“Mangime per le macchine”, in Cina la fabbrica dei suicidi

Tradotte e pubblicate le poesie del giovane operaio suicida Xu Lizhi. Anche lui lavorava per la Foxconn. Numerosi i casi di operai che si sono tolti la vita a partire dal 2010 per le condizioni di lavoro disumane e alienanti a cui erano sottoposti, con turni di lavoro di 12 ore spesi in attività del tutto spersonalizzanti. Ma la Foxconn non è un caso isolato: vari casi di suicidio sono stati denunciati in altre aziende. Paradigmatico è il sistema di lavoro di Eupa, che costringe 17.000 operai provenienti da ogni parte della Cina a organizzare la propria vita in modo che sia iperproduttiva per il sistema.

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Congo, schiavi dei minerali digitali: la loro storia in un “corto”

La Fondazione Buon Pastore ha recentemente prodotto il documentario “Maisha: A New Life Outside The Mines”, che indaga sugli schiavi dei “minerali digitali” impegnati in condizioni disumane nelle miniere del Katanga, in Congo. I materiali come coltan, rame, cobalto che finiscono nei nostri smartphone e nei nostri computer vengono da queste zone della terra infernali, dove si vive in condizioni di vita iper precarie e estremamente rischiose. Videointervista di Voci Globali al produttore esecutivo Cristina Duranti.

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Più guerre, migrazioni, terrorismo e conflitti, meno liberi

Il Rapporto 2015 Freedom House. Russia, Cina e altri regimi autoritari hanno mostrato i muscoli di fronte alla paura di disordini sociali e crisi economiche. Tra i 12 che hanno registrato i peggiori punteggi per diritti politici e libertà civili ci sono: Siria, Somalia, Corea del Nord, Eritrea, Repubblica Centrafricana, Arabia Saudita.

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L’Africa in posa. Nuovi fotografi africani e vecchi stereotipi

I reportage dall’Africa fatti da giornalisti professionisti veicolano spesso un’immagine del Continente – dei suoi tanti Paesi – per lo più uniforme, ma non sono pochi coloro che si dichiarano “vittime” di una corrispondenza estera appiattita su stereotipi spesso strumentali. Anche sul web cominciano a spuntare iniziative e campagne che puntano ad alzare l’asticella dell’attenzione relativa ai modi di comunicare l’Africa e ai suoi luoghi (non) comuni. Ma l’immagine del Continente passa non solo attraverso gli scatti degli stranieri, ma anche di quelli locali. Eccone alcuni.

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Il fenomeno migranti tra opinione pubblica, media e dati reali

Mentre nell’ultimo vertice del 2015 sul tema dei migranti l’Europa appare ancora spaccata e la Danimarca ha proposto addirittura l’esproprio dei beni dei rifugiati in cambio di welfare, la Giornata Internazionale del Migrante da poco “celebrata” ci ha ricordato che ci sono 60 milioni di persone in movimento che chiedono una risposta all’Unione Europea. TV e giornali dedicano grande attenzione alla questione e contribuiscono a creare la visione sul tema dei rifugiati, richiedenti asilo, immigrati. Ma come stanno davvero le cose?

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La sharing economy si fa sociale ma non convince tutti

La sharing economy, che il Time ha inserito fra le dieci idee che cambieranno il mondo – continua ad essere da più parti oggetto di critiche e perplessità. Seppure parecchi siano gli adepti della “Terza Rivoluzione Industriale” targata Jeremy Rifkin, che nell’economia dello scambio del nuovo Millennio vede la ricetta per “la società a costo marginale zero”, altrettanti sono i detrattori che ne sottolineano i “lati oscuri”. Intanto, alle note piattaforme Airbnb e Uber si affiancano progetti più sociali come refugeehero e refugees-welcome.

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Diritto allo studio, le falle di un sistema non adeguato all’Europa

“Gli esami – diceva Edoardo de Filippo – non finiscono mai”. Ma – aggiunge amaro Roberto Gervaso – “non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni”. Che, con buona pace del diritto allo studio e della meritocrazia, via via che si cresce, si cominciano a salutare con un’alzata di spalle, considerandole quasi una male endemico e inevitabile della nostra società. Quanto è sentito e difeso oggi il diritto allo studio? In un Paese che si posiziona ormai dopo la Turchia nel numero dei laureati, e dove anche la ricerca è poco valorizzata e sostenuta. Intervista al professor Banfi dell’associazione Roars.

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Bambini non vedenti, la tecnologia al servizio della disabilità

Equilibrio come necessità di trovare un giusto raccordo “fra studio del cervello, necessità della persona, e sviluppo della tecnologia”. Ne è convinta Monica Gori, esperta di disabilità visiva nell’adulto e nel bambino e una delle protagoniste de Festival della Scienza 2015 organizzato quest’anno attorno alla parola “equilibrio” e al suo significato, applicato a vari campi del sapere. La intervistiamo in merito ai dispositivi di ‘sostituzione sensoriale’ – ovvero vedere attraverso suoni e PC.

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