Corea del Nord, test nucleari per la sopravvivenza del regime

Dopo l’ultimo test missilistico, il Paese dell’Estremo Oriente sembra più vicino a realizzare il progetto di collocare un’arma termonucleare a bordo di missili. La situazione di tensione che si è creata nella penisola coreana è preoccupante e risale alle questioni irrisolte della divisione tra le due Coree dopo l’armistizio, e alle migliaia di truppe americane dislocate all’interno della regione. La crisi non si risolverà con ulteriori dispiegamenti di armi degli USA e nemmeno attraverso la retorica provocatoria o con le sanzioni della comunità internazionale. L’unica via di uscita sembra essere il dialogo, che però viene considerato come un segno di debolezza.

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Cina, destinazione da record per gli studenti africani anglofoni

Negli ultimi anni il gigante asiatico ha registrato un notevole aumento del numero di studenti provenienti dall’Africa, superando Gran Bretagna e Stati Uniti e diventando la seconda destinazione a livello mondiale. Il corpo studentesco africano è passato da poco meno di 2.000 allievi nel 2003 a quasi 50.000 nel 2015. A parte l’accesso a borse di studio, sono svariate le ragioni che spingono un così gran numero di persone a partire: opportunità linguistiche, commerciali, imprenditoriali, economiche. L’articolo ci offre una visione d’insieme sul fenomeno.

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Africa, la pesca che distrugge l’ambiente e affama le persone

L’attività della pesca sulle coste dell’Africa impegna almeno 12 milioni di persone come attività quotidiana. A queste vanno sommate le famiglie che da quest’occupazione traggono il loro sostentamento. Parliamo di una pesca esercitata ancora con metodi tradizionali che da qualche anno deve fare i conti con l’industria estera – soprattutto cinese – arrivata con grandi imbarcazioni, mezzi “moderni” e metodi illegali, come la pesca a strascico. Questi alcuni dei crimini generati dalla pesca illegale: riciclaggio di denaro sporco, evasione fiscale, traffico di esseri umani, contrabbando di armi, veleni e specie protette, distruzione dell’ambiente.

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Guerra, armi e tax march, gli USA anti-Trump fanno scudo

I due imprevisti interventi bellici all’estero vengono definiti da più parti “armi di distrazione di massa”, usati cioè per far dimenticare all’opinione pubblica il “Russiagate”, i dissidi istituzionali e i ritardi amministrativi, nonché per risollevare la popolarità di Trump. Intanto perfino nella base elettorale del presidente c’è chi storce il naso, perché non starebbe facendo granché per imporre il programma “America First”. Proseguendo nei tagli ai programmi sociali di base, arriva poi una risoluzione appena firmata che consente ai singoli Stati di negare i fondi per Planned Parenthood e altre cliniche che offrono servizi sanitari per le donne a basso costo, pillola e aborto inclusi. E fervono gli ultimi preparativi per la #TaxMarch di sabato: Obiettivi primari, la trasparenza sui conflitti d’interessi di Trump e la diffusione della sua dichiarazione dei redditi.

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Cina: espianto illegale di organi, contestate le presunte riforme

Il Governo cinese afferma di aver messo al bando la pratica dell’espianto di organi provenienti da detenuti condannati a morte o prigionieri di coscienza, in primis i seguaci del movimento spirituale di ispirazione buddista Falun Gong, ma recenti rivelazioni da parte di due eminenti ricercatori cinesi mostrano prove del contrario. Le autorità internazionali dovrebbero richiedere un resoconto completo sulla reale provenienza degli organi trapiantati nel Paese nel corso degli ultimi anni prima di credere a qualsiasi altra affermazione su presunte riforme.

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“Mangime per le macchine”, in Cina la fabbrica dei suicidi

Tradotte e pubblicate le poesie del giovane operaio suicida Xu Lizhi. Anche lui lavorava per la Foxconn. Numerosi i casi di operai che si sono tolti la vita a partire dal 2010 per le condizioni di lavoro disumane e alienanti a cui erano sottoposti, con turni di lavoro di 12 ore spesi in attività del tutto spersonalizzanti. Ma la Foxconn non è un caso isolato: vari casi di suicidio sono stati denunciati in altre aziende. Paradigmatico è il sistema di lavoro di Eupa, che costringe 17.000 operai provenienti da ogni parte della Cina a organizzare la propria vita in modo che sia iperproduttiva per il sistema.

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Più guerre, migrazioni, terrorismo e conflitti, meno liberi

Il Rapporto 2015 Freedom House. Russia, Cina e altri regimi autoritari hanno mostrato i muscoli di fronte alla paura di disordini sociali e crisi economiche. Tra i 12 che hanno registrato i peggiori punteggi per diritti politici e libertà civili ci sono: Siria, Somalia, Corea del Nord, Eritrea, Repubblica Centrafricana, Arabia Saudita.

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Cina, oltre la sorveglianza: al via sistema di credito sociale

Tra Orwell e Confucio, il governo è in procinto di lanciare un sistema nazionale di valutazione dei cittadini destinato a misurarne l’affidabilità agli occhi del governo. Attraverso una combinazione dei dati finanziari, di quelli relativi agli acquisti effettuati online, del comportamento sui social media e dei dati relativi alla storia lavorativa, il sistema produrrà uno scoring complessivo di misurazione del “credito sociale” per ogni cittadino cinese. Incentivata la condivisione del punteggio raggiunto con i propri contatti online.

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Cina, nuove e controverse strategie di propaganda online

Dal 2014, il motto “Diffondere energia positiva per costruire il sogno cinese”, è diventato una delle principali forme di propaganda del governo. Sul web cinese operano oggi milioni di “volontari per la civilizzazione” che diffondono messaggi a favore del partito comunista. L’energia positiva deve contrastare le notizie deprimenti che dominano i titoli dei giornali, ad esempio lo smog tossico che avvolge Pechino e le regioni del Nord. A tal fine, incoraggiate anche le aziende di Internet a “diffondere notizie positive”.

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Cina, 641 milioni di utenti Internet sotto censura ideologica

Il Great Firewall è un mix di limitazioni tecniche e culturali che non permette agli utenti cinesi di accedere alla rete libera. Il sistema di sorveglianza, gestito dal ministro della Sicurezza Pubblica cinese, nega l’accesso a una lunghissima lista di siti, ricerche, contenuti e immagini che diffondono una cultura volgare o che (in qualche modo) minacciano la stabilità politica del Paese. È il caso di alcune pagine di Wikipedia, i servizi di Google, YouTube, Facebook, Twitter, Instagram e molti altri ancora.

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