Perché i leader arabi vogliono un cessate il fuoco a Gaza ma non in Siria?

I governi dell’Arabia Saudita e del Qatar continuano a dire che Bashir Assad dovrebbe lasciare il potere o essere rimosso con la forza perchè il popolo siriano vuole che se ne vada. Però trascurano il fatto che i popoli arabi vogliono che anche loro se ne vadano, non solo Assad.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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Siria, una guerra senza fine

La guerra in Siria continua. Come ogni guerra, è solo distruzione, dolore e morte. La violenza non trova tregua, e ogni giorno muoiono altri uomini, altre donne, altri bambini. Un’illustrazione di Stefania Spanò su questa tragica situazione, che richiede l’urgente definizione di soluzioni politiche alternative al conflitto.

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Appello sulla Siria, i media dicano la verità

Un appello, in 8 punti, per riportare l’informazione sui fatti in Siria su un piano di maggiore correttezza e conoscenza dei fatti. Lo hanno diffuso (e firmato) in queste ore attivisti, docenti universitari, arabisti, siriani che vivono nel nostro Paese, gente comune. Per non star zitti di fronte a chi sta diffondendo notizie distorte.

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Siria, la lunga rivolta per la libertà

La “Primavera siriana” è una stagione che sembra non aver fine. Cifre, probabilmente sottostimate, parlano di 10.000 morti, 20.000 scomparsi, 100.00 profughi. Negli ultimi dodici mesi Amnesty International ha pubblicato cinque Rapporti che forniscono un quadro drammatico, ma le persone non si arrendono e gli attivisti locali chiedono di tenere viva l’attenzione

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Libia: il primo vero anno zero della primavera araba

Quella libica inaugura una sorta di “seconda generazione” delle rivoluzioni arabe dopo le sollevazioni in Tunisia e Egitto. Quest’ultime, caratterizzate da tempistiche relativamente rapide, limitato uso della violenza e abbattimento solo parziale del sistema statale, hanno lasciato strada a rivoluzioni assai più sanguinose, caratterizzate dallo scontro totale tra l’apparato statale e gli oppositori e da possibili guerre civili. Così è stato per la Libia e simile si preannuncia essere il destino di Yemen e Siria.

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La Siria in rivolta, tra il fermento della società civile e gli interessi stranieri

Il confronto tra governo e popolo, a distanza di cinque mesi dalle prime manifestazioni di protesta, è caratterizzato ancora da una violenta repressione da parte dell’esercito e dalla continua inadempienza delle importanti riforme del sistema chieste dal popolo all’inizio dei disordini. Alla luce di quanto accaduto in questi mesi, il popolo siriano chiede ora le dimissioni del presidente Bashar al-Asad.

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Il cammino siriano, una storia di violenza

In Siria prosegue la rivolta: venerdì scorso le manifestazioni sono state dedicate ai bambini, con una giornata di protesta in onore dei più giovani martiri della rivoluzione siriana, alcuni dei quali ne stanno diventando simboli. Ci sono testimonianze, come quella raccolta per questo post, che danno la misura di quanto la situazione sia drammatica e pericolosa. Ecco perché abbiamo preferito mantenere l’anonimato di chi ci ha concesso quest’intervista.

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Siria, tra piazza e web. “Per quanto dittatoriale sia un regime, non si puó mettere un tetto al cielo”

Blogger e praticante giornalista in Spagna, il giovane Daniele Grasso inaugura una collaborazione con Voci Globali attraverso un’intervista condotta a Mazen Yaghi, analista siriano che ha avuto modo di incontrare a Madrid. Mazen ha passato tutta la vita nella Siria dello stato d’emergenza e oggi si fa in qualche modo portavoce all’estero della ribellione siriana.

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