Hostage of Europe, la trappola fatale del sistema di asilo europeo

Anwar Nillufary è nato in Iran, Paese da cui è stato costretto a fuggire per ragioni politiche. Con in mente un preciso progetto migratorio, arriva in Grecia nel 2014 e qui si scontra con l’insensatezza di un sistema di asilo che si rivela essere un vero e proprio vicolo cieco. Da sette anni Anwar lotta strenuamente contro istituzioni e organizzazioni internazionali, cercando di ottenere risposte che non arrivano mai. La sua è una storia che porta a galla i meccanismi di un sistema pensato non per tutelare la vita delle persone, bensì gli interessi di Stati ed economie forti.

Leggi il seguito

Stati, frontiere e l’insanabilità del paradosso democratico

Nella storia recente i flussi migratori sono sempre stati descritti come un fenomeno il cui controllo si rende necessario per garantire il mantenimento dello status quo. Ma se fosse proprio lo status quo ad essere sbagliato? I presupposti su cui i moderni sistemi statali sono stati costruiti mostrano tutta la loro fallacia quando li si analizza secondo la prospettiva delle identità nazionali e della libertà di movimento. R.G., rifugiato algerino in Grecia da 5 anni, e colpevole solo di portare un cognome arabo, ci racconta come tutto questo impatti con violenza sulla vita delle persone che decidono di emigrare.

Leggi il seguito

Gente di Dublino, voci di migranti che sfidano i Regolamenti UE

Essere liberi di decidere dove stabilirsi è un privilegio che i richiedenti asilo non hanno. Molti di loro entrano in Europa attraversando Paesi di frontiera, dove però non intendono restare. I loro progetti urtano con le norme che individuano uno Stato responsabile per il loro futuro, in cui sono obbligati a rimanere. Cosa li spinge a tentare comunque di spostarsi? Qual è il loro rapporto con l’illegalità, in un sistema che non ammette desideri? Leggere le testimonianze di chi ha compiuto questo viaggio ostinato ci avvicina a capire la frustrazione e speranza del sentirsi pedina in un meccanismo fallito.

Leggi il seguito

Canarie, vertiginoso incremento di sbarchi sulla rotta atlantica

Nel 2019 la Spagna sigla un accordo con le autorità marocchine volto a ridurre le partenze verso le coste iberiche continentali. I dati registrati nel 2020 sembrano confermare che il Governo Sanchez sia riuscito nei propri intenti, ma quello che sta accadendo nell’Arcipelago Canario smentisce le apparenze: la rotta migratoria si è semplicemente spostata più a Sud. Le statistiche parlano di un aumento degli arrivi sulle coste delle Canarie che supera il 500%, arrivi contrassegnati da un percorso migratorio particolarmente rischioso e duro sia in mare che in terra ferma.

Leggi il seguito

Minori non accompagnati, così l’Europa li ha abbandonati

Cinque anni dopo la tragica morte di Alan Kurdi – divenuta simbolo della “crisi rifugiati” in Europa – le condizioni dei bambini migranti sono peggiorate. L’UE ha perso l’occasione di garantire loro maggiore sicurezza e protezione, adottando misure sempre più restrittive. È quanto emerge da un nuovo report di Save the Children. Voci Globali ha incontrato la dottoressa Antonella Inverno, responsabile Politiche Infanzia e Adolescenza presso la sezione italiana dell’ONG, per comprendere meglio il contesto normativo europeo e il gap tra quanto previsto sulla carta e la realtà dei fatti.

Leggi il seguito

Grecia, Piazza Victoria e il doloroso fallimento del diritto di asilo

L’attuale sistema di asilo greco si radica in una legge approvata nel 2016 per gestire i massicci flussi migratori provenienti dalla regione mediorientale. Il quadro normativo, già di per sé controverso e lacunoso, ha subito un processo di revisione peggiorativa per mano del nuovo Governo conservatore entrato in carica nel 2019. Gli effetti di tali modifiche, lungi dall’essere mere clausole messe nero su bianco, sono visibili in una delle piazze centrali di Atene: Piazza Victoria, lì dove le politiche europee in fatto di immigrazione mostrano il loro vero volto.

Leggi il seguito

Rifugiati LGBTI, Paesi di accoglienza e centri di aiuto e sostegno

Sono passati 51 anni da quel primo Pride della storia che furono i moti di Stonewall. Ancora oggi, però, la condizione degli omosessuali nel mondo è ancora molto difficile. I rifugiati e i migranti con SOGIESC diversificato sono esposti a rischi nel proprio Paese di origine ma anche in quelli di transito e di asilo. La maggior parte delle legislazioni in Africa e Asia sono punitive e discriminatorie e la società è decisamente ostile. In Italia esistono esperienze dedicate ai rifugiati LGBTI ma il coming out per la comunità nera resta un passo difficile. In U.S.A. le esperienze dei black pride accelerano il processo di “venuta allo scoperto”.

Leggi il seguito

Grecia, migranti: così è morto il “diritto di asilo” lungo il confine

La decisione della Turchia di aprire le proprie frontiere per consentire il passaggio dei profughi verso il territorio dei Paesi UE ha suscitato la violenta reazione del Governo di Atene. Il 1° marzo scorso, le autorità elleniche hanno stabilito la sospensione dell’esame delle domande di asilo. Centinaia di persone sono state private dei lori diritti, ritrovandosi in una sorta di limbo giuridico in condizioni del tutto inumane. Voci Globali con l’aiuto dell’avvocato Federico Lera – esperto in diritto dell’immigrazione, membro dell’UFTDU e legale ASGI – ha ricostruito la vicenda alla luce delle norme internazionali in materia di rifugiati e diritti umani.

Leggi il seguito

Migranti e rifugiati, il loro numero potrebbe restare molto alto

Quante persone si sposteranno nei prossimi anni? Tante le stime, ma la risposta più sicura è una: saranno pochi rispetto chi vorrebbe davvero emigrare e tanti, in confronto a quelli che gli Stati desiderano ospitare. L’articolo – che però non prende in considerazione la situazione creata dai lockdown dovuta al Covid-19 – sottolinea che gli spostamenti sono dovuti non solo a ingiustizie e conflitti, ma anche ai cambiamenti climatici. I Paesi sono messi in guardia: le misure restrittive sono inutili. Adottare piani adeguati per gestire gli aumenti dei flussi migratori è l’unica strada.

Leggi il seguito

Samos, l’hotspot dove l’Europa calpesta i diritti e l’umanità

Una della più belle isole del mar Egeo (anche Lesvos e Chios) è in realtà un incubo per i molti rifugiati che vivono in condizioni peggiori di una prigione. Le denunce di ONG, giornalisti, attivisti e della stessa UNHCR segnalano una situazione al collasso. Sovraffollamento, servizi igienici inesistenti, scarsità di cibo e trasferimenti coatti senza preavvisi e senza spiegazioni. Voci Globali ha visto cosa accade e ha ascoltato persone che sperano solo di diventare visibili in un luogo in cui la politica europea li tratta come merce usata.

Leggi il seguito