#Together4Forests, al via la campagna contro la deforestazione

Oltre 100 associazioni hanno lanciato un appello internazionale per chiedere all’UE l’adozione di norme a tutela delle foreste. Il Consiglio Costituzionale ivoriano ha decretato la legittimità della terza candidatura dell’attuale presidente, Alassane Ouattara. Nel vecchio continente, intanto, l’ILGA-Europe ha presentato un ricorso alla CE contro le “LGBT free zones” istituite in Polonia. Un nuovo report del Turkey Tribunal rileva l’aumento del numero di oppositori politici turchi rapiti al fine di silenziare le loro voci critiche. Prosegue, innanzi alla Corte d’Appello britannica, la “battaglia dell’oro” tra Venezuela e Regno Unito.

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Italia, a rischio desertificazione il 20% del territorio nazionale

Cambiamenti climatici e pratiche agronomiche forzate stanno determinando l’inaridimento di vaste aree del Bel Paese. L’ANBI lancia l’allarme e avvia un progetto sperimentale di recupero. In Nepal, riaffiora la questione delle violenze contro i “fuori casta” dopo gli omicidi di 4 giovani Dalit. La nuova legge antiterrorismo delle Filippine suscita la forte reazione delle ONG, preoccupate delle ripercussioni sui diritti umani. Intanto, gli utenti social iraniani attaccano l’Ayatollah Khamenei per il suo discorso contro gli USA dopo la morte di George Floyd. Mentre Egitto, Etiopia e Sudan riprendono i negoziati sulla Diga Grande Rinascita.

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Libia, ancora “giorni di sangue” tra tregue violate e civili uccisi

Nonostante i tentativi per una sospensione umanitaria delle ostilità, nel Paese africano proseguono gli scontri e aumentano i morti. Una nuova legge potrebbe silenziare, nel Sud Dakota, le proteste dei nativi americani contro l’oleodotto Keystone XL. La pandemia Covid-19 aggrava alcune piaghe sociali, tra cui: la violenza domestica. Molte le iniziative in Italia per supportare le donne vittime di abusi. Mentre Human Rights Watch denuncia le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze saudite ai danni dei civili yemeniti, il Venezuela respinge le accuse di narcotraffico mosse dagli USA nei confronti di Maduro.

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Siria, “giurisdizione universale” per fermare crimini e impunità

Ormai da anni, organismi internazionali e ONG denunciano i crimini commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano. Tuttavia, impunità e impunibilità regnano sovrane. Il Governo di Assad non ha alcuna intenzione di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. La giustizia internazionale, per una molteplicità di ragioni, è al momento paralizzata. L’unica speranza per le vittime arriva dalle procure europee. Alcuni Stati hanno infatti deciso di esercitare la giurisdizione universale. Nei prossimi mesi, si aprirà nella città tedesca di Coblenza il primo processo al mondo contro i crimini di Stato nel Paese.

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Iraq, carcere e torture a bimbi di 9 anni. L’accusa è terrorismo

Migliaia di bambini presunti collaboratori dell’ISIS vengono arrestati e detenuti in condizioni inumane nelle carceri irachene. Succede soprattutto nella parte settentrionale del Paese e nelle zone intorno a Mosul, citta dalla quale nel 2014 è stata annunciata la nascita dello Stato Islamico. I minori vengono sottoposti a maltrattamenti, abusi e tortura per estorcere loro false confessioni di partecipazione ad attività terroristiche. Questo approccio radicale è stato criticato da più parti. L’ONU ha invitato il Governo di Baghdad a cercare soluzioni alternative alla detenzione in quei casi in cui sussista soltanto il sospetto di affiliazione all’ISIS.

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Migranti, “l’Europa sta finanziando la schiavitù in Libia”

Il regista Michelangelo Severgnini, intervistato da Voci Globali, getta luce sulle condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti intrappolati in Libia. Con il documentario “Schiavi di riserva” denuncia il “sistema” schiavitù, sostenuto anche grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dall’Italia e dall’Unione Europea per arginare il fenomeno migratorio. Il prezzo da pagare per il blocco degli sbarchi non è soltanto la prassi di tortura, violenze e stupri già denunciata più volte da ONG e giornalisti, ma anche la connivenza rispetto a un fenomeno, come la schiavitù, abolita da decenni. Il regista pone, dunque, una domanda: accettando che tutto ciò accada in Libia, non gettiamo le basi per una nuova schiavitù anche in Europa?

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La tortura tra prevenzioni, sanzioni e legge “incerta”

L’Italia si è dotata di una legge che introduce il reato di tortura nel codice penale dopo 33 anni dalla firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e ogni trattamento crudele, inumano e degradante. Tuttavia il testo non convince appieno chi è in prima linea a tutela dei cittadini da questo tipo di abusi. Ne abbiamo parlato con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia nell’ambito di un dibattito che si terrà nella cornice del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

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Ilaria Cucchi: “Non sono più sola nella battaglia per la verità”

Prenderà avvio il 16 novembre il processo “Cucchi bis”, imputati i carabinieri accusati della morte di Stefano Cucchi, trentenne romano morto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Pertini di Roma. In occasione del Festival del Cinema dei diritti umani di Napoli, abbiamo parlato con la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, anima e volto della battaglia per ottenere verità e giustizia. La battaglia non è finita, ma l’impressione è che il vento stia cambiando.

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Crimea, penisola della tortura. Nuove e sconfortanti rivelazioni

A tre anni dall’annessione, i metodi delle forze speciali russe ricalcano quelli che anni addietro le hanno rese tristemente famose nel Caucaso del Nord. I tatari di Crimea e gli attivisti pro-Ucraina spariscono senza lasciare traccia; chi contesta le autorità viene arrestato; i musulmani salafiti sono perseguitati. In Crimea, come un tempo nel Caucaso, giornalisti, attivisti e avvocati non hanno certo vita facile. Alcune storie fanno capire lo stato di paura e di controllo che vige nell’area. Dai resoconti, tra gli svariati metodi di tortura a disposizione delle forze speciali russe il più popolare sembra essere la scarica elettrica, come ad esempio nel caso del regista ucraino Sentsov, condannato poi a 20 anni di carcere sotto l’accusa di terrorismo.

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Egitto, dietro la violenza di Stato la vera natura del potere

Dopo il colpo di Stato del 2013, la pratica della tortura in Egitto risulta in costante aumento: ma qual è la logica che sta dietro il suo uso indiscriminato e istituzionalizzato? Secondo molte analisi, l’uso dilagante della tortura in questo Paese è strettamente collegato alla natura del regime al potere, scarsamente organizzato e ideologicamente incoerente, e non diminuirà negli anni a venire. Soprattutto se perderà la sua egemonia e dovrà affidarsi ancora di più alla forza, nel qual caso è facile prevedere che l’utilizzo della tortura aumenterà con il passare del tempo.

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