Lampedusa, i libri senza parole che parlano a tutti

A Lampedusa, isola di frontiera dove approdano persone da ogni terra, anche i libri sono speciali. Non hanno un destinatario specifico, ma sono rivolti a chiunque abbia occhi per vedere e una mente aperta per immaginare. I libri, nella nuova biblioteca isolana, sono silenziosi eppure raccontano, comunicano, integrano.

Silent Books – Libri senza parole. Destinazione Lampedusa – è il nome di un progetto di Ibby Italia, in collaborazione con Ibby International e Servizi educativi-Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma, sbarcato sull’isola siciliana.

Libri senza Parole per Lampedusa - Immagine da Ibby Italia Facebook
Libri senza Parole per Lampedusa – Immagine da Ibby Italia Facebook

L’organizzazione internazionale non profit Ibby, attiva dal 1953, ha come scopo la promozione e la diffusione della lettura per bambini di ogni parte del pianeta. Gli obiettivi sono avvicinare libri e infanzia anche dove i più piccoli vivono in condizioni difficili e favorire l’integrazione, la cooperazione, l’inclusione e l’accoglienza attraverso le storie.

La letteratura per l’infanzia, quindi, è considerata uno strumento cardine e prezioso per l’educazione alla tolleranza e per la crescita sana dei bambini.

Anche in Italia esiste una sezione Ibby, che lavora con entusiasmo in progetti che viaggiano tra biblioteche, scuole, associazioni, dove bambini e libri sono i protagonisti di avventure incredibili. Lampedusa, grazie alla determinazione e alla passione di Ibby, ha una biblioteca aperta in modo costante e con una sua sede stabile dal settembre 2017, dopo aver iniziato a lavorare già dal 2012. Un traguardo importante per i bambini isolani, circa 1000 su 6000 abitanti, e per tutti i minori e i ragazzi migranti che arrivano a Lampedusa.

Biblioteca di Lampedusa - Foto da Ibby Italia Facebook
Biblioteca di Lampedusa – Foto da Ibby Italia Facebook

La biblioteca dell’isola, infatti, ha più di una particolarità. Innanzitutto è gestita dagli stessi ragazzi isolani, che si occupano dei prestiti libri e delle altre attività organizzate all’interno dello spazio. L’autogestione assume un grande valore nel far crescere la consapevolezza dell’importanza della lettura.

Vincenzo, 12 anni, è coinvolto nella biblioteca da circa 3 anni. Si occupa di prestiti, tesseramenti e offre consigli a bambini e ragazzi in cerca di storie da leggere. Così racconta la positività di questa esperienza:

Avere una biblioteca è importante per tanti motivi. Prima di tutto perché si ha la possibilità di leggere storie divertenti e interessanti e di scoprire cose che non conoscevi. È bello anche perché si sta in compagnia, si fanno nuove amicizie e ci si confronta con persone di età diverse e, a volte, di cultura diversa. La biblioteca è un posto per chi vuole imparare cose nuove, specialmente a Lampedusa dove non ci sono librerie per potere comprare i libri.

L’altra peculiarità della biblioteca deriva senza dubbio dalla sua posizione geografica. Terra di sbarchi, dove sicuramente qualcuno passerà, l’isola è il luogo ideale dove il linguaggio universale dei libri può nascere, crescere e diffondersi. La biblioteca, quindi, non può che assumere una dimensione di internazionalità.

Lo scopo di Silent Books è così spiegato:

Lampedusa rappresenta tutti i luoghi remoti e di frontiera e questo progetto vuole essere un’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni e della società civile i bisogni di chi cresce lontano dalla lettura e da quei principi di rispetto e comprensione dell’altro che la lettura è in grado di stimolare.

Un libro, una storia, un racconto devono poter arrivare a tutti, superando gli ostacoli della lingua. Ecco, allora, che le immagini diventano protagoniste. I libri senza parole custoditi a Lampedusa e provenienti da case editrici di tutto il mondo sono uno scrigno dal quale attingere per favorire la condivisione. L’intenzionalità di questo progetto è di poter coinvolgere i bambini e i ragazzi migranti che sbarcano sull’isola e sono ospitati al Centro di Primo Soccorso e Accoglienza.

Silent Books da tutto il mondo - Foto da Ibby Italia Facebook
Silent Books da tutto il mondo – Foto da Ibby Italia Facebook

Per i minori, che non possono lasciare il centro e recarsi di persona in biblioteca, le associazioni organizzano letture e attività con i silent books prestati dalla biblioteca e portati direttamente dentro il centro.

I ragazzi più grandi, invece, che hanno la possibilità di uscire, sono accolti nella biblioteca e coinvolti nella lettura dei libri senza parole, insieme ai giovani dell’isola. Chi ha vissuto questa esperienza la racconta con entusiasmo.

Giuseppe, tredicenne di Lampedusa e volontario nella biblioteca, così descrive le sue impressioni su questa attività:

Il progetto dei libri senza parole non è destinato solo ai migranti, ma a tutti. Nessun libro è destinato a nessuno in particolare. Io ho partecipato alle letture dei Silent book. Sono i libri più belli del mondo perché non è necessario neanche sapere leggere e poi è divertente ascoltare le opinioni degli altri e provare a immaginare cosa succede attraverso le immagini.

Con i libri silenziosi la lettura è piena condivisione e conoscenza. Non c’è una impostazione “mono direzionale”, con una persona che legge e gli altri che ascoltano passivi. Ognuno, straniero, isolano, italiano o addirittura chi non sa leggere, partecipa con la sua immaginazione. Si crea, quindi, uno scambio di idee, fantasia, amicizia. I libri, in questo modo, sono davvero di tutti, senza distinzioni.

Nonostante le incertezze future sull’evoluzione della politica dell’accoglienza e sulle regole del centro di Lampedusa, al momento chiuso per ristrutturazione, Silent Books resta un punto fermo della biblioteca e del progetto Ibby a Lampedusa.

Il fondo dei Libri senza parole è sempre attivo. Ogni due anni la raccolta si arricchisce con storie da tutto il mondo che arrivano in 3 copie. Una è destinata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, una alla biblioteca isolana, l’ultima alla mostra itinerante che racconta questo progetto. Attualmente, il progetto conta 250 albi senza parole dai 5 continenti ospitati nella biblioteca dell’isola e nello Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni a disposizione di ricercatori, docenti e appassionati.

Per ogni edizione, inoltre, una apposita giuria internazionale di critici, illustratori, librai e bibliotecari compila una particolare honour list con le opere che spiccano per originalità, complessità, valore storico e tematiche affrontate.

I libri, come spiega Ibby, sono:

…rifugi silenziosi, offrono accoglienza e protezione in un luogo diverso, quello dell’immaginazione e dell’altrove. Un mare di libri e storie che divengono compagni di viaggio in peregrinazioni reali e fantastiche.

A Lampedusa le storie colorate e silenziose sono sempre pronte. Sull’isola, con o senza centro di accoglienza, qualche straniero arriverà.

Violetta Silvestri

Violetta Silvestri

Copywriter di professione mantiene viva la passione per il diritto internazionale, la geopolitica e i diritti umani, maturata durante gli studi di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, perché è convinta che la conoscenza sia il primo passo per la giustizia.

2 pensieri riguardo “Lampedusa, i libri senza parole che parlano a tutti

  • 6 giugno 2018 in 23:22
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    La biblioteca stabile c’è grazie all’amministrazione di Giusi Nicolini da Maggio 2017, a lei bisogna ringraziare e non altri!

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    • Violetta Silvestri
      7 giugno 2018 in 09:56
      Permalink

      Gentile Giuseppe, l’intento dell’articolo è di presentare il progetto Ibby – Libri Senza Parole, che si è potuto concretizzare proprio nella biblioteca realizzata durante l’amministrazione Nicolini. Non era nostra intenzione negare i meriti della sua amministrazione sotto la cui egida è nato e si è sviluppato il progetto.

      Risposta

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