15 Luglio 2024

peacekeeping

Mitrovica, l’eredità traumatica del passato vive nel Kosovo di oggi

A più di vent’anni dalla fine della guerra con la Serbia di Slobodan Milošević, l’ex Provincia Autonoma jugoslava affronta una serie di difficoltà legate alla sua condizione particolare. Il Paese non è riconosciuto all’unanimità dalla comunità internazionale e in particolare dalla vicina Serbia che contesta la sua indipendenza. Mitrovica rappresenta il punto nevralgico delle tensioni e delle contraddizioni che affliggono lo Stato balcanico. Tensione intercomunitaria, nazionalismo e militarizzazione gravano ancora sulla città divisa dal fiume Ibar e impediscono il risanamento delle sue ferite.

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Onu, tagli alle missioni e umanitarismo ipocrita dei media USA

I tagli al budget delle Nazioni Unite minacciati dall’amministrazione Trump comporterebbero gravi conseguenze per le missioni di pace, come MONUSCO nella Repubblica Democratica del Congo, mettendo a rischio milioni di vite. Tuttavia le Nazioni Unite sembrano aver fallito nella gestione del proprio mandato di peacekeeping in questo Paese, permettendo agli alleati americani nella regione di commettere atrocità, mentre la maggioranza della popolazione vorrebbe che le truppe di pace lasciassero il loro territorio.

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Abusi e violenze sotto l’egida delle Nazioni Unite

Ancora costose missioni di peacekeeping sporcate da abusi sessuali. Un continuo aumento di vittime innocenti. Altre inchieste che non portano a nulla. Un’impunità che continua. Immobilità di un sistema ONU ormai a pezzi che non riesce a garantire diritti, protezione, assistenza. Dove i più indifesi vengono lasciati a se stessi. O peggio nelle mani di infami predatori. Criminali che aumentano a macchia d’olio sotto l’egida delle Nazioni Unite. In evidenza oggi soprattutto la Repubblica Centrafricana, dov’è indagato un comandante francese dell’Operazione Sangaris per un rivoltante caso di violenza sessuale su ragazze, che ha causato una vittima.

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Bacino del Congo, legno insanguinato e impunità

Seconda parte dell’inchiesta su un commercio illegale in una delle più grandi foreste pluviali tropicali del mondo, che genera guerre e crimini contro l’umanità sotto lo sguardo (spesso complicità) dei peacekeeper ONU. Tali diverse e gravi, ma impunite, responsabilità internazionali sono esposte in due recenti rapporti dell’organizzazione non governativa britannica Global Witness relativi alla Repubblica Democratica del Congo (prima parte dell’inchiesta) e alla Repubblica Centrafricana (seconda parte). Una situazione in cui la mancanza di rispetto per la natura e per l’essere umano sono strettamente connessi.

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Bacino del Congo, legno insanguinato e impunità

Prima parte di un’inchiesta sullo sfruttamento del legname, molto spesso illegale, in una delle più grandi foreste pluviali tropicali del mondo. Un commercio che genera guerre e crimini contro l’umanità sotto lo sguardo (spesso complicità) dei peacekeeper ONU. Tali diverse e gravi, ma impunite, responsabilità internazionali sono esposte in due recenti rapporti dell’organizzazione non governativa britannica Global Witness relativi alla Repubblica Democratica del Congo (prima parte dell’inchiesta) e alla Repubblica Centrafricana (seconda parte). Una situazione in cui la mancanza di rispetto per la natura e per l’essere umano sono strettamente connessi.

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