“Mare Mortum”, un canale umanitario per riportarlo in vita

518 in viaggio, 155 sopravvissuti, il resto morti. Un conteggio macabro, l’ennesimo da molti anni. L’emozione forte provocata dalla tragedia si tramuta in desiderio di fare qualcosa di concreto perché questa ecatombe finisca. Desiderio che nasce in persone che si appellano all’umanità più che a stupide leggi (da cambiare) e ad ancora più stupide chiacchiere e giudizi.

Noi di Voci Globali abbiamo aderito all’appello lanciato da Melting Pot Europamettere al bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee senza doversi imbarcare alimentando il traffico di esseri umani e il bollettino dei naufragi.

L’appello per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo è rivolto ai ministri, ai presidenti delle camere ed alle istituzioni europee. Perché Lampedusa e il nostro Mar Mediterraneo smettano di essere associate a morte e tragedia e perché si tornino a rispettare i diritti di tutti gli esseri umani.

 

Mare Mortum © Stefania Spanò

Un pensiero riguardo ““Mare Mortum”, un canale umanitario per riportarlo in vita

  • 7 ottobre 2013 in 10:04
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    E puro caso che queste vittime fossero quasi tutte originarie dalla Somalia e dall’Eritrea? Questi due paesi sono casi estremi delle realtà con cui si devono confrontarsi molti giovani africani. Cosa lasciano dietro, se non mancanza di libertà e una vita senza prospettive né speranza? Sono le dittature e altre forme di instabilità politica e economica che sono all’origine di questo esodo biblico.

    Dall’altra parte, per un paese come l’Italia che è in una situazione di decrescita demografica e di forte emigrazione dei nativi, questa migrazione costituisce un apporto significativo per l’economia sommersa. In uno studio del ministero del lavoro, pubblicato nel 2011, l’ultimo governo Berlusconi stimava il fabbisogno in manodopera immigrata a 100 000 persone. Da allora la situazione è cambiata, nel senso anche che l’emigrazione degli italiani è cresciuta. Inoltre, la manodopera clandestina aiuta a tenere bassi i prezzi di certi generi alimentari.

    Tutti traggono benefici da questa migrazione clandestina, dagli scafisti alla massaia alle famiglie lasciate in patria. L’Italia, come al solito si lamenta, ma non è il paese che riceve il più alto numero di clandestini né di immigrati in generale.

    E rivoltante vedere tante vite giovani stroncate, ma l’immigrazione clandestina essendo il secondo business illecito a livello mondiale dopo il traffico di stupefacenti, è difficile da combattere. Tuttavia, in Italia, si dovrebbe modificare profondamente la Bossi-Fini perché non è giusto che una persona che arriva in Italia dopo tanti sacrifici si debba trovare anche accusato di delinquente.

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