Quei volti anonimi sospesi tra cielo e mare

Questo mese non voglio parlare dell’ignoranza che regna sovrana, anche al potere. Né del decadimento della politica. Ridotta a facili e odiosi populismi, o a muscolari prove di forza a danno dei deboli ma anche degli incolti. E nemmeno della volgarità che caratterizza il linguaggio pubblico amplificato da questi tristi social in cui si riesce a mettere il peggio di sé come negli strascichi di una relazione amorosa finita male. O dei deputati velisti che prendono per i fondelli noi e le Istituzioni. No, non è di queste quisquilie che voglio parlarvi. Questo mese voglio soffermarmi su una fotografia. È datata 1932 ed ha un titolo: Lunch atop a skyscraper. Una delle foto storiche del secolo scorso. Rappresenta 11 uomini mentre consumano il loro pranzo nella pausa di lavoro della costruzione di una delle torri del Rockefeller Center a Manhattan. Sono a 260 metri di altezza, seduti su una struttura d’acciaio larga pochi centimetri. Anonime figure abbracciate al loro destino. Italiani, irlandesi, polacchi. Era quella manovalanza povera e disperata che aveva visto nell’America il futuro. Ma è l’America che grazie a loro ha costruito il suo futuro. Anche loro erano gli altri, quelli che generano odio e paura. Dimenticando che tutti siamo “l’altro”.

Leggi il seguito

Se il migrante porta conoscenze e le insegna, a Matera si può

Mentre si continua a dibattere la questione delle navi allontanate dai porti italiani, dalla Basilicata arriva un esempio di storia positiva di integrazione. Nella Capitale europea della cultura 2019, Matera, una cooperativa sociale non-profit ha lanciato la Silent Academy, un’accademia dove oltre 400 migranti non ricevono formazione, ma sono loro stessi a fare da insegnanti, trasmettendo le loro conoscenze nei mestieri in cui erano abili nel Paese d’origine. Il progetto si ispira all’idea di arte pubblica, una fusione tra creatività e intervento sociale che potrebbe migliorare il sistema di accoglienza.

Leggi il seguito

Giornalismo digitale, le news si cercano, senza fiducia, sui social

I giornali online scontano la concorrenza delle piattaforme social. Che però oggi perdono terreno, in seguito a scandali e fake news che sembrano averne oscurato la popolarità. I lettori che navigano in Rete appaiono sempre più disorientati e la tanto declamata fruizione diretta di notizie senza filtri e mediatori sta mostrando i suoi limiti. La sfida del giornalismo di ieri come di oggi e di domani si gioca dunque sul fronte della credibilità e della capacità di raccontare la complessità in maniera efficace e convincente. Il punto, fra statistiche, classifiche e previsioni nel Digital News Report 2018.

Leggi il seguito

Femminismo africano, in Rete storie, battaglie e testimonianze

Se in Europa sembra superato e demodé, il movimento in Africa è più che mai vivo e dinamico. Le donne africane in questa lotta sembrano correre in avanti e mostrare che non c’è da stare sedute su presunte conquiste – sempre in bilico, in realtà. E corrono con lo strumento che consente oggi una condivisione aggregante e veloce, il web. Negli ultimi anni sono nati blog, collettivi, siti di informazione e accademici che svelano l’universo femminile – e femminista – africano. Navigare attraverso questi siti permette una comprensione più ampia dei fenomeni sociali del continente.

Leggi il seguito

Lampedusa, i libri senza parole che parlano a tutti

Sull’isola siciliana esiste una biblioteca stabile dal settembre del 2017, grazie alla volontà dell’organizzazione Ibby, sezione Italia e internazionale. L’ente non profit lavora da decenni per la diffusione della lettura anche tra i piccoli più disagiati. La biblioteca isolana oggi è una realtà positiva, dove i ragazzi stessi gestiscono le attività e si integrano con i migranti di passaggio. Con il progetto Silent Books, infatti, i libri perdono le parole per fare spazio alle immagini, universali nel loro linguaggio. La lettura diventa, così, concreto strumento di condivisione, amicizia, inclusione.

Leggi il seguito

Kiswahili, una lingua sotto costante assedio

La Tanzania è l’unico Paese nell’Africa subsahariana a possedere come lingua nazionale una lingua di origine locale parlata da quasi tutti gli abitanti e in grado di unire tutte le sue popolazioni. Il kiswahili è in realtà parlato da cento milioni di persone nel continente ed è presente a livello ufficiale. Tuttavia è minacciata dall’emergere di linguaggi che la mescolano con l’inglese e con altri idiomi locali; in questo giocano un ruolo anche i media e i sistemi scolastici. Cosa succederà se gli abitanti della Tanzania perderanno il loro rapporto con il kiswahili, e quindi con la propria cultura?

Leggi il seguito

Migrantour, il mondo intero in una città interculturale

Viaggio alla scoperta di mondi paralleli e nascosti con un progetto che prevede passeggiate interculturali guidate da cittadini stranieri. In una società apparentemente sempre più aperta, pur non conoscendo molto delle culture migranti le viviamo quotidianamente e non ci rendiamo conto che le nostre città sono diventate negli ultimi anni un mix di differenze e tradizioni. Oltre che un’esperienza di formazione, l’attività di questa cooperativa – nata come costola di Viaggi Solidali – consente anche uno sbocco lavorativo per gli accompagnatori.

Leggi il seguito

Razzismo, a Padova uno sportello per combatterlo

I dati su atti violenti a sfondo razzista non sono incoraggianti per l’Italia. Nel 2016 UNAR ha rilevato 7 casi al giorno di insulti e aggressioni per motivi razziali. Secondo le Forze dell’Ordine, nell’anno precedente si sono verificati 369 crimini d’odio con radici xenofobe. Una realtà basata su ignoranza, paura, superficialità d’analisi e chiusura nei confronti della diversità caratterizza la nostra società e il linguaggio politico. Come affrontare questa situazione? Arising Africans, associazione di afroitaliani, ci prova con le armi della conoscenza e dell’assistenza.

Leggi il seguito

Balcani, ondata di sessismo. La risposta delle donne

Regole patriarcali tradizionali, stereotipi e pregiudizi di genere sono ampiamente diffusi in ​​Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Croazia e in altri Paesi dell’ex Jugoslavia. Con il diffondersi dei social media, anche online le donne sono diventate i bersagli principali di molestie e discriminazioni. Tuttavia, negli ultimi anni, e soprattutto nei mesi più recenti sulla scia del movimento #MeToo, un numero sempre più crescente di donne in tutta la regione sta utilizzando proprio gli strumenti in Rete per reagire e combattere problemi da troppo tempo ignorati.

Leggi il seguito

Donne nere in Tunisia, una vita di esclusione e pregiudizi

Quattro donne, quattro vite diverse, un’unica convinzione: quella di uscire allo scoperto raccontandosi. Secondo le testimonianze di Houda, Sabrine, Rania e Maha, in Tunisia le donne nere spesso vivono l’esclusione sociale o sono vittima di stereotipi e false credenze. Nella rabbia delle loro parole c’è però anche tanta voglia di rivalsa. Partendo da quelle che soltanto in apparenza sono piccole conquiste, come accettare la bellezza naturale dei capelli afro, queste ragazze fanno sentire la propria voce al mondo intero.

Leggi il seguito
Pagina 1 di 3212345...102030...Ultima »