Messico, le controverse strategie di Obrador contro il crimine

Lo scorso luglio il popolo messicano ha votato il suo nuovo capo di Stato, eleggendo in maniera schiacciante Andres Manuel López Obrador. Il nuovo Governo entrerà in carica a dicembre ma già si trova di fronte una situazione allarmante: nel Paese si sono registrati infatti negli ultimi anni i più alti tassi di violenza criminale. Se da un lato la campagna di López Obrador sembra voler affrontare in maniera efficace la criminalità organizzata che pervade l’intera società, dall’altra molte premesse rischiano però di ribadire politiche inadeguate e di appesantire un contesto già estremamente difficile.

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Messico, donne e poesia per proteggere le lingue indigene

Impedire la scomparsa di una lingua vuol dire impedire la scomparsa di un’intera cultura. Lo sanno bene le donne messicane che si impegnano ad evitare la scomparsa delle lingue indigene del Messico attraverso la poesia e la narrazione. Il Messico è infatti uno dei Paesi nel mondo con il maggior numero di lingue indigene, in America Latina secondo solo al Brasile. Le lingue sono importanti per capire chi siamo e per comprendere il mondo di cui siamo parte, ed è necessario impegnarsi per preservarle e tramandarle alle generazioni future.

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Messico, non si ferma la lotta dell’indigena Marichuy

Maria de Jesus Patricio, comunemente nota come Marichuy, è una guaritrice indigena designata dal Congresso Nazionale Indigeno come candidata indipendente alle elezioni presidenziali messicane del 2018. Nonostante il gran numero di sostenitori, la donna non è riuscita a raccogliere il numero di firme necessarie per la corsa alla presidenza. Eppure, ciò non rappresenterà un ostacolo per tutti gli abitanti delle comunità indigene, le quali continueranno a combattere per i loro diritti.

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Caos, editti e retromarce. Donald già nei guai

Bugie, distrazione e confusione. Questa la ricetta su cui si basa il “Circo Trump”, come appare evidente dai suoi primi giorni di insediamento. Si preannuncia così una Presidenza a metà strada tra quella di Nixon (1969-74) e di Reagan (1981-89) entrambe a dir poco assai controverse per la storia moderna americana. Non a caso va già montando la raccolta di firme per richiedere fin da subito l’impeachment di Trump e lo stesso prevedono molti cittadini.

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Messico, elezioni 2018: gli zapatisti propongono un’indigena

Durante il quinto Congresso nazionale indigeno (CNI), le comunità e l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) hanno dichiarato di voler nominare una donna come candidata indipendente alle elezioni presidenziali nel 2018. L’eventuale nomina di una candidata indigena alla presidenza del Paese da parte dell’EZLN è in contrasto con la realtà che le donne devono affrontare in politica, in particolare quelle che sono state costrette a rinunciare alle loro cariche elettive ottenute legalmente. Com’è stato ad esempio per Rosa Perez, che il popolo di Chenalhó in Chiapas – precisamente lo Stato dove l’EZLN ha una presenza importante – ha costretto a lasciare l’incarico.

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Diritti e criminalità in Messico, l’opinione dei cittadini

Applicare le norme sui diritti umani vuol dire anche proteggere i criminali? Una ricerca rivela l’opinione dei messicani. Il Paese sembra trovarsi davanti ad un bivio: combattere il crimine oppure proteggere i diritti di chi è accusato di averlo commesso? Il governo messicano, nel 2008, ha attuato una riforma della giustizia penale per codificare le norme internazionali, come la presunzione di innocenza e l’assistenza legale durante gli interrogatori. Alcuni pensano che il tempo e il denaro speso per questa riforma siano fuori luogo di fronte alla violenza incontrollata delle gang mentre altri la considerano importante e urgente.

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Messico, sull’onda della crisi la lotta per i diritti umani

Il 2014 è stato un anno difficile, ma la scomparsa di 43 studenti ha dato linfa a un movimento di grande coscienza civile. I cittadini chiedono che sia fatta chiarezza sull’accaduto, chiedono le dimissioni del presidente e che si indìcano le elezioni per una nuova assemblea costituzionale nel 2017. Si tratta di una sfiducia nelle istituzioni politiche ormai generalizzata e molto diffusa. Infatti, anche una grande varietà di settori sociali si sta mobilitando e sta chiedendo un cambiamento radicale.

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