Fotogiornalismo di guerra, fra etica e documentazione

Quali sono le sfide del fotogiornalismo nel XXI secolo? Una conversazione con il fotoreporter Pier Paolo Cito. “Sono ancora le grandi agenzie che riescono ad arrivare lì dove molti non arrivano, garantendo maggiori margini di sicurezza. Se questa è la situazione, per produrre in linea di massima del materiale vendibile, un freelance deve recarsi in zone rimaste ‘scoperte’, spesso perché troppo pericolose. È per questo che è importantissimo andarci preparati.”

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Deep Web, il lato nascosto di Internet

Da alcune settimane, in reazione alle stragi di Parigi (in realtà anche prima) e in difesa della libertà di espressione, attivisti di Anonymous hanno lanciato diverse campagne online contro i jihadisti. Prima degli ultimi avvenimenti e di OpISIS, Voci Globali aveva intervistato la giornalista Carola Frediani, giornalista, esperta di Rete e culture digitali, autrice del libro “Deep Web. La rete oltre Google”.

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Libano, il paese dei cedri cerca di resistere al caos

Un reportage sul Libano che dà voce alle sue tante realtà e pluralità: “Libano nel baratro della crisi siriana” è un testo che aiuta a inquadrare i problemi e le tensioni che il Paese attraversa, indagate attraverso il punto di vista di differenti personalità politiche, diplomatiche e religiose e attraverso un approfondito lavoro di documentazione, con  analisi e interviste sul campo. Ce ne parlano i due autori, Matteo Bressan e Laura Tangherlini, entrambi giornalisti esperti di Medioriente.

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“Quaderni Ucraini”, intervista a Igort

La riedizione dell’opera del fumettista italiano Igor Tuveri, pubblicata per la prima volta nel 2010, è l’occasione per fare qualche domanda a chi ha scelto di raccontare un Paese con le storie della gente comune attraverso lo strumento del graphic journalism, formula con cui si indica l’insieme di fumetto, letteratura e giornalismo. Al centro dell’opera il rapporto tra Ucraina e Russia, in particolare lo sterminio operato da Stalin nel ’32-’33 denominato Holodomor (Olocasto ucraino); nell’intervista, l’attualità del conflitto tra i due Paesi.

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Alicudi e la storia della scuola con soli tre alunni

Intervista ad Alberto Bougleux, regista di “L’ultimo giorno”, documentario realizzato ad Alicudi presso la scuola più piccola d’Italia e d’Europa. Un film girato in tre anni – dal 2011 al 2013 – che documenta il diritto dei bambini alla serenità e ad una buona formazione anche in un contesto arcaico e povero di stimoli culturali come l’isola più selvaggia delle Eolie. I protagonisti sono Mirko, Valentino e Gabriele, gli unici alunni dell’insegnante Teresa, trasferitasi vent’anni fa nell’isola da Milano e ora prossima alla pensione.

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Guerre informatiche, in gioco l’economia e la libertà

Nella ‘mobile age’ quale il futuro (e il ruolo) di citizen journalism e social media? Gli esempi di Cina, Siria, Ucraina, Ungheria. Mentre il cyberterrorism spaventa sempre più governi, banche e multinazionali. “Pyongyang – ha detto lo storico Hyung Gu Lynn – ha capito che colpire l’economia oggi miete più vittime che destabilizzare la politica. Un gruppo di hacker, per il capitalismo, è più devastante di una testata atomica e chi assedia il web bombarda il pianeta”.

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DREAM, giocattoli riciclati per combattere Aids e malnutrizione

“Rigiocattolo”, sotto l’assedio del Natale e dei suoi ameni corollari, sembra concetto impudente e fuori luogo. Eppure, il riciclaggio di giocattoli in varie città d’Europa, a cominciare dalla piazza recentemente organizzata a Milano, il 13 e 14 dicembre, fa parte di un progetto ormai collaudato – D.R.E.A.M della Comunità di Sant’Egidio, per il contrasto all’AIDS e alla malnutrizione in Africa. Al proposito, pubblichiamo una nostra intervista a Paola Germano, responsabile del programma sin dall’inizio ovvero dal 2002.

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Ciak si gira. (In)visible cities, ovvero la parola ai migranti

Alla parola “integrazione”, la giornalista italo – congolese Beatrice Kabutakapua, autrice, insieme al videomaker Gianpaolo Bucci, del documentario autofinanziato “(In)visible cities”, preferisce la parola “interazione”. Perché il senso del loro lavoro – il racconto di alcune storie di migranti dei Paesi sub-sahariani in 13 città del mondo, è quello di puntare lo sguardo su quanti – in un altrove scelto e cercato – cominciano a costruire la propria esistenza, una volta superata la fase più dura dell’arrivo, interagendo con nuovi contesti e nuove opportunità.

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Psicoradio, per comunicare il disagio mentale con rispetto

La cultura medica, da qualche anno, è accusata di razionalità tecnocratica e riparativa, che toglie al paziente un diritto fondamentale: il tempo dell’ascolto. Quando poi è di malattia mentale che si sta parlando, il tempo dell’ascolto si pone più che mai al centro di ogni efficace comunicazione medico-paziente. Un concreto esperimento che rimette al centro il diritto all’ascolto di chi soffre è l’esperienza di Psicoradio, testata radiofonica bolognese operativa da marzo 2006 e realizzata in collaborazione con Arte e Salute Onlus e Azienda USL Bologna – Dipartimento di salute mentale.

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“Parlare civile”, progetto per l’uso corretto delle parole

La parola, la madre del pensiero, sentenziava Karl Kraus. Già. Ma quanto è facile oggi “parlare civilmente”? Se la comunicazione è fatta di un arcipelago di vocaboli ambigui e spesso ancorati a significati non corrispondenti a realtà, quanto si riesce a fare corretta informazione, specie su temi sensibili che hanno a che fare con i diritti sociali? Il progetto “Parlare civile” punta a fornire gli attrezzi del mestiere a comunicatori o semplici cittadini per evitare di restare incagliati in frasi fatte o espressioni stereotipate che inquinano la comunicazione.

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