Diritto e dovere alla conoscenza e democrazia partecipata

Questo “immateriale” diritto è al centro di un dibattito sorto in contrasto alla progressiva e universale erosione della libertà di espressione e il propagarsi dell’industria delle notizie false o ingannevoli, e in difesa del primato dei diritti umani, il buon governo, l’accountability e la responsabilità pubblica. Alimentato da un delicato ecosistema, è intrinseco al diritto allo sviluppo e il diritto alla pace. Nell’articolo tre casi concreti che hanno creato le premesse per un agire politico, sociale ed economico, informato e responsabile.

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Valogno, il piccolo borgo dei murales e delle porte aperte

Un borgo di 90 abitanti in provincia di Caserta, per tornare a vivere ha puntato sull’arte e sull’accoglienza senza alcun pregiudizio o barriera. I pochi abitanti aprono le loro case ai visitatori, raccontano la storia del paese, scambiano sogni, idee e progetti. Il 95% delle case è disabitato ma ora queste stesse case si stanno trasformando. Al restauro avviato da vecchi proprietari si è aggiunta l’opera di artisti chiamati a dare una dimensione totalmente nuova e originale a vicoli, strade, arcate. L’idea è venuta a uno psicologo romano che insieme alla moglie ha lasciato la capitale e ha avviato un’associazione per il “risveglio” di questo paesino da sogno.

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Città africane tra pianificazione e sviluppo informale

Le metropoli dell’Africa sub-sahariana stanno modificando il loro volto a causa delle massicce migrazioni interne e all’abbandono delle aree rurali. Ma a fronte di un dinamismo politico ed economico, aumentano le disuguaglianze fra ricchi e poveri, classe medio-alta e un proletariato sempre più isolato negli slum. Il dibattito sull’urgenza di una pianificazione urbanistica sconta una visione viziata da uno sguardo eurocentrico. Invece è importante capire l’originalità delle città africane e le dinamiche informali che le plasmano per affrontare i loro problemi in chiave autentica e locale.

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Iran, quando la tua identità sui social ‘appartiene’ allo Stato

A sostegno della libertà di espressione i social media offrono, tra i vari strumenti introdotti in questi anni, la verifica del profilo, ovvero l’apposizione di un simbolo ufficiale sul profilo degli utenti, che ne assicura l’autenticità e ne certifica l’identità. Ciò consente maggiore protezione contro la diffusione di notizie false e la segnalazione dei contenuti per motivi politici, che spesso affliggono figure pubbliche socialmente impegnate. In Paesi come l’Iran molti attivisti non riescono ad ottenere il badge, anche per le barriere linguistiche esistenti sui social.

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Coraggio e difesa della libertà premiati al CineNapoliDiritti

Sono questi i valori, insieme a quello della diversità, premiati dalla giuria della IX edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani, arrivato alla sua conclusione lo scorso 11 novembre a Napoli. La settimana di dibattiti, incontri e proiezioni sul tema dei diritti umani e civili nel cinema ha visto oltre 200 pellicole tra documentari, lungometraggi, corti e film d’animazione. I migliori sono stati premiati presso la Biblioteca dedicata ad Annalisa Durante a Forcella, nel cuore del centro storico partenopeo. Tra questi l’animazione “Teddy Bear”, “Barber Shop” tra i corti, e il documentario “Complicit”; il primo premio a “Coffee for all Nations” dedicato al conflitto israelo-palestinese.

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La guerra sporca dell’uranio impoverito, storie e protagonisti

La strage silente da inquinamento bellico, questo il tema di un incontro organizzato nell’ambito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Sarebbero 7600 fino ad ora i militari ammalatisi a causa dell’uranio impoverito e 340 le vittime, anche se è difficile stabilire il numero esatto dei contaminati. Una strage “silenziosa”, infatti, per la difficoltà di far circolare le notizie e sottoporle all’attenzione dei media. Una carrellata degli interventi tra cui la testimonianza di Mariarosaria Ruggiero, vedova dell’archeologo napoletano Fabio Maniscalco.

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Ex OPG: il cinema indipendente racconta le ‘fosse dei serpenti’

Sono passati quasi 40 anni dalla Legge Basaglia che sanciva la chiusura dei manicomi, in seguito sostituiti dagli OPG (Ospedali psichiatrici giudiziari) e poi dalle REMS (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), istituite nel 2015. Per anni teatro di soprusi perpetrati da guardie, medici e altri detentori di potere, queste strutture e chi vi è stato rinchiuso hanno ancora molto da raccontare. Se ne è parlato al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, dove è stato presentato il documentario “La Stanza delle Pietre e del Cielo” dalle immagini crude e senza retorica e con la presenza di alcuni protagonisti, vittime di questi luoghi di orrore.

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Lucano, a Riace accoglienza come modello di giustizia sociale

Un esempio di accoglienza dei migranti, quello del paesino calabrese, che è valso a questo luogo e al suo primo cittadino numerosi riconoscimenti a livello mondiale. Mimmo Lucano sarà ospite sabato 11 novembre al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Il sindaco non si spiega il perché di tanto clamore. “Non serve essere chissà chi per fare quello che ho fatto io”, dichiara in questa intervista a Voci Globali. Il suo modello, al di là di manipolazioni politiche, si limitava ad accogliere con spontaneità coloro che approdano sulle nostre coste. Finché non è partita un’inchiesta giudiziaria nei suoi confronti. E anche la miniserie di Rai Fiction ispirata al suo lavoro è stata cancellata dal palinsesto.

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La tortura tra prevenzioni, sanzioni e legge “incerta”

L’Italia si è dotata di una legge che introduce il reato di tortura nel codice penale dopo 33 anni dalla firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e ogni trattamento crudele, inumano e degradante. Tuttavia il testo non convince appieno chi è in prima linea a tutela dei cittadini da questo tipo di abusi. Ne abbiamo parlato con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia nell’ambito di un dibattito che si terrà nella cornice del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

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Ilaria Cucchi: “Non sono più sola nella battaglia per la verità”

Prenderà avvio il 16 novembre il processo “Cucchi bis”, imputati i carabinieri accusati della morte di Stefano Cucchi, trentenne romano morto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Pertini di Roma. In occasione del Festival del Cinema dei diritti umani di Napoli, abbiamo parlato con la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, anima e volto della battaglia per ottenere verità e giustizia. La battaglia non è finita, ma l’impressione è che il vento stia cambiando.

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