Il costo della natura, democrazia o economia?

Come si affronta e risolve il degrado delle risorse? In quest’analisi di Paul Anderson per openDemocracy, vengono presentate le più autorevoli proposte e riflessioni di economisti e studiosi di questioni ambientali. Ne emerge soprattutto che bisogna agire sul fallimento dei mercati e correggerne le storture.

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Patagonia, la rivolta di Aysén e i movimenti cittadini

Aysén, nella Patagonia cilena, sta vivendo un periodo di scontri e proteste verso il governo Piñera, finora sordo alle richieste di equità economica e sociale e ai ripetuti no a nuove centrali idroelettriche. In questo reportage le fasi degli eventi e i risultati raggiunti dal movimento popolare

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Bolivia: riesplode il conflitto ambientale in Amazzonia

La controversa costruzione di un’autostrada nell’Amazzonia boliviana scatena la protesta di migliaia di indios, con alcuni gruppi a favore del progetto. La foresta amazzonica diviene campo di battaglia tra la tutela dell’ambiente e gli interessi economici che minacciano per sempre il più ricco contenitore di biodiversità al Mondo.

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COP17: accordo debole ma cresce l’attivismo

Bilancio a caldo del summit di Durban, dopo scontri, mediazioni e ritardi tra i vari delegati di 200 Paesi. L’accordo finale però soddisfa ben pochi, tra le critiche degli ambientalisti e le azioni di molti attivisti in loco e online. L’importante è tenere viva la conversazione e coinvolgere al meglio i cittadini del mondo — anche grazie agli strumenti di Internet.

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Un ricordo di Wangari Maathai, Nobel per la Pace

“Non c’è bisogno di essere complicati per comunicare un messaggio importante” – “Dire quello che si pensa e sentire profondamente ciò che si dice”: sono due degli insegnamenti lasciati da Wangari Maathai, premio Nobel per la Pace, scomparsa di recente. La fondatrice del movimento “che piantava gli alberi” è stata ricordata nel corso di una commemorazione. Così ne parla chi l’ha conosciuta…

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Costa Rica: più politiche sociali e ambientali grazie al disarmo?

Dal 1° dicembre 1948, grazie all’allora Presidente J.F. Figueres Ferrer, La Repubblica centroamericana di Costa Rica non ha più un esercito. Lo sancisce la Costituzione. Grazie alle risorse così risparmiate si è potuto intraprendere uno sviluppo sostenibile ma, benché dal confronto con molti altri Paesi dell’area la Costa Rica emerga vincente su molti fronti, resta il problema di una criminalità in crescita.

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Una speranza chiamata permacultura

In Africa un sistema di coltivazione basato sulla cosiddetta “permacultura” può aiutare le popolazioni locali a superare la fase della semplice economia di sussistenza. Nello stesso tempo, può favorire il rispetto e la conoscenza del proprio territorio difendendolo – se possibile – dalle logiche perverse dello sfruttamento delle multinazionali. Moira Fusco, al ritorno del suo viaggio in Benin ci racconta come funziona.

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Sahara Verde, la strada dell'Acqua

L’acqua inquinata è causa nel mondo di un numero di decessi superiore a quello provocato da ogni forma di violenza, guerre incluse. Spinti dall’idea che l’acqua dovrebbe invece essere un diritto umano universale, gli attivisti dell’Onlus Pane&Rose di Roma sono impegnati nel complesso e ambizioso progetto del Sahara Verde – La Strada dell’Acqua.

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Una conversazione equosostenibile

Tra le collaborazioni avviate dall’Associazione Voci Globali c’è quella con Zoes.it, il primo social network ideato e sviluppato in Italia con l’obiettivo di favorire stili di vita alternativi e mettere in rete tutte le esperienze basate su prassi economiche sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale. Di recente abbiamo condotto un’intervista al responsabile del progetto, Andrea Tracanzan: nel post riportiamo uno stralcio della conversazione svoltasi.

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Le priorità dei “governi”. Il caso del Madagascar

A lungo fuori dal radar mediatico, da due anni sotto il regime militare di Andry Rajoelina, il Paese ha visto l’ennesimo tentativo di golpe nel recente referendum costituzionale. Nel frattempo crescono i problemi, incluso il traffico illegale di legno pregiato e la diffusa povertà. Con un’economia fragile e un patrimonio ambientale ingente ma in grave pericolo, servirebbe maggiore attenzione dalla comunità internazionale e non certo l’alternarsi di repentini rovesciamenti istituzionali.

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