Genere e omosessualità, in Africa leggi e culture contro i diritti

Nel continente africano, la criminalizzazione dell’omosessualità risale all’epoca della colonizzazione con l’adozione delle “leggi anti-sodomia”. Ancora oggi, tali leggi non sono state abolite, bensì utilizzate dalle élite africane per interessi politici e religiosi. Si afferma che l’omosessualità non abbia mai fatto parte della cultura africana, nonostante studi antropologi sostengono l’esistenza delle relazioni omosessuali già nell’Africa pre-coloniale. Il mondo della cultura, soprattutto l’ambito cinematografico, sta dando il suo contributo per portare a galla il tema e combattere la discriminazione.

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Ecofemminismo, in difesa della Terra per una nuova umanità

Dominio e profitto rappresentano le fondamenta del sistema socio-economico odierno, ma esistono alternative a questo tipo di oppressione. Sono spesso i movimenti sociali dal basso che mettono in campo tali possibilità, soprattutto quando ad agire e cooperare è chi l’oppressione la subisce. Ambientalismo e femminismo si incontrano in un campo comune di resistenza, attivismo e trasformazione, per i diritti della Terra e per la dignità della vita di tutte e tutti.

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Rahma Nur, quel corpo nero e tormentato che prende la parola

Rahma, arriva in Italia da Mogadiscio all’età di 5 anni. Insegnante, scrittrice, poeta, trova nella parola il modo per dare forma a emozioni, dolori, traumi. La nerezza e l’invalidità – causata dagli effetti della poliomelite – le fanno conoscere ostilità, discriminazione, ma anche solidarietà, amicizie e le fanno sperimentare quella che chiama “invisibilità”. Per uscire da quell’invisibilità usa la parola. Ed è ancora attraverso la scrittura che riesce a raccontare il dramma della mutilazione genitale. Un evento che ha toccato profondamente la sua vita.

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Prison Songbook, il blues dalle carceri dove giustiziavano i neri

Marco Vignazia e Sara Piolanti sono due musicisti italiani che fanno blues da 30 anni. Da qualche tempo si sono messi a lavorare su un percorso sociale, storico e antropologico: andare alla ricerca delle songs nate all’interno delle carceri americane (o dall’esperienza della detenzione) dove nel secolo scorso si continuava ad applicare il regime razziale che era esistito, e in molti casi esisteva ancora, nel mondo fuori. Vignazia e Piolanti hanno riportato alla luce un repertorio che sa di sofferenza, prevaricazioni e dolore. Con loro quel blues torna a rivivere per denunciare i rapporti di forza tra bianchi e neri in quegli anni.

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75 anni dall’atomica, lezioni da due giganti del panafricanismo

Ricordare Hiroshima e Nagasaki è anche l’occasione di ripensare l’approccio africano agli armamenti atomici che si rifà ai contributi di Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana post-coloniale, e Ali Mazrui, eminente studioso keniota. Il primo sposava l’approccio abolizionista non violento, il secondo non escludeva il ricorso agli armamenti per la sua diffidenza verso il Trattato di non-proliferazione (1968), che riteneva strumento razzista e orientato allo status quo dei rapporti di potere. Conciliare i due apporti vuol dire aderire al Trattato per la proibizione delle armi nucleari (2017) puntando decisamente al disarmo nucleare globale.

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Nigeria, il gigante africano con le identità radicate nelle viscere

Un Paese vasto dalle molte peculiarità, gravido di novità e di Storia. La Nigeria ha una popolazione eterogenea, quasi 200 milioni di abitanti e al suo interno convivono diverse religioni e culture tutte fortemente identitarie e millenarie. In Italia l’estrema attenzione dei media ai fenomeni migratori ha colpevolmente contribuito a diffondere pregiudizi su questo Paese, ma è bene che si lasci lo spazio alla curiosità perché esso riserva grandi sorprese e piacevoli scoperte. Abbiamo parlato con la ricercatrice Luisa Casagrande che da italo-nigeriana ci ha offerto un punto di vista privilegiato.

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MeticciaMente, un ponte di storie e culture tra Roma e Abidjan

Pamela Aikpa Gnaba, blogger, ha deciso di fare il “percorso inverso” e dall’Italia è andata a vivere in Africa, Costa d’Avorio. Una scelta che aiuta anche noi che l’ascoltiamo ad approfondire la cultura ivoriana ma anche ad assumere gli strumenti per scardinare quei pregiudizi che con il tempo creano fratture tra persone e società. In questa intervista un piccolo assaggio delle tradizioni e della vita quotidiana ad Abijan e dintorni e la storia di chi è cresciuta in una famiglia mista con il vantaggio di avere punti di vista diversi e ampi. Il suo blog è “MeticciaMente”.

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Diritto africano: leggi, costumi, tradizioni nelle pagine letterarie

Il diritto di un popolo è strettamente connesso alla sua storia e alla sua cultura e se ne possono trovare numerosi riferimenti anche nell’ambito della produzione letteraria. Rispetto all’Africa, la letteratura può aiutare a comprendere il difficile e articolato rapporto tra diritti delle tradizioni locali e sistemi giuridici importati durante e dopo il periodo coloniale. Nigeria, Ghana, Guinea, Costa d’Avorio, Kenya e Sudafrica ne sono un ottimo esempio. Attraverso pagine di autori acclamati in patria e all’estero è possibile dunque ricostruire la storia delle legislazioni prima e dopo la colonizzazione.

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Marilena Delli, la talent scout che porta gioia all’Africa nascosta

Scrittrice, fotografa, regista, documentarista. Nata in Italia da padre italiano ex prete missionario in Africa e da madre rwandese. Nel suo secondo libro, “Negretta”, racconta cosa ha voluto dire crescere in un quartiere del bergamasco, enclave della Lega. Oggi con Ian Brennan, pluripremiato produttore musicale, va in giro per il mondo – in particolare in Africa – a scoprire talenti musicali facendoli emergere dall’apartheid artistica in cui altrimenti rimarrebbero confinati. Progetti che includono esperienze di etnomusicologia e musicoterapia in contesti di dolore e isolamento come la prigione di massima sicurezza Zomba, in Malawi.

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TikTok e il giornalismo 2.0 ai tempi del #BlackLivesMatter

Nata per la Generazione Z, si tratta dell’applicazione che ha segnato la prima parte del 2020. Con i numeri in continuo aumento e sempre più utenti, la piattaforma cinese si presenta come un bacino di numerose opportunità per il giornalismo contemporaneo. Non mancano i reporter che già hanno compreso la potenziale portata di questo fenomeno, così come sempre più numerosi sono gli influencer che scelgono di dedicare il proprio spazio a dibattiti e di contribuire a movimenti sociali e all’attivismo che sta coinvolgendo le piazze negli ultimi mesi.

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