Karim Metref, dall’Algeria ad un’Italia dalle tante voci migranti

Nato in Algeria è in Italia da oltre vent’anni. Karim Metref è educatore, ha lavorato per molti anni come giornalista e animatore radiofonico nella città dove vive, Torino. Continua a scrivere come indipendente ma si dedica anche a diffondere le voci, la scrittura, dei migranti. Karim dà spazio a questa letteratura attraverso un progetto online che si chiama Letterranza. Molto interessante soprattutto per capire l’Algeria, il suo sito Divagazioni. In questa intervista, tra le altre cose, ci avvicina al suo Paese, che negli anni delle lotte per le indipendenze divenne polo di attrazione per i movimenti di liberazione nel mondo.

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Filosofia africana: secoli di negazione, ma la Storia dice il contrario

A un certo momento della Storia, l’essere umano ha iniziato a domandarsi perché i fenomeni esistevano e come funzionavano senza ricorrere a spiegazioni mitico-religiose, ma osservandoli e descrivendoli. Per molti storici questo metodo è divenuto sistematico nelle colonie greche del VI sec. A. C. e così sarebbe nata la filosofia. L’articolo indaga lo sviluppo storico di questo metodo razionale e sistematico in Africa e tra gli intellettuali africani, cercando di testimoniare la millenaria storia della filosofia africana. Nel ‘900 il dibattito sorto tra filosofi intorno alla natura e allo statuto di una filosofia nel continente risulta, in effetti, un nuovo fondamentale capitolo della disciplina africana contemporanea.

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TikTok e il giornalismo 2.0 ai tempi del #BlackLivesMatter

Nata per la Generazione Z, si tratta dell’applicazione che ha segnato la prima parte del 2020. Con i numeri in continuo aumento e sempre più utenti, la piattaforma cinese si presenta come un bacino di numerose opportunità per il giornalismo contemporaneo. Non mancano i reporter che già hanno compreso la potenziale portata di questo fenomeno, così come sempre più numerosi sono gli influencer che scelgono di dedicare il proprio spazio a dibattiti e di contribuire a movimenti sociali e all’attivismo che sta coinvolgendo le piazze negli ultimi mesi.

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Guerre cibernetiche, quel pericolo silenzioso e sottovalutato

Uno sguardo ai conflitti che nessuno vede, nel mondo cibernetico, lontano dai nostri occhi e dalla nostra comprensione. In questo Wild West che è l’Internet di oggi, i giganti mondiali si contendono grandi fette di potere: dalle intelligence che colpiscono le centrali nucleari dell’Iran, alla Russia di Putin che diffonde fake news per alterare gli equilibri elettorali, fino alla Cina che emerge come nuovo leader tecnologico grazie a operazioni di furto intellettuale. Ne abbiamo parlato con Michail Maniatakos, esperto di cybersecurity e docente alla New York University di Abu Dhabi.

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Reporter, quei moderni Griot che raccontano le voci di dentro

Raccontare il mondo con autenticità ed empatia è un bisogno ancestrale. Ed è un’arte difficile che passa attraverso conoscenza ed empatia.Lo sanno bene quei fotoreporter che, con immagini e parole, diffondono la conoscenza di luoghi, persone, stati d’animo, senza cadere nella trappola dei pregiudizi, del sensazionalismo, della banalità. Un po’ ladro e un po’ rivoluzionario, il reporter si serve da sempre della fotografia per costruire ponti tra chi osserva e chi viene immortalato. Se poi è un cooperante, il suo affascinante e difficile compito del narrare è ancora più impregnato di vita vissuta.

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Rifugiati siriani e aiuti alimentari, e-voucher e le spese vietate

I programmi di aiuto alimentare attivati dalle Nazioni Unite attraverso l’ausilio di tecnologie quali la blockchain stanno oggi non solo tamponando la situazione di insicurezza alimentare ma anche sostenendo agricoltori locali e negozianti. Per dare maggiore voce in capitolo a coloro che beneficiano di questi progetti, però, i loro input dovrebbero essere presi maggiormente in considerazione durante la fase di sviluppo delle tecnologie introdotte, al fine di conferire autonomia e rafforzare il ruolo delle comunità.

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Problemi di sonno? Importante navigare sul web in modo sano

Il 90% dei giovani, e non solo, prima di addormentarsi passa del tempo davanti allo schermo di un computer o dello smartphone. I risultati delle ricerche in questo ambito hanno portato alla condanna dell’uso notturno dei dispositivi, collegandolo a problemi nel dormire e altri disturbi come ansia e depressione. Tuttavia, approfondendo la questione, il vero problema sembra essere più il modo in cui vengono usati gli strumenti. Le attività che si compiono online, i contenuti che si osservano e l’approccio ai social sono il vero punto di partenza per risolvere disturbi sempre più diffusi.

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LGBTI, in Africa app e siti di appuntamenti usati per ricattare

Se da un lato Internet ha aiutato gli omosessuali a sentirsi meno soli e ad uscire allo scoperto anche nei Paesi del continente africano, dall’altro ha contribuito all’incremento dei casi di estorsione e abusi. Molti i tentativi di arginare tali pericoli: da trasmissioni radiofoniche a campagne online, fino ai consigli su come comportarsi in vista di un incontro “al buio”. Intanto sono ancora molti i Paesi che criminalizzano le relazioni tra persone dello stesso sesso e questo non aiuta certo a tenere sotto controllo la possibilità di ritrovarsi in una spirale di violenza e paura.

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Nigeria, l’hip-hop e quei testi che “giustificano” le frodi online

Musica e realtà hanno sempre viaggiato su binari paralleli. I testi della canzoni infatti spesso rispecchiano le società a cui appartengono. Gli artisti nigeriani non fanno eccezione, ma presentano una peculiarità: l’ambiguo rapporto con gli Yahoo Boys, i criminali informatici che ogni anno causano frodi milionarie in tutto il mondo. Glorificati da molti, considerati da alcuni moderni Robin Hood, da altri invece come delinquenti. Comprendere queste figure, e la musica che ne parla, permette di cogliere uno spaccato della complessa attualità di questo Paese.

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