Zimbabwe, finita l’era Mugabe tutto sembra come prima

È stata enorme la copertura mediatica degli eventi che hanno portato alle dimissioni del presidente Mugabe. Henning Melber, esperto del Nordic African Institute e intervistato da oltre trenta media svedesi, danesi, norvegesi e finlandesi, in questa pubblicazione riassume la sua visione in un’analisi senza filtri della situazione nel Paese. A partire da un excursus che racconta, sin dall’Indipendenza raggiunta il 18 aprile 1980, l’articolata storia di lunga repressione del Paese nell’era del mugabismo, l’autore affronta il presente e il futuro dello Zimbabwe, restando pessimista rispetto al possibile superamento dell’autocrazia che lo governa.

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“Risveglio”, la vita del carcere raccontata dai detenuti

Chi meglio di un recluso può raccontare la realtà di un istituto carcerario? Dall’esperienza di un laboratorio sul cinema fatto dietro le sbarre, un film per condividere progetti, emozioni e difficoltà di chi la prigione la vive sulla propria pelle, giorno dopo giorno. Momenti di umanità e condivisione, nonostante il disagio di una condizione dove si è privati della libertà e, spesso, dei più elementari diritti umani. La regia affidata a Pietro Benedetti, che ha vissuto l’esperienza della cella. La cinematerapia per liberare le emozioni eliminando ogni filtro tra sé e la storia raccontata.

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Caucaso russo, le strade della pace attraverso valli e montagne

Vladimir Putin ha fondato sulla pacificazione della regione – e su una gestione strategica delle immense risorse del Paese – il proprio successo come presidente. È questo il titolo di credito più rassicurante nell’economia di un’area che dopo decenni di guerre e innumerevoli crimini perpetrati contro i diritti umani, mai come ora necessita di stabilità, anche come elemento di discontinuità nei confronti dell’estesa diffusione di un estremismo che dietro al velo di comodo dell’Islam potrebbe dilagare fino all’area del Mediterraneo, pregiudicando ulteriormente un contesto già ampiamente problematico.

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Economia digitale, tra sfide tecnologiche e nuove disparità

Il Global Information Technology Report del World Economic Forum monitora annualmente lo stato di salute del digitale nel mondo. Chi sale e chi scende in classifica quanto a sviluppo tecnologico? Un appuntamento periodico importante per fare il punto – cifre alla mano – sulla capacità dei singoli Paesi di stare al passo con le nuove opportunità offerte dall’economia digitale. Ma troppe sono ancora le criticità, soprattutto a livello di infrastrutture. E non è più una sorpresa che l’Africa faccia passi da gigante rispetto ad altre aree del mondo. In Italia, invece, aziende e PA dimostrano ancora una certa lentezza.

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Migranti, “l’Europa sta finanziando la schiavitù in Libia”

Il regista Michelangelo Severgnini, intervistato da Voci Globali, getta luce sulle condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti intrappolati in Libia. Con il documentario “Schiavi di riserva” denuncia il “sistema” schiavitù, sostenuto anche grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dall’Italia e dall’Unione Europea per arginare il fenomeno migratorio. Il prezzo da pagare per il blocco degli sbarchi non è soltanto la prassi di tortura, violenze e stupri già denunciata più volte da ONG e giornalisti, ma anche la connivenza rispetto a un fenomeno, come la schiavitù, abolita da decenni. Il regista pone, dunque, una domanda: accettando che tutto ciò accada in Libia, non gettiamo le basi per una nuova schiavitù anche in Europa?

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Voglia di colonialismo, “non fu poi tanto male, molti i benefici”

Un pericoloso revisionismo è in atto da tempo. Gente comune ma anche accademici e intellettuali che non solo parlano di quel periodo storico tessendone le lodi, ma auspicano una sorta di “soft colonialism” addirittura messo in atto con la collaborazione e il benestare dei Governi africani. L’ultimo caso in ordine di tempo è il saggio “The case for colonialism”, ritirato dalla rivista che lo aveva pubblicato ma ancora visibile sul web. In questo articolo ricordiamo brevemente i più grandi orrori della Storia da parte degli imperialisti europei nei confronti dei popoli africani. L’Italia ha registrato la sua parte di crimini di guerra in Etiopia e in Libia.

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Lavoro minorile, i benefici al di là dei luoghi comuni occidentali

Nel mondo occidentale l’impegno dei bambini è considerato una violazione dei loro diritti, ma sono diversi i vantaggi che esso può offrire ai minori, compresa l’educazione nel senso di apprendimento di nuove conoscenze e di sviluppo delle proprie capacità, e l’approfondimento della propria cultura. Non solo può aiutare a ridurre lo stato di povertà, ma può anche essere d’aiuto a livello psicologico per lo sviluppo delle relazioni sociali. Il punto di vista antropologico tiene conto di questi fattori, quello economico si concentra invece esclusivamente sui rischi e ragiona sulle basi di normative e concetti spesso imposti da altri modelli.

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Immigrazione, il ritorno dei tunisini che “bruciano la frontiera”

Dopo un’estate quasi a “zero sbarchi”, riprendono le partenze dei migranti dal Nord Africa e cresce anche il numero di morti nei naufragi. Per alcune associazioni e attivisti è la prova del fallimento della strategia del ministro dell’Interno Minniti fondata sul Codice di condotta per le ONG e e sugli accordi con la Libia. Nel frattempo, tra il mese di settembre e quello di ottobre si è riaperta una rotta per arrivare alle coste della Sicilia che era rimasta a lungo silente: quella da Tunisi. Sono i giovani a provare a lasciare il Paese illegalmente, in risposta ad una crescente tensione sociale e alla crescita del tasso di disoccupazione.

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Migranti, tribunali in tilt e le paure di chi cerca assistenza

In Italia cresce il numero dei rifugiati che fanno ricorso per non avere ottenuto l’asilo, senza che i Tribunali siano in grado di dare risposte in tempi brevi. Il decreto Minniti ha tentato una strada per risolvere il problema, che tuttavia persiste. Una riforma a costo zero che a quattro mesi dall’entrata in vigore sta mostrando tutte le sue criticità. Intanto la situazione di chi cerca protezione e vede fallire la possibilità di una vita migliore si fa sempre più drammatica. Ne abbiamo parlato con due professionisti volontari dell’Associazione Avvocato di strada. “Non c’è nulla di più traumatico, per chi ha speso forze economiche e psicologiche ingenti, del fallimento del proprio progetto migratorio.”

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L’Africa brucia e la foresta del Congo è la vittima sacrificale

Tra il 2002 e il 2011 il 70% degli incendi a livello mondiale è avvenuto in Africa. La principale causa sono le attività agricole, in particolare la slash-and-burn agriculture, pratica che prevede il taglio e successivo incendio della vegetazione per poi ricominciare a coltivare. In questo modo il terreno tropicale perde fertilità. Ma c’è anche un altro problema: la famelica richiesta di legname dall’estero. Il futuro delle foreste tropicali della RDC si deciderà nel prossimo mese, quando il Governo norvegese deciderà o meno di finanziare i piani dell’Agenzia Francese per lo Sviluppo, che intende dare nuove concessioni di sfruttamento all’industria del legname.

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