Immigrazione, il ritorno dei tunisini che “bruciano la frontiera”

Dopo un’estate quasi a “zero sbarchi”, riprendono le partenze dei migranti dal Nord Africa e cresce anche il numero di morti nei naufragi. Per alcune associazioni e attivisti è la prova del fallimento della strategia del ministro dell’Interno Minniti fondata sul Codice di condotta per le ONG e e sugli accordi con la Libia. Nel frattempo, tra il mese di settembre e quello di ottobre si è riaperta una rotta per arrivare alle coste della Sicilia che era rimasta a lungo silente: quella da Tunisi. Sono i giovani a provare a lasciare il Paese illegalmente, in risposta ad una crescente tensione sociale e alla crescita del tasso di disoccupazione.

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Hate speech, le responsabilità di cittadini, Stati e social media

Il Consiglio d’Europa e la UE chiedono con sempre maggior vigore agli Stati europei di agire contro l’hate speech. Contemporaneamente rinviano la gestione del problema alle grandi aziende della Rete come Facebook, Google o Twitter, demandando di fatto il compito di censurare e cancellare i contenuti ritenuti illegali. Tuttavia la mancanza di definizioni giuridiche chiare e la conseguente soggettività dell’azione di censura fa temere che così si vada a ledere la libertà di espressione dei cittadini.

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Lavoro e migranti, “sfruttamento di Stato” vs integrazione

Il Piano immigrazione promosso dal ministro dell’Interno Minniti prevede “lavori socialmente utili” e senza paga per i richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di protezione internazionale. Secondo alcuni, il provvedimento favorisce lo sfruttamento di persone private dei diritti fondamentali e non mira all’effettiva integrazione dei migranti. Intanto, già esistono alcune best practice di tipo privato come “Calcioxenia” che promuove l’integrazione attraverso il calcio e “Radio Alta Frequenza” che permette ai richiedenti asilo di esprimersi ai microfoni. Abbiamo incontrato alcuni dei partecipanti e chiesto loro cosa significa il lavoro e quanto sia importante.

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Guerre con le armi italiane. Ottavi su dieci nell’export

Cresce il volume d’affari dell’esportazione di armi e armamenti dall’Italia. Nel 2015 ha raggiunto i 7,9 miliardi di euro a fronte dei 2,6 miliardi dell’anno precedente. Ciò che desta preoccupazione, oltre alla questione morale, è il fatto che alcuni tra i principali acquirenti potrebbero utilizzare i prodotti made in Italy per partecipare in conflitti armati e violare i diritti umani, cosa che avviene ad esempio nello Yemen (situazione drammatica che è già costata la vita a più di 6.000 persone) con il sostegno, emblematico da un punto di vista politico e umanitario, all’Arabia Saudita.

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Eutanasia, l’evoluzione del quadro legislativo in Europa

Il 17 marzo l’Assemblea Nazionale francese ha approvato a larga maggioranza una proposta di legge sul fine vita, introducendo l’eutanasia passiva. L’iniziativa segue analoghe decisioni assunte in diversi Paesi europei negli scorsi anni.

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Il difficile percorso dell’Internet Bill of Rights italiano

Dal 27 ottobre è aperta a pubblica consultazione a tutti i cittadini italiani la bozza di Dichiarazione dei diritti in Internet: nonostante l’evidente importanza di un esperimento come questo, che finora ha avuto pochi precedenti a livello internazionale, la consultazione in corso non ha purtroppo suscitato nel nostro Paese un sufficiente grado di interesse. La bozza resterà accessibile fino al 31 marzo prossimo, ancora disponibile dunque sulla piattaforma online dedicata per alcune settimane.

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Colpo d’occhio sull’Europa corrotta

Degli alti livelli di corruzione nei Paesi africani si parla spesso – e lo facciamo anche noi di Voci Globali. Ma di storie “sporche” di questo genere in Europa ce ne sono tante. Un’occasione per guardare in casa nostra ce la da, purtroppo, un recente Report pubblicato dall’Unione Europea. Lo studio include un’inchiesta sulla percezione della corruzione, secondo tale inchiesta più di tre quarti dei cittadini europei ritengono che la corruzione sia ampiamente diffusa nei loro Paesi e 4 persone su 10 la considerano un ostacolo.

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Seconde generazioni, “Italiani per Costituzione”

Venti giovani di seconda generazione a “tu per tu” con la Costituzione italiana. “Italiani per Costituzione”, prodotto da Camera 21, è un cortometraggio di Simona Filippini e Matteo Antonelli, proiettato in anteprima al MACRO di Roma lo scorso dicembre, che speriamo presto di vedere sul piccolo schermo. Il dibattito sul diritto di cittadinanza dei giovani di seconda generazione è ancora molto attuale, ma quanto siamo davvero vicini ad una reale integrazione culturale? Breve intervista ad alcuni protagonisti del film.

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Voci Globali, un progetto aperto e condiviso

Accade in ogni situazione, pubblica o privata, di trovarsi al cosiddetto ‘turning point’. Il momento in cui si gioca il tutto per tutto, si raddoppiano le energie, si moltiplicano gli sforzi. Per noi di Voci Globali questo momento è adesso. Riflessioni sul futuro delle attività di Voci Globali, associazione di promozione sociale e sito di citizen journalism concentrato sui temi della giustizia sociale e dei diritti umani, ma anche una scaletta degli impegni che ci attendono in questo 2014.

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