Cina, oltre la sorveglianza: al via sistema di credito sociale

Tra Orwell e Confucio, il governo è in procinto di lanciare un sistema nazionale di valutazione dei cittadini destinato a misurarne l’affidabilità agli occhi del governo. Attraverso una combinazione dei dati finanziari, di quelli relativi agli acquisti effettuati online, del comportamento sui social media e dei dati relativi alla storia lavorativa, il sistema produrrà uno scoring complessivo di misurazione del “credito sociale” per ogni cittadino cinese. Incentivata la condivisione del punteggio raggiunto con i propri contatti online.

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Etiopia, liberi gli attivisti del blog collettivo Zone9

È notizia di pochi giorni fa l’assoluzione di quattro membri del blog collettivo in lingua amarica Zone9, nonché collaboratori del network Global Voices, rimasti in carcere per 18 mesi sotto l’accusa – infondata – di terrorismo. Il blog copre le questioni sociali e politiche in Etiopia e promuove i diritti umani e la responsabilità di governo. Nonostante questa buona notizia, la situazione del Paese in termini di libertà di stampa e di parola, sia online che offline, resta particolarmente critica. È noto, e confermato dalle classifiche di Freedom House 2015, che l’Etiopia è uno dei Paesi meno liberi al mondo in questo senso.

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La crisi dei rifugiati, i diritti digitali e le censure dei governi

Le storie di rifugiati che si allontanano in massa dalla Siria e da altri Paesi teatro di conflitti per cercare di raggiungere l’Europa occidentale si trasferiscono nel territorio parallelo dei diritti digitali, dato che l’accesso alle reti di comunicazione è diventato davvero vitale per chi si muove a piedi in territori sconosciuti, e dovendo anche affrontare una crescente pressione da parte delle autorità di frontiera nell’Europa meridionale e centrale. Questa e altre storie in Rete da una sintesi del Netizen Report, bollettino settimanale a cura di Global Voices Advocacy.

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La Turchia colpisce l’ISIS ma il vero obiettivo restano i curdi

“La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, affermava Clausewitz. In nessun altro luogo questa massima è altrettanto evidente che in Turchia nell’attuale fase di duplice offensiva contro l’ISIS da un lato e il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) dall’altro. Piuttosto che un’inversione a U politica, com’è stata in generale descritta sui giornali, quest’offensiva rappresenta una nuova fase tattica del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) per districarsi, nella sua strategia di radicamento nazionale ed egemonia regionale, da un impasse strutturale che vede al suo centro i progressi della rivoluzione curda in Turchia e Siria.

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“Rifugiato” non equivale a “vittima”, contro un luogo comune

Con il susseguirsi delle situazioni di crisi nel Mediterraneo o altrove, l’attenzione dell’opinione pubblica viene richiamata dalle sempre più numerose persone in fuga dalla guerra, dalla povertà o dalle persecuzioni. Tuttavia, le rituali manifestazioni di compassione sui media e sulla scena politica svolgono un cattivo servizio alle attività in favore dei rifugiati perché involontariamente – e falsamente – li rappresentano in uno stato di inazione e passività. Descrivere i rifugiati in questa chiave non favorisce cambiamenti sociopolitici significativi.

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Nigeria, l’influenza crescente dei social media sulla politica

Le recenti elezioni presidenziali, esempio di democrazia per l’intero continente, hanno visto un largo uso delle piattaforme online. In realtà l’ecosistema dei social media in Nigeria sta vivendo un’incredibile trasformazione da alcuni anni. Che si evolva in una piattaforma che spinge o, al contrario, ostacola il cambiamento, è una storia ancora da verificare, tuttavia oggi nessun politico nigeriano può permettersi di correre per le elezioni nazionali senza perfezionare la sua presenza e/o il suo impegno sui social media.

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Dove vanno i social media, riflessioni dal GV Summit 2015

Ethan Zuckerman tira le fila della sesta edizione del Global Voices Citizen Media Summit, tenutosi nelle Filippine il 24 e 25 gennaio. “Ho passato la scorsa settimana a Cebu, la seconda città delle Filippine, insieme a trecento giornalisti, attivisti e studiosi della comunicazione, provenienti da più di sessanta Paesi. Sono stati due giorni pienissimi di tavole rotonde, workshop e discussioni sulle sfide più interessanti e coinvolgenti che la scrittura e l’attivismo online si trovano a fronteggiare oggi.”

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Acqua: milioni di persone senza, milioni di km per cercarla

Le cifre diffuse non sono mai le stesse. Una cosa è certa, milioni e milioni di persone al mondo – probabilmente 1 miliardo – non hanno accesso all’acqua potabile. E si calcola che, entro il 2025, la proporzione della popolazione al mondo che vivrà in aree o Paesi di difficile accesso a questo bene, aumenterà di due terzi. Questo significa anche morire per tutte quelle malattie collegate all’assenza d’acqua o all’approvvigionamento a fonti contaminate. Tutto ciò nonostante l’impegno e le Risoluzioni ONU sul tema.

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Burkina Faso, il futuro nella memoria di Sankara

A ventisette anni dall’assassinio di Thomas Sankara, il Paese sembra pronto per cambiare pagina e raccoglierne l’eredità. In questi anni Compaoré è riuscito a mantenere il potere e ha amministrato il Paese nell’impunità, sebbene ci siano stati periodici movimenti di protesta. Ora, l’opposizione politica è tornata ad organizzarsi e ha intensificato il proprio messaggio in attesa delle elezioni presidenziali che avranno luogo nel novembre del 2015.

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