Lampedusa e gli hotspot, metodo che favorisce la clandestinità

Il nuovo sistema degli hotspot resta un esperimento ma comporta l’attuazione di politiche, elaborate a livello europeo, che violano i diritti: questi centri hanno l’obiettivo di dividere i migranti in diverse categorie direttamente dopo il loro arrivo via mare, distinguendo tra potenziali rifugiati e migranti economici. Tuttavia, al momento non mancano le pratiche discriminatorie e di violazione dei diritti umani per tutte le categorie, anche quella attualmente “privilegiata”. Un’analisi della situazione di openDemocracy e da noi tradotta.

Leggi il seguito

3 ottobre 2013: “Con queste mani…”, sguardi su Lampedusa

Torniamo a commemorare il 3 ottobre 2013 e i 366 morti di Lampedusa attraverso le tavole del disegnatore Luca Serasini, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Cantiere Nuovo. Le tavole fanno peraltro parte di un cortometraggio dal titolo “Ascmat – Nomi” girato dal regista etiope Dagmawi Yimer.

Leggi il seguito

Lampedusa, un anno dopo: cosa è cambiato?

La stigmatizzazione e la criminalizzazione dei migranti continuano e le politiche sulla sicurezza prevalgono sulla protezione.Da Mare Nostrum a Frontex, le iniziative prese finora non si sono dimostrate iniziative efficaci per la salvaguardia delle vite umane e i controlli ad alcune frontiere continuano ad essere caratterizzati da violenze e abusi. Come quelle – per esempio – a Ceuta e Melilla, per arrivare dal Marocco alla Spagna. E anche le coste italiane rimangono una meta pericolosa per chi cerca l’ingresso in Europa.

Leggi il seguito

“Sotto il cielo di Lampedusa”: oltre la tragedia arte e poesia

L’antologia poetica “Sotto il cielo di Lampedusa (Rayuela, Milano 2014) con la prefazione di Erri de Luca , è una raccolta di poesie e testimonianze. Un’opera e un documento che riesce a rovesciare la visione di Lampedusa e le tragedie del Mediterraneo: da caos di disinformazione e lacrime di coccodrillo a un messaggio preciso e forte, senza spazio per pietismi o clamori. Ne esce l’emigrazione dall’Africa come esperienza eccezionale, di dolore e morte ma se riuscita, grazie alla solidarietà, anche di rinascita.

Leggi il seguito

2013, l’anno della disperazione per i migranti

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, il 2013 è stato l’anno peggiore di sempre per i migranti, con un record stimato di oltre 7000 persone decedute mentre cercavano di attraversare mari o deserti per migliorare la propria condizione di vita. Secondo il Direttore dell’OIM William Lacy Swing, è il momento di agire e di salvare le vite dei migranti, affinchè non muoiano nel tentativo di attraversare con modalità troppo rischiose confini divenuti sempre più difficili da varcare legalmente.

Leggi il seguito

“Mare Mortum”, un canale umanitario per riportarlo in vita

L’emozione forte provocata dalla tragedia di Lampedusa si tramuta in desiderio di operare nel concreto: VG aderisce all’appello lanciato da Melting Pot: mettere al bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee senza doversi imbarcare alimentando il traffico di uomini e il bollettino dei naufragi.

Leggi il seguito

Bambini migranti sbarcano soli in Italia

I ragazzi immigrati lasciano i loro Paesi e arrivano in Italia senza i genitori, nella speranza di trovare lavoro e migliori opportunità, ma le loro aspirazioni svaniscono velocemente. Spesso rischiano di essere sfruttati per lavorare in nero o vengono reclutati da bande criminali, senza che nessuno riesca a proteggerli.

Leggi il seguito

Lampedusa: da terra di salvezza a centro di detenzione dei bambini migranti

E’ stata ormai definita la “prigione dei bambini”. Sulle sponde di Lampedusa arrivano ogni giorno decine di bambini e adolescenti che, secondo quanto previsto dalla legge italiana, dovrebbero essere identificati tempestivamente e segnalati alle autorità competenti in tempi strettissimi. Questo non accade però a Lampedusa, dove i minori vengono lasciati in uno stato di abbandono per lungo tempo, in violazione di normative internazionali quali la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia.

Leggi il seguito

Centri accoglienza richiedenti asilo, l’inferno Mineo

I CARA, centri di accoglienza per richiedenti asilo, istituiti con decreto legislativo nel gennaio 2008, si sono presto trasformati in strutture di “trattenimento” che – secondo le denunce di organizzazioni umanitarie – non rispondono ai requisiti e alle motivazioni per cui sono state create. In particolare il centro Mineo a Catania è un simbolo dell’inadeguatezza e mal funzionamento di queste strutture.

Leggi il seguito