è il lavoro di reporter di frontiera nel difficile contesto del giornalismo italiano? Ce ne parla Antonella Appiano, autrice dell’ebook “Qui Siria – Clandestina ritorna a Damasco” (Ed. Quintadicopertina), dove sono riportati i momenti fondamentali della sua permanenza in Siria tra il luglio del 2011 e l’autunno del 2013.

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Giuristi europei, no all’uso illegale della forza contro la Siria

Ad un recente incontro l’ELDH ha ribadito: l’uso militare è contro le norme internazionali. Inoltre: il modo per impedire l’utilizzo delle armi chimiche è il rafforzamento, all’interno della Corte penale internazionale, della censura delle stesse. Censura che ormai rappresenta una norma di diritto internazionale consuetudinario.

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Siria tra contraddizioni e indifferenza

Da openDemocracy un’analisi sulla crescente militarizzazione del conflitto e gli errori e ipocrisie dei poteri occidentali. Viene affrontata soprattutto la questione dell’uso delle armi chimiche e del “due pesi due misure” degli Stati Uniti e di altri Paesi nei confronti del problema. E portati esempi di “tolleranza” nell’uso di tali armi su altri scenari.

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Siria, Arte come Resistenza per contrastare i racconti del potere

La Rivoluzione che passa attraverso parole, suoni, immagini. Per Voci Globali l’intervento della ricercatrice Sara Verderi che sottolinea il ruolo giocato da artisti o semplici cittadini che, con canzoni, graffiti, striscioni, danno al mondo un altro aspetto – e la dimensione dal basso – di quanto sta accadendo nel loro Paese.

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Perché i leader arabi vogliono un cessate il fuoco a Gaza ma non in Siria?

I governi dell’Arabia Saudita e del Qatar continuano a dire che Bashir Assad dovrebbe lasciare il potere o essere rimosso con la forza perchè il popolo siriano vuole che se ne vada. Però trascurano il fatto che i popoli arabi vogliono che anche loro se ne vadano, non solo Assad.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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Siria, una guerra senza fine

La guerra in Siria continua. Come ogni guerra, è solo distruzione, dolore e morte. La violenza non trova tregua, e ogni giorno muoiono altri uomini, altre donne, altri bambini. Un’illustrazione di Stefania Spanò su questa tragica situazione, che richiede l’urgente definizione di soluzioni politiche alternative al conflitto.

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Appello sulla Siria, i media dicano la verità

Un appello, in 8 punti, per riportare l’informazione sui fatti in Siria su un piano di maggiore correttezza e conoscenza dei fatti. Lo hanno diffuso (e firmato) in queste ore attivisti, docenti universitari, arabisti, siriani che vivono nel nostro Paese, gente comune. Per non star zitti di fronte a chi sta diffondendo notizie distorte.

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Siria, la lunga rivolta per la libertà

La “Primavera siriana” è una stagione che sembra non aver fine. Cifre, probabilmente sottostimate, parlano di 10.000 morti, 20.000 scomparsi, 100.00 profughi. Negli ultimi dodici mesi Amnesty International ha pubblicato cinque Rapporti che forniscono un quadro drammatico, ma le persone non si arrendono e gli attivisti locali chiedono di tenere viva l’attenzione

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Libia: il primo vero anno zero della primavera araba

Quella libica inaugura una sorta di “seconda generazione” delle rivoluzioni arabe dopo le sollevazioni in Tunisia e Egitto. Quest’ultime, caratterizzate da tempistiche relativamente rapide, limitato uso della violenza e abbattimento solo parziale del sistema statale, hanno lasciato strada a rivoluzioni assai più sanguinose, caratterizzate dallo scontro totale tra l’apparato statale e gli oppositori e da possibili guerre civili. Così è stato per la Libia e simile si preannuncia essere il destino di Yemen e Siria.

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