UE-Turchia, il terribile impatto umano di un accordo illegittimo

Espulsioni collettive verso la Turchia previste per chi scappa da Afghanistan, Siria, Somalia, Bangladesh, Pakistan e arriva – via mare – sulle isole greche del Mar Egeo. Questo è quanto è stabilito da una Dichiarazione tra Unione Europea e Turchia del 2016 e una Decisione ministeriale adottata in Grecia a giugno di quest’anno. Una disciplina che non tiene conto della tutela dei diritti umani e delle violazioni perpetrate in Turchia contro i richiedenti asilo, dettagliatamente documentate da un rapporto pubblicato dalla Commissione europea e riportate in questo articolo.

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Rifugiati, per una reale accoglienza educare i cittadini all’empatia

I programmi di integrazione e di inclusione vengono indirizzati principalmente ai migranti. Sarebbe invece necessario educare le popolazioni dei Paesi di accoglienza, fornendo loro un quadro storico e sociale che faccia comprendere le situazioni dalle quali i migranti sono costretti a fuggire. L’attività di ONG e gruppi di attivisti non basta, i Governi dei Paesi ospitanti dovrebbero implementare una comunicazione ufficiale per promuovere un’accoglienza consapevole e attiva, tramite iniziative concrete destinate ai cittadini fin dalle prime età, per prevenire l’indifferenza e l’odio sociale.

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Etiopia, Tigrè travolto dalla frattura politica e dalla crisi umanitaria

A quasi un anno dall’inizio del conflitto la situazione nell’estremo Nord dell’Etiopia rimane critica. Una gravissima crisi umanitaria è attualmente in corso in Tigrè, mentre la guerra si espande nelle regioni confinanti. Il Governo etiope sotto la guida del premio Nobel per la pace Adiy Ahmed è ora accusato di violazione dei diritti umani e di impiegare l’inedia come arma di guerra. Le ultime stime indicano che almeno 5,2 milioni di persone stanno soffrendo la fame e subiscono violenze e discriminazioni solo a casua della loro appartenenza etnica.

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Hostage of Europe, la trappola fatale del sistema di asilo europeo

Anwar Nillufary è nato in Iran, Paese da cui è stato costretto a fuggire per ragioni politiche. Con in mente un preciso progetto migratorio, arriva in Grecia nel 2014 e qui si scontra con l’insensatezza di un sistema di asilo che si rivela essere un vero e proprio vicolo cieco. Da sette anni Anwar lotta strenuamente contro istituzioni e organizzazioni internazionali, cercando di ottenere risposte che non arrivano mai. La sua è una storia che porta a galla i meccanismi di un sistema pensato non per tutelare la vita delle persone, bensì gli interessi di Stati ed economie forti.

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Confine USA-Messico: situazione drammatica, anche con Biden

I primi 100 giorni di mandato del presidente USA si sono aperti con la rettifica di provvedimenti anti-immigrazione emanati dal suo predecessore, Donald Trump; ma l’amministrazione attuale tentenna sui reinsediamenti di rifugiati che aveva promesso e continua con le deportazioni. Cosa possono aspettarsi le persone in viaggio verso il Paese a stelle e strisce o bloccate alle sue porte? I centri di accoglienza che straripano di bambini, gli abusi subìti dalle famiglie respinte e gli escursionisti che portano acqua nel deserto gridano tutti la stessa cosa: c’è del lavoro da fare.

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Stati, frontiere e l’insanabilità del paradosso democratico

Nella storia recente i flussi migratori sono sempre stati descritti come un fenomeno il cui controllo si rende necessario per garantire il mantenimento dello status quo. Ma se fosse proprio lo status quo ad essere sbagliato? I presupposti su cui i moderni sistemi statali sono stati costruiti mostrano tutta la loro fallacia quando li si analizza secondo la prospettiva delle identità nazionali e della libertà di movimento. R.G., rifugiato algerino in Grecia da 5 anni, e colpevole solo di portare un cognome arabo, ci racconta come tutto questo impatti con violenza sulla vita delle persone che decidono di emigrare.

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Ciad, varata prima legge sull’accoglienza dei richiedenti asilo

La normativa adottata dal Paese africano interverrà a tutelare gli oltre 480.000 rifugiati attualmente presenti sul suo territorio, ricevendo il plauso dell’UNHCR. L’India intende istituire una nuova “Università sulla disabilità” per meglio supportare le problematiche dei disabili. Legambiente critica le recenti intese istituzionali relative agli stabilimenti ex Ilva di Taranto. Mentre la comunità internazionale condanna l’esecuzione capitale da parte dell’Iran del giovane Hassan Rezaiee. Grecia e Israele siglano l’accordo più grande della loro storia in materia di sicurezza.

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Patrasso e la rotta adriatica, il volto spietato dei confini europei

Il porto di Patrasso è uno dei punti di snodo fondamentali per i collegamenti marittimi fra Grecia e Italia. Ma non solo: ogni giorno, è teatro di innumerevoli tentativi di attraversamento illegale di quel confine che spacca a metà il Mar Adriatico. Tra invisibilità, attese sfibranti, condizioni abitative a malapena tollerabili e abusi quotidiani, il contesto in cui i migranti sono costretti a destreggiarsi è estremamente stratificato e complesso. Abbiamo passato tre giorni con No Name Kitchen, ONG indipendente che gestisce un progetto di supporto alle persone in movimento.

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Grecia, Piazza Victoria e il doloroso fallimento del diritto di asilo

L’attuale sistema di asilo greco si radica in una legge approvata nel 2016 per gestire i massicci flussi migratori provenienti dalla regione mediorientale. Il quadro normativo, già di per sé controverso e lacunoso, ha subito un processo di revisione peggiorativa per mano del nuovo Governo conservatore entrato in carica nel 2019. Gli effetti di tali modifiche, lungi dall’essere mere clausole messe nero su bianco, sono visibili in una delle piazze centrali di Atene: Piazza Victoria, lì dove le politiche europee in fatto di immigrazione mostrano il loro vero volto.

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Abba Mussie Zerai, sacerdote e attivista, migrante tra i migranti

Candidato al Nobel, definito “angelo dei profughi” e “padre dei rifugiati” – ma lui preferisce “migrante tra migranti” – ha dedicato la sua vita non solo alla fede, ma anche all’attivismo e alla lotta per il rispetto dei diritti umani, in special modo quelli dei rifugiati. Di origini eritree è arrivato in Italia a 16 anni. “I diritti – dice – oggi sono un privilegio di alcuni. Ho aiutato i migranti perché non volevo essere tra quelli che hanno omesso di soccorrere chi rischiava di morire in mare. Finché sono in vita il mio obiettivo è quello di essere utile a me stesso e agli altri”.

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