Carte da teatro, Kamishibai: l’arte antica dai molti linguaggi

Nonostante nel mondo il progresso tecnologico domini ovunque, una tradizione secolare giapponese di storytelling resiste e viene fatta rivivere per il pubblico moderno. Il kamishibai raccoglie in sé l’antica arte del racconto per immagini e quella dei benshi, i narratori dei film muti del Novecento giapponese. Esibizioni e laboratori sono oggi popolari in molti Paesi in tutto il mondo, perché questa è un’attività di gruppo, un’esperienza condivisa che coinvolge narratore e pubblico, e viene quindi utilizzato in biblioteche, case di cura o scuole. Ma quest’arte è in realtà a disposizione di chiunque voglia conoscerla.

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Quei volti anonimi sospesi tra cielo e mare

Questo mese voglio soffermarmi su una fotografia. È datata 1932 ed ha un titolo: Lunch atop a skyscraper. Una delle foto storiche del secolo scorso. Rappresenta 11 uomini mentre consumano il loro pranzo nella pausa di lavoro della costruzione di una delle torri del Rockefeller Center a Manhattan. Sono a 260 metri di altezza, seduti su una struttura d’acciaio larga pochi centimetri. Anonime figure abbracciate al loro destino. Italiani, irlandesi, polacchi. Era quella manovalanza povera e disperata che aveva visto nell’America il futuro. Ma è l’America che grazie a loro ha costruito il suo futuro. Anche loro erano gli altri, quelli che generano odio e paura. Dimenticando che tutti siamo “l’altro”.

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Se il migrante porta conoscenze e le insegna, a Matera si può

Mentre si continua a dibattere la questione delle navi allontanate dai porti italiani, dalla Basilicata arriva un esempio di storia positiva di integrazione. Nella Capitale europea della cultura 2019, Matera, una cooperativa sociale non-profit ha lanciato la Silent Academy, un’accademia dove oltre 400 migranti non ricevono formazione, ma sono loro stessi a fare da insegnanti, trasmettendo le loro conoscenze nei mestieri in cui erano abili nel Paese d’origine. Il progetto si ispira all’idea di arte pubblica, una fusione tra creatività e intervento sociale che potrebbe migliorare il sistema di accoglienza.

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Giornalismo digitale, le news si cercano, senza fiducia, sui social

I giornali online scontano la concorrenza delle piattaforme social. Che però oggi perdono terreno, in seguito a scandali e fake news che sembrano averne oscurato la popolarità. I lettori che navigano in Rete appaiono sempre più disorientati e la tanto declamata fruizione diretta di notizie senza filtri e mediatori sta mostrando i suoi limiti. La sfida del giornalismo di ieri come di oggi e di domani si gioca dunque sul fronte della credibilità e della capacità di raccontare la complessità in maniera efficace e convincente. Il punto, fra statistiche, classifiche e previsioni nel Digital News Report 2018.

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Femminismo africano, in Rete storie, battaglie e testimonianze

Se in Europa sembra superato e demodé, il movimento in Africa è più che mai vivo e dinamico. Le donne africane in questa lotta sembrano correre in avanti e mostrare che non c’è da stare sedute su presunte conquiste – sempre in bilico, in realtà. E corrono con lo strumento che consente oggi una condivisione aggregante e veloce, il web. Negli ultimi anni sono nati blog, collettivi, siti di informazione e accademici che svelano l’universo femminile – e femminista – africano. Navigare attraverso questi siti permette una comprensione più ampia dei fenomeni sociali del continente.

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Lampedusa, i libri senza parole che parlano a tutti

Sull’isola siciliana esiste una biblioteca stabile dal settembre del 2017, grazie alla volontà dell’organizzazione Ibby, sezione Italia e internazionale. L’ente non profit lavora da decenni per la diffusione della lettura anche tra i piccoli più disagiati. La biblioteca isolana oggi è una realtà positiva, dove i ragazzi stessi gestiscono le attività e si integrano con i migranti di passaggio. Con il progetto Silent Books, infatti, i libri perdono le parole per fare spazio alle immagini, universali nel loro linguaggio. La lettura diventa, così, concreto strumento di condivisione, amicizia, inclusione.

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Kiswahili, una lingua sotto costante assedio

La Tanzania è l’unico Paese nell’Africa subsahariana a possedere come lingua nazionale una lingua di origine locale parlata da quasi tutti gli abitanti e in grado di unire tutte le sue popolazioni. Il kiswahili è in realtà parlato da cento milioni di persone nel continente ed è presente a livello ufficiale. Tuttavia è minacciata dall’emergere di linguaggi che la mescolano con l’inglese e con altri idiomi locali; in questo giocano un ruolo anche i media e i sistemi scolastici. Cosa succederà se gli abitanti della Tanzania perderanno il loro rapporto con il kiswahili, e quindi con la propria cultura?

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Migrantour, il mondo intero in una città interculturale

Viaggio alla scoperta di mondi paralleli e nascosti con un progetto che prevede passeggiate interculturali guidate da cittadini stranieri. In una società apparentemente sempre più aperta, pur non conoscendo molto delle culture migranti le viviamo quotidianamente e non ci rendiamo conto che le nostre città sono diventate negli ultimi anni un mix di differenze e tradizioni. Oltre che un’esperienza di formazione, l’attività di questa cooperativa – nata come costola di Viaggi Solidali – consente anche uno sbocco lavorativo per gli accompagnatori.

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Razzismo, a Padova uno sportello per combatterlo

I dati su atti violenti a sfondo razzista non sono incoraggianti per l’Italia. Nel 2016 UNAR ha rilevato 7 casi al giorno di insulti e aggressioni per motivi razziali. Secondo le Forze dell’Ordine, nell’anno precedente si sono verificati 369 crimini d’odio con radici xenofobe. Una realtà basata su ignoranza, paura, superficialità d’analisi e chiusura nei confronti della diversità caratterizza la nostra società e il linguaggio politico. Come affrontare questa situazione? Arising Africans, associazione di afroitaliani, ci prova con le armi della conoscenza e dell’assistenza.

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Balcani, ondata di sessismo. La risposta delle donne

Regole patriarcali tradizionali, stereotipi e pregiudizi di genere sono ampiamente diffusi in ​​Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Croazia e in altri Paesi dell’ex Jugoslavia. Con il diffondersi dei social media, anche online le donne sono diventate i bersagli principali di molestie e discriminazioni. Tuttavia, negli ultimi anni, e soprattutto nei mesi più recenti sulla scia del movimento #MeToo, un numero sempre più crescente di donne in tutta la regione sta utilizzando proprio gli strumenti in Rete per reagire e combattere problemi da troppo tempo ignorati.

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