New Development Bank, se mancano trasparenza e responsabilità

[Traduzione a cura di Chiara Partiti dell’articolo originale di Magalie Masamba pubblicato su The Conversation]

La diga Katse, alta 185 metri, costruita sul fiume Malibamat’so in Lesotho e facente parte del Lesotho Highlands Water Project. Da Wikimedia Commons in CC

La New Development Bank (Nuova Banca dello Sviluppo), fondata nel luglio 2014, festeggia quest’anno il suo ottavo anniversario. Costituita dai leader di Brasile, India, Cina e Sudafrica (BRICS) a Fortaleza in occasione del summit del blocco, la banca si pone come potenziale alternativa alla Banca Mondiale (World Bank) in grado di adottare un nuovo approccio al finanziamento dello Sviluppo.

Dalla sua costituzione, la New Development Bank ha approvato 11 progetti in Sudafrica e Lesotho. Questi riguardano energia sostenibile, trasporti, gestione delle risorse idriche e un programma di prestito per l’emergenza Covid-19. Alcuni di questi progetti, come ad esempio il Progetto di protezione ambientale per la centrale termoelettrica di Medupi, sono di importanza strategica per il Sudafrica. Su un costo totale stimato pari a 2,75 miliardi di dollari, il prestito fornito dalla Banca ammonta a 480 milioni.

Tutto ciò è in linea con le speranze che la Banca possa essere la nuova fonte di finanziamento – così tanto necessaria – sia per iniziative nazionali che regionali. Si spera inoltre in maggiore trasparenza e responsabilità, rispetto ad altre banche multilaterali come la World Bank. La sua missione e i suoi valori, gli articoli dell’Accordo, il quadro ambientale e sociale e la politica di divulgazione delle informazioni evidenziano questo impegno in termini di trasparenza e apertura.

La mission della Banca esprime la volontà non solo di “raggiungere gli obiettivi di sviluppo con trasparenza”, ma anche di operare conempatia” nei confronti dei beneficiari dei suoi progetti.

Dopo miliardi di dollari di investimenti, tuttavia, la realtà evidenzia la necessità di un miglioramento.

Uno studio sulla trasparenza e la responsabilità condotto da Oxfam South Africa e dal Center for Human Rights (Centro dei Diritti Umani) dell’Università di Pretoria solleva preoccupazioni su come la Banca gestisca l’accesso alle informazioni. Manca, inoltre, un meccanismo di responsabilità indipendente. Lo studio esprime il dubbio che la Banca stia realmente dimostrando empatia nei confronti delle comunità coinvolte nei suoi progetti.

Inaugurazione del settore 6 della centrale di Medupi nel 2015. Foto di GovernmentZA da Flickr con licenza CC

Troppa poca apertura

Lo studio evidenzia le sfide in termini di trasparenza e responsabilità poste da alcuni progetti co-finanziati dalla Banca. I ricercatori hanno intervistato i rappresentanti delle comunità interessate dalla fase 2 del South Africa Lesotho Highlands Water Project e dal Progetto Medupi.

Alcune di queste sfide sono trasversali. Ad esempio, i rappresentanti hanno affermato che l’afflusso di lavoratori migranti nelle loro comunità ha messo a dura prova risorse e servizi. Inoltre, c’erano anche problemi specifici legati al progetto stesso, tra questi il reinsediamento di oltre 3000 persone per far posto al Lesotho Project.

Lo studio dimostra come le risposte dalla New Development Bank alle richieste di informazioni dei ricercatori mancassero di dettagli adeguati. Senza un accesso tempestivo e completo alle informazioni, come possono le comunità coinvolte nei progetti affrontare adeguatamente le loro preoccupazioni?

Il sito web della Banca non presenta documenti relativi al progetto e il portale informativo risulta difficile da usare. Ciò pregiudica il diritto delle comunità ad essere ascoltate, un diritto che non può essere esercitato senza l’accesso alle informazioni.

A differenza della maggior parte delle banche di sviluppo multilaterali, la New Development Bank non ha un meccanismo di responsabilità indipendente. Né propone altri modi a queste comunità per richiedere indennizzi o per accertare le responsabilità della banca stessa.

Tali meccanismi sono creati perché gli istituti di finanziamento dello sviluppo e i loro clienti siano responsabili delle proprie politiche. Forniscono inoltre l’accesso a rimedi per individui e comunità che sono influenzati negativamente dalle attività finanziate da tali istituzioni. Senza tale meccanismo, l’approccio della Banca è ampiamente al di sotto delle migliori pratiche globali.

È chiaro che la New Development Bank può fare ancora molto per migliorare trasparenza e responsabilità.

Meeting dei leader BRICS. Foto da Flickr di GovernmentZA con licenza CC

Guardando avanti

La Banca potrebbe migliorare in diversi modi:

  • Mettendo in pratica la sezione 23 del suo quadro normativo ambientale e sociale. Ciò richiede alla Banca di divulgare i documenti e le informazioni del progetto alle comunità e al pubblico durante le fasi di progettazione e attuazione, e durante il ciclo di vita dei progetti stessi.
  • Creando una struttura o una piattaforma, un meccanismo indipendente di responsabilità che le comunità interessate possano utilizzare per stimolare la Banca quando non fornisce un accesso tempestivo alle informazioni relative al progetto o non rispetta le proprie politiche e procedure.
    Risultati di sviluppo migliori e più sostenibili possono essere raggiunti quando il processo di progettazione del meccanismo include consultazioni pubbliche che coinvolgano soggetti diversi. Tali consultazioni dovrebbero ambire a sollecitare realmente la progettazione e l’attuazione del meccanismo proposto.
  • A livello nazionale, è stata richiesta la formazione di un gruppo di collegamento sudafricano per le istituzioni finanziarie internazionali. Tale gruppo rappresenterebbe una piattaforma per promuovere il dialogo tra le istituzioni governative sudafricane, come il Tesoro e la società civile, in merito alle relazioni del Paese con le istituzioni finanziarie internazionali. Tale piattaforma, quindi, sarebbe il “luogo” ideale per discutere le preoccupazioni della società civile in merito alla New Development Bank.

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