Africa, la cera pongo per costruire immaginari e titoli di stampa

L’informazione sull’Africa e sugli africani, le storie che da lì provengono, sono molto spesso viziate da un pregiudizio di fondo. Quello che – coscientemente o meno – ci porta a giudicare tutto con una lente distorta. La lente del vecchio concetto – prima schiavista, poi missionario, poi coloniale dell’Africa come dark continent. E così i nostri media continuano a pubblicare solo le questioni più “succulente”, a evidenziare il ruolo degli occidentali nella sua rinascita o salvezza o – al contrario – a pubblicare articoli sottolineando con enfasi il cambiamento epocale che il continente sta vivendo nel secolo in corso.

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Come la destra populista in Europa strumentalizza le donne

Diritti umani, libertà delle donne, difesa dell’emancipazione femminile: questi sono i temi centrali della retorica populista e anti-migratoria puttosto diffusa tra i partiti politici di destra europei. L’intento è di presentare l’islamofobia come tutela delle libertà. Il risultato, invece, è la cultura di marginalizzazione dei cittadini musulmani, ormai fortificata attraverso l’uso strumentale della differenza tra “noi” e “loro” soprattutto in termini di diritti al femminile. Ne è un esempio la destra in Francia e Germania, i due Paesi europei presi in questione nell’analisi che pubblichiamo.

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Sudan, immagini dal sit-in che ha segnato la rivoluzione

Il sogno di un Paese diverso, in cammino verso una democrazia stabile dopo decenni di dittatura e repressione militare, ha fatto sbocciare e dato finalmente spazio ad artisti e movimenti popolari rimasti nell’ombra per moltissimi anni. I giorni delle proteste a Khartoum, tra l’aprile e il giugno di quest’anno, hanno rappresentato un momento di forte liberazione e creatività tra i giovani sudanesi, e non solo, culminati in espressioni artistiche quali poesie e graffiti sui temi del cambiamento e della rivoluzione. Proseguono le corrispondenze di Michele Pasquale.

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India e crisi ambientale, informazione soffocata dalla censura

Se è vero che la democrazia si misura anche attraverso la libertà e l’indipendenza dell’informazione, allora lo Stato indiano è in allarme. Troppo spesso, infatti, i giornalisti vengono messi a tacere e le notizie “scomode” per il Governo non vengono diffuse. Dai gravi problemi ambientali del Tamil Nadu alla carenza di acqua nei piccoli villaggi fino ai casi di suicidi in aumento, molti eventi dell’India sono mal documentati. Diminuisce, così, la qualità della democrazia e la possibilità di avere una popolazione davvero consapevole.

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Reporter, quei moderni Griot che raccontano le voci di dentro

Raccontare il mondo con autenticità ed empatia è un bisogno ancestrale. Ed è un’arte difficile che passa attraverso conoscenza ed empatia.Lo sanno bene quei fotoreporter che, con immagini e parole, diffondono la conoscenza di luoghi, persone, stati d’animo, senza cadere nella trappola dei pregiudizi, del sensazionalismo, della banalità. Un po’ ladro e un po’ rivoluzionario, il reporter si serve da sempre della fotografia per costruire ponti tra chi osserva e chi viene immortalato. Se poi è un cooperante, il suo affascinante e difficile compito del narrare è ancora più impregnato di vita vissuta.

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Africa, la “democrazia” occidentale strumento del neoliberismo

Il concetto di “buona governance” è stato elaborato dopo la caduta del muro di Berlino e da allora utilizzato come ricetta universale per risolvere nel continente africano le questioni relative allo sviluppo. Anche se l’agenda neoliberale vorrebbe diffondere la democrazia di stampo occidentale nel continente presentandola come soluzione a tutti i mali, in realtà un’analisi culturale dimostra come varie comunità africane siano depositarie di propri valori “democratici” che, applicati al contesto territoriale, garantiscono una governance caratterizzata da partecipazione ed efficienza.

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L’Amazzonia piange i suoi “Guardiani”. E la mattanza continua

Nella foresta pluviale prosegue l’escalation di violenza contro i difensori ambientali. Minacce, intimidazioni e omicidi si susseguono in un clima di quasi totale impunità. In un contesto dove patrimonio ambientale, diritti dei popoli indigeni e sviluppo economico sono strettamente interconnessi e imprescindibili gli uni dagli altri, l’attivismo rappresenta un vero e proprio ostacolo per i loschi affari di quanti vedono nell’Amazzonia solo una mucca da mungere per il proprio profitto. Ecco perché attori governativi e societari si adoperano per silenziare gli ambientalisti con metodi definibili mafiosi.

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Vivere nella Striscia di Gaza, da 70 anni prigione a cielo aperto

Esiste un territorio nella regione palestinese che è considerato una sorta di prigione per i suoi circa 2 milioni di abitanti. È la Striscia di Gaza, lingua di terra incuneata tra Israele ed Egitto che ogni giorno deve fare i conti con le restrizioni alle libertà imposte nel 2007 dal Governo di Tel Aviv. Persone e beni di prima necessità riescono a transitare nella Striscia solo in base a quote stabilite da Israele. La conseguenza è l’aumento di povertà, frustrazione e violenza tra i suoi abitanti, ancora in cerca di libertà e giustizia. Ce lo racconta Ahmed Masoud, originario di Gaza e autore del romanzo “Scomparso”, edito in Italia da Legeb.

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Tamil Nadu, i villaggi stretti tra i disastri del clima e industrie

I pescatori dei piccoli villaggi in India lottano ogni giorno contro i danni causati dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Nella regione del Tamil Nadu, per esempio, le comunità locali hanno tentato di manifestare contro le pratiche delle industrie che scaricano rifiuti nel mare e nei fiumi. Ma la protesta è finita in tragedia con diverse vittime. Oggi, queste stesse persone cercano di sopravvivere all’impatto distruttivo degli scarichi in mare, dell’erosione delle coste, della scarsità di pesce. Attaccamento alle tradizioni e senso di appartenenza uniscono i villaggi in questa sfida quotidiana.

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Libertà accademica a rischio, quali i confini al pensiero critico

La libertà di ricerca dev’essere il cuore pulsante del sistema universitario. Alla luce delle attuali tendenze politiche, oggi più che mai questa libertà è a rischio, e lo è a livello globale, con preoccupanti sviluppi in particolari Paesi. L’orientamento neoliberale dell’istruzione ha portato a ulteriori più sottili minacce e, per combattere questa tendenza, le istituzioni universitarie hanno bisogno di riformare profondamente le proprie strutture. C’è bisogno di consapevolezza e di pensiero critico, fondamentali mentre il mondo soffre una generale crisi di governance.

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