Dalla violenza di genere all’autodeterminazione delle donne

Donna: un mistico viaggio dal quale non si torna, colmo di vissuti multiformi e sfumati, di prospettive che ricercano un senso a volte di difficile ricostruzione, di vite complesse, laddove l’appartenenza al proprio intimo essere donna rischia di trasformarsi in una condanna dettata dal “genere”. Nell’era della modernità, dei miti delle false certezze di una società sempre più “liquida”, irrompe assordante il fenomeno della violenza contro le donne. Un’ampia riflessione nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

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3 ottobre 2013: “Con queste mani…”, sguardi su Lampedusa

Torniamo a commemorare il 3 ottobre 2013 e i 366 morti di Lampedusa attraverso le tavole del disegnatore Luca Serasini, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Cantiere Nuovo. Le tavole fanno peraltro parte di un cortometraggio dal titolo “Ascmat – Nomi” girato dal regista etiope Dagmawi Yimer.

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Kater I Rades, contro il naufragio della memoria

Esce oggi nelle librerie il volume “KATER I RADES. Il naufragio della speranza”, pubblicato dalla casa editrice Becco Giallo: il 28 marzo del 1997 si consumava uno dei più drammatici naufragi avvenuti nel Mediterraneo, nel quale perirono 81 persone di origine albanese.

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“Immigrant songs”, bellezza della migrazione

“Immigrant songs. Le voci musicali e poetiche degli immigrati” è una mostra in programma al Maxxi di Roma fino al 19 ottobre: l’esposizione offre un approccio inedito al delicato tema della migrazione, sottolineandone il lato più solare e creativo.

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Cambogia, i lavoratori tessili si rivolgono a H&M, Walmart e Zara

In Cambogia i lavoratori del settore tessile stanno organizzando proteste in tutto il Paese reclamando l’aumento del salario minimo a $177, nella campagna si fa pressione ai grossi brand internazionali quali ad esempio Walmart, Zara che utilizzano la manodopera cambogiana.

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Africa e censura Internet, nulla di nuovo sotto il sole

In questa infografica pubblicata sul tumblelog Afrographique è sintetizzato il grado di censura esistente nei diversi Paesi del continente africano. Tra i Paesi giudicati più liberi emergono il Kenya e il Sudafrica; tra i fanalini di coda, senza sorpresa troviamo l’Etiopia, il Sudan e l’Egitto.

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