Vaccino Covid-19 in Africa, il pericolo dell'”etica razziale”

La proposta di due medici francesi di avviare la sperimentazione del vaccino per il Covid-19 sugli africani ha scatenato un vespaio e i due hanno fatto marcia indietro. Rimane aperta la motivazione profonda della proposta che riporta a galla la questione dell’ “etica razziale”. Negli anni sono state elaborati Codici e Dichiarazioni per stabilire i principi e i limiti della sperimentazione sugli esseri umani. Tra i principali ci sono il consenso e la chiarezza su eventuali danni e rischi. Se la ricerca e i trial sono indispensabili non si deve dare per scontato che gli esperimenti vengano svolti sui più vulnerabili. Il no dell’OMS.

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Iran, non si fermano le persecuzioni contro minoranze religiose

Non si fermano le pratiche violente di repressione del Governo iraniano nei confronti di dissidenti e minoranze. Sono ancora tanti, infatti, i gruppi etnici e religiosi non riconosciuti come degni per godere dei principali diritti e non tutelati dai principi costituzionali. In particolare Baha’i e sunniti, sistematicamente perseguitati, arrestati e spesso anche giustiziati solo per aver praticato la propria fede. A capo di tale sistema di disumana repressione ci sono il regime iraniano e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, che eseguono brutali condanne a morte di curdi, minoranze religiose, dissidenti del potere, oppositori in protesta. Compiendo crimini che restano impuniti.

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Detenuti trans, “protetti” in sezioni speciali, abusati, umiliati

Il trattamento delle persone transessuali e transgender in stato di detenzione è caratterizzato, in ogni parte del mondo, da episodi di discriminazione, angherie e violenza anche di natura sessuale. In alcuni Paesi la situazione è di gran lunga peggiore che in altri poiché il “terzo genere” non è considerato un’opzione possibile né dalla società né dalle istituzioni. Nel contesto europeo, si cominciano a registrare esempi di “buona pratica” frutto di una crescente sensibilità verso i bisogni dei detenuti transgender. Ma siamo comunque ancora molto lontani dell’effettivo rispetto dei loro diritti umani.

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Scuole per l’assimilazione, prigioni per indottrinare gli indigeni

Tra i soprusi subiti dai popoli tribali c’è quello della privazione della propria cultura e libertà attraverso sistemi scolastici imposti da Governi e multinazionali estrattive. Un fenomeno diffuso ancora oggi, soprattutto in India ma non solo, è quello delle scuole per l’assimilazione. Questi istituti, già condannati in Canada nel secolo scorso per aver causato un vero e proprio genocidio culturale, costringono bambini indigeni a ripudiare tradizioni, abitudini, cultura e lingua delle proprie comunità in nome del pensiero dominante. Che tradotto significa diventare servi delle industrie minerarie, subendo lavaggi del cervello, traumi e la stessa morte.

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Sudafrica, centri antiaborto violano la legge sostenuti dagli USA

Nonostante l’aborto sia legale in molti Paesi del continente africano, i cosiddetti “centri di risorse per la gravidanza” si adoperano per dissuadere le donne dal ricorrere all’interruzione di gravidanza. Si tratta di strutture di stampo cristiano conservatore, molto vicini alla destra statunitense. Tali pressioni violano di fatto le leggi che tutelano la popolazione femminile. A seguito delle rivelazioni di openDemocracy, le autorità sanitarie sudafricane dichiarano di voler mettere fine a queste sistematiche manipolazioni, inaccettabili e soprattutto illegali.

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Siria, “giurisdizione universale” per fermare crimini e impunità

Ormai da anni, organismi internazionali e ONG denunciano i crimini commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano. Tuttavia, impunità e impunibilità regnano sovrane. Il Governo di Assad non ha alcuna intenzione di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. La giustizia internazionale, per una molteplicità di ragioni, è al momento paralizzata. L’unica speranza per le vittime arriva dalle procure europee. Alcuni Stati hanno infatti deciso di esercitare la giurisdizione universale. Nei prossimi mesi, si aprirà nella città tedesca di Coblenza il primo processo al mondo contro i crimini di Stato nel Paese.

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Egitto, non si ferma la violenza di Stato, il mondo sta a guardare

Lo Stato egiziano versa in pessime condizioni per quanto riguarda il rispetto dei fondamentali diritti umani e delle libertà. Il dissenso è preso di mira attraverso metodi di repressione brutale e violenta, al di fuori di ogni confine di legalità. La lotta al terrorismo è diventata uno strumento per giustificare arresti di massa di attivisti civili, oppositori politici, giornalisti, pacifici manifestanti. al-Sisi ha instaurato un regime di oppressione pericoloso, che non sembra smuovere le reazioni dei capi di Stato del resto del mondo.

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Come la destra populista in Europa strumentalizza le donne

Diritti umani, libertà delle donne, difesa dell’emancipazione femminile: questi sono i temi centrali della retorica populista e anti-migratoria puttosto diffusa tra i partiti politici di destra europei. L’intento è di presentare l’islamofobia come tutela delle libertà. Il risultato, invece, è la cultura di marginalizzazione dei cittadini musulmani, ormai fortificata attraverso l’uso strumentale della differenza tra “noi” e “loro” soprattutto in termini di diritti al femminile. Ne è un esempio la destra in Francia e Germania, i due Paesi europei presi in questione nell’analisi che pubblichiamo.

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Crisi USA-Iran, escalation contraria alle norme internazionali

Il 3 gennaio scorso, il generale Soleimani, comandante della forza iraniana Quds, ha trovato la morte in un attacco mirato condotto dagli Stati Uniti in Iraq. La reazione iraniana non si è fatta attendere. Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, una pioggia di missili ha colpito le basi americane di Ayn al-Asad e di Erbil. Lo “scontro” in atto tra i due Paesi, al di là delle considerazioni geopolitiche, solleva importanti questioni di carattere giuridico attinenti, in primis, alle norme sull’uso della forza armata. Voci Globali ne ha parlato con il professore Carlo Focarelli, titolare della cattedra di diritto internazionale presso l’Università di Roma Tre.

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Bambini migranti tenuti in gabbia. Storie di “occidentale” follia

Detenuti in ragione del loro status di “migranti”. È questo il triste destino condiviso da moltissimi minori trattenuti in strutture di vario genere nelle more delle procedure per l’espulsione ovvero per il riconoscimento della protezione internazionale. Non esistono dati ufficiali per chiarire la portata del fenomeno assai diffuso soprattutto in Occidente. La pratica è contraria alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e viola i diritti fondamentali dei bambini. Le loro condizioni di vita all’interno dei centri sono pessime. E le conseguenze sul piano psicologico ed emotivo devastanti. Eppure nulla si muove, mentre la propaganda nazionalista imperversa.

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