Il difficile percorso dell’Internet Bill of Rights italiano

Dal 27 ottobre è aperta a pubblica consultazione a tutti i cittadini italiani la bozza di Dichiarazione dei diritti in Internet: nonostante l’evidente importanza di un esperimento come questo, che finora ha avuto pochi precedenti a livello internazionale, la consultazione in corso non ha purtroppo suscitato nel nostro Paese un sufficiente grado di interesse. La bozza resterà accessibile fino al 31 marzo prossimo, ancora disponibile dunque sulla piattaforma online dedicata per alcune settimane.

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Dove vanno i social media, riflessioni dal GV Summit 2015

Ethan Zuckerman tira le fila della sesta edizione del Global Voices Citizen Media Summit, tenutosi nelle Filippine il 24 e 25 gennaio. “Ho passato la scorsa settimana a Cebu, la seconda città delle Filippine, insieme a trecento giornalisti, attivisti e studiosi della comunicazione, provenienti da più di sessanta Paesi. Sono stati due giorni pienissimi di tavole rotonde, workshop e discussioni sulle sfide più interessanti e coinvolgenti che la scrittura e l’attivismo online si trovano a fronteggiare oggi.”

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Deep Web, il lato nascosto di Internet

Da alcune settimane, in reazione alle stragi di Parigi (in realtà anche prima) e in difesa della libertà di espressione, attivisti di Anonymous hanno lanciato diverse campagne online contro i jihadisti. Prima degli ultimi avvenimenti e di OpISIS, Voci Globali aveva intervistato la giornalista Carola Frediani, giornalista, esperta di Rete e culture digitali, autrice del libro “Deep Web. La rete oltre Google”.

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Libertà di parola, il sogno di un illustre economista cinese

Gli auspici per il 2015 dell’economista liberale Mao Yushi, espressi al forum sui “Desideri del nuovo anno” a Pechino. Mao ha riferito che l’aggressione più recente delle autorità cinesi sulla libera espressione è stato il tentativo di applicare un sistema di registrazione per il nome autentico su internet. Tali politiche accompagnano arresti di massa di intellettuali ritenuti dissidenti per i loro discorsi, “il che è totalmente inappropriato”, ha aggiunto.

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Facebook e il rischio di danni alla salute mentale

Negli ultimi dieci anni, Facebook ha aggiunto una nuova dimensione alla vita di oltre un miliardo di persone, e insieme ad altri social network come Twitter e Instagram, ha creato una categoria di legami sociali del tutto nuova. Un numero sempre più ampio di studi nell’ambito della psicologia e delle scienze sociali analizzano il fenomeno dei social media e come stanno cambiando le nostre vite, in meglio o in peggio. Ecco alcuni risultati.

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I social media e la rappresentazione dei conflitti

I mezzi di comunicazione tradizionali hanno avuto a lungo il monopolio sul modo in cui sono rappresentate la guerra e le catastrofi. Fino a poco tempo fa, quello che vedevamo era essenzialmente il risultato del lavoro di alcuni fotografi coraggiosi. Oggi le cose sono molto diverse: ogni giorno sui social vengono caricate milioni di fotografie da tutto il mondo. Un articolo su come lo “sharing” delle immagini cambia la nostra percezione e consapevolezza dei crimini verso i diritti umani.

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Guerre informatiche, in gioco l’economia e la libertà

Nella ‘mobile age’ quale il futuro (e il ruolo) di citizen journalism e social media? Gli esempi di Cina, Siria, Ucraina, Ungheria. Mentre il cyberterrorism spaventa sempre più governi, banche e multinazionali. “Pyongyang – ha detto lo storico Hyung Gu Lynn – ha capito che colpire l’economia oggi miete più vittime che destabilizzare la politica. Un gruppo di hacker, per il capitalismo, è più devastante di una testata atomica e chi assedia il web bombarda il pianeta”.

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Tra Google e i diritti digitali, ripartire da Edward Snowden

La recente risoluzione del Parlamento Europeo nei confronti di Google ha riacceso cruciali questioni strategiche, economiche, fiscali. Tra queste rimangono non sufficientemente illuminate le questioni dei diritti online, con particolare riferimento ai temi della privacy e della sorveglianza. In questo senso si può ripartire dalla figura di Edward Snowden: il film “Citizenfour” e una recente videointervista a cura di Lawrence Lessig rilanciano la sua azione, così importante per tutti noi.

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Il sistema ‘Big intelligence’ è il ‘Grande fratello’ della Cina

Il regime cinese spia ogni cittadino della Cina, inclusi i funzionari di alto rango del Pcc, lo riporta Creaders.net, sito web cinese di notizie con sede a Vancouver. Il programma segreto, gestito dal Ministero della Pubblica Sicurezza del regime cinese, si chiama ‘Big intelligence’: in 12 minuti esamina l’intera popolazione di un miliardo e trecento milioni di cinesi, in quattro minuti controlla ogni persona della lista dei ricercati della Cina e impiega tre minuti e mezzo per il controllo della patente di guida di chiunque nel Paese.

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Internet e la censura sulla cultura, il caso di Aaron Swartz

Chi ancora vuole la cultura come un prodotto di mercato, chi chiede che Internet diffonda anche contenuti accademici. Ma migliaia di documenti risultano chiusi a chiave da un lucchetto con l’etichetta “Diritto d’autore”. Breve excursus storico e analisi della situazione attuale di uno studente del Fermi di Bologna che ha seguito il nostro Corso in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo. Accesso al link del documentario che ripercorre la storia di Swartz e la sua lotta per la totale libertà d’accesso alle informazioni e a Internet, contro la censura.

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