Cina, destinazione da record per gli studenti africani anglofoni

Negli ultimi anni il gigante asiatico ha registrato un notevole aumento del numero di studenti provenienti dall’Africa, superando Gran Bretagna e Stati Uniti e diventando la seconda destinazione a livello mondiale. Il corpo studentesco africano è passato da poco meno di 2.000 allievi nel 2003 a quasi 50.000 nel 2015. A parte l’accesso a borse di studio, sono svariate le ragioni che spingono un così gran numero di persone a partire: opportunità linguistiche, commerciali, imprenditoriali, economiche. L’articolo ci offre una visione d’insieme sul fenomeno.

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Innovation Prize for Africa, soluzioni creative per il continente

Un modo per conoscere lo stato dell’innovazione in Africa? Sicuramente l’Innovation Prize for Africa. Organizzato ormai per il sesto anno consecutivo dall’African Innovation Foundation può aiutare a comprendere quanto dinamico sia il continente nell’ambito della ricerca applicata. Etiopia, Sudafrica, Nigeria, Marocco, Botswana e quest’anno Ghana. I Paesi ospitanti e soprattutto chi vi prende parte accolgono questo evento come una grande ventata di novità per quel che riguarda l’ingegno creativo del continente.

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Ghayath Almadhoun, quando il dolore diventa poesia

“Sono una macchina che genera poesia e la mia poesia non è nient’altro che l’espressione, il risultato della mia vita”. Quelle di Ghayath Almadhoun sono esperienze tali da cambiartela la vita, rivoltarla, farla in mille pezzi. Madre siriana, padre palestinese, Ghayath, ha vissuto per tutta la sua vita come figlio di una diaspora forzata. Come rifugiato, esiliato, o – lasciando da parte le etichette – semplicemente come un viaggiatore. Lo abbiamo intervistato nel corso di un suo reading in Italia.

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La macchina sognante: poesia, passione e impegno civile

Ci sono cose che “raccontate” attraverso lo strumento poetico lasciano più traccia: chiamiamola poesia sociale, poesia di impegno civile. Un bell’esempio di diffusione e conoscenza di questo tipo di poesia è La Macchina Sognante, un contenitore che mette insieme storie, persone, emozioni. Ma la Macchina sognante, non è solo poesia: sono voci dal mondo che portano a galla, analizzano e parlano delle situazioni estreme dei nostri giorni. I conflitti, i muri, le frontiere, i razzismi e le xenofobie, le migrazioni.

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Africa e Università, un progetto per decolonizzare gli studi

Non accade spesso di dover costruire una nuova Università partendo da zero: il luogo, lo staff e i curriculum di studio. Ma è proprio quello che si sta facendo nelle Mauritius, in uno dei più recenti Istituti per l’istruzione superiore, l’African Leadership University. Al centro del lavoro c’è il concetto di decolonizzazione. Attraverso sette impegni ci si augura di raggiungere l’obiettivo di un’istruzione più equa e rappresentativa dell’Africa e degli africani. Il racconto del docente universitario che ha elaborato il progetto anche insieme agli studenti.

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Il ruolo della cultura nello sviluppo del continente africano

L’Africa comprende un’enorme diversità di norme e prassi culturali. Differenze tra regioni, nazioni e gruppi etnici che devono essere riconosciute. Piuttosto che considerare questa ricca diversità culturale come un ostacolo per lo sviluppo, il continente dovrebbe trarne vantaggio nella propria ricerca di uno sviluppo economico e dovrebbe cambiare il proprio atteggiamento verso il lavoro, la fiducia interpersonale, il tempo, i giovani e le donne. Questo articolo esamina brevemente alcuni fattori culturali che hanno avuto un’influenza negativa sullo sviluppo delle nazioni africane e, successivamente, prende in considerazione alcune risorse culturali e il loro potenziale, come ad esempio la musica, il turismo culturale e il cinema.

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Bangladesh, tra contrasti economici e conflitti religiosi

Un territorio grande circa la metà dell’Italia con una popolazione di oltre 150 milioni di persone. Tra loro molta gente dedita al lavoro che, nonostante le tante difficoltà, prova a rialzare la testa piegata dagli ultimi conflitti religiosi e dagli attentati. Nell’articolo i contrasti di un Paese in pieno sviluppo dove però “qualcuno ha dimenticato di includere chi rimane per strada, chi rimane immobile e aspetta di trovare qualcosa da mangiare, chi aspetta il suo momento finché questo arriva, il turno del corvo”, nelle parole di un anziano incontrato dall’autore durante il viaggio.

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Un’enciclopedia sull’arte africana, il progetto parte dal Ghana

A concepire il progetto una donna. Africana, ghanese. Si tratta di Nana Oforiatta-Ayim, scrittrice, storica dell’arte e filmmaker. Il progetto è ambizioso: raccogliere online le forme artistiche dei secoli passati e quelle contemporanee di ogni Paese del continente. La Cultural Encyclopaedia sarà – ha già cominciato ad essere – un contenitore di arte ed artisti. Diviso in sezioni, comprende dunque arte visiva, architettura, letteratura, musica, teatro, cinema, fashion, design. C’è anche spazio per le scienze sociali: sociologia, psicologia, antropologia, politica.

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Africa, giornalismo investigativo e media italiani

Per informarsi seriamente su questo continente i media italiani dovrebbero dare spazio a report e inchieste di media e giornalisti africani, esperti del loro territorio e dei relativi aspetti sociali, politici ed economici. Spesso i nostri media si affidano invece al giornalismo mordi e fuggi, finito il tempo dei corrispondenti dall’estero. Con il riproporsi di luoghi comuni, di opinioni più che fatti, magari con l’atteggiamento dei buoni samaritani. Di giornalisti impegnati, in Africa ce ne sono in realtà una miriade, basterebbe smetterla di pensare in modo eurocentrico per scoprire e imparare a raccontare meglio le realtà del continente.

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Brexit e Trump: se fossero solo una simulazione virtuale?

I recenti eventi politici che pare abbiano capovolto il mondo erano inimmaginabili 18 mesi fa. In effetti, sono così straordinari che alcuni hanno iniziato a chiedersi se potrebbero essere un indizio del fatto che in realtà viviamo in una qualche simulazione virtuale o in un esperimento alieno. Questi eventi inattesi potrebbero essere degli esperimenti per vedere come i sistemi politici reagiscono sotto stress. Oppure degli scherzi crudeli fatti a nostre spese dai nostri guardiani alieni. O magari sono soltanto dei bug informatici che non sarebbero mai dovuti accadere.

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