Khartoum, in una biblioteca all’aperto i libri negati da al-Bashir

Un libraio sudanese ha dato vita a un’iniziativa singolare tra le strade della capitale del Sudan: una distesa di libri messi sull’asfalto, alla portata di tutti – testi severamente vietati dal regime e finora introvabili. Questo curioso avvenimento ci ricorda quanto negli ultimi anni nel Paese sia stato difficile esprimere la propria opinione e avere libero accesso ad informazioni reali ed attendibili. Omar al-Bashir voleva un popolo ignorante e disinformato – ma oggi i sudanesi stanno tornando a nutrirsi della linfa vitale che per tanti anni gli è stata negata: il diritto di imparare, educarsi, pensare.

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Ex Africa, in mostra i capolavori universali dell'”arte negra”

Al Museo Civico Archeologico di Bologna fino all’8 settembre 2019, un allestimento che ha il merito di restituire dignità alla produzione artistica di tutti i tempi del continente. Lo chiarisce anche il sottotitolo dell’evento, “Storie e identità di un’arte universale”. Sotto l’occhio – a volte stupito – del visitatore ci sono oltre 270 capolavori provenienti da grandi musei e collezioni internazionali. L’esposizione, divisa in 9 sezioni, sfata pregiudizi e luoghi comuni sul continente, come quello che dall’Africa non sia emersa vera e propria arte ma produzioni di generici saperi collettivi. Emergono invece scuole, stili, manufatti del tutto originali.

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L’ombra di Franco, girano ancora i libri amputati dalla censura

Per lungo tempo la Spagna ha faticato nell’elaborare gli orrori del passato ma, negli ultimi anni, è riuscita ad affrontare alcune delle sue pagine più dolorose. Ciò che pochi sanno è che uno dei retaggi più controversi del franchismo si estende ancora oggi su uno dei mezzi culturali più diffusi: i libri. Molte opere del mondo ispanico infatti, circolano ancora con le amputazioni volute dai censori franchisti. Oggi che l’estrema destra sta guadagnando terreno con propositi che rimandano indietro nel tempo, ripristinare il passato senza filtri appare di fondamentale importanza.

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La fotografa bambinaia che fermava la vita ma restò nell’ombra

Si chiamava Vivian Maier (1926-2009), nata da madre francese e padre austriaco nel Bronx di New York. Una vita che definiremmo solitaria la sua. Certamente eccentrica. Per vivere non fece altro che la tata, cambiando case e quartieri. E ogni volta “imponendo” ai datori di lavoro la presenza delle sue scatole, dove poi sono state ritrovate 100.000 fotografie, alcune ancora nei rullini. Ma non pensò mai di utilizzare la fotografia come mestiere. Nonostante libri, mostre e documentari sulla sua arte e vita, non sapremo mai davvero cosa la spingesse. Forse voleva semplicemente fotografare la vita: fermarla, goderne almeno per un attimo, per lasciarla poi al suo destino.

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Messico: forza, paure e ribellioni dietro il movimento #MeToo

La lotta contro le molestie sessuali e le altre forme di violenza subite dalle donne si sta diffondendo anche nel territorio centroamericano. Da troppo tempo la popolazione femminile era costretta al silenzio per paura di un sistema che difende più gli aggressori che le vittime. Tutto ha avuto inizio con un tweet che ha provocato un’ondata di segnalazioni in numerosi settori, dal giornalismo al teatro fino all’ambito accademico. Attraverso i social media si è creato uno spazio utile a esprimersi liberamente e denunciare gli abusi.

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Fatimah, l’artista irachena che insegna la libertà alle donne

Come si vive in Iraq nel 2019? Uno sguardo alla vita di tutti i giorni – quella della gente comune – filtrata attraverso gli occhi di un’artista ventiseienne nata in una delle città più conservatrici del Paese. Al di là del conflitto e dello Stato Islamico rimangono altri problemi irrisolti: dispotiche società tribali, oppressione delle donne, settarismo, acqua contaminata, navi che affondano e anarchia generale, situazioni che tengono la vita degli Iracheni continuamente appesa ad un filo.

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L’arte che racconta l’inquinamento. Storia da uno slum a Nairobi

Il problema dell’aria inquinata è globale ma certi popoli sono più afflitti di altri. A Mukuru, una delle baraccopoli più grandi del Kenya, il progetto The AIR Network, composto da un gruppo multidisciplinare di ricercatori, si prefigge di lavorare a stretto contatto con la comunità per individuare le fonti del problema, andando oltre i metodi più tradizionali. Sfruttando la creatività grazie all’uso di cinema, teatro, pittura e musica, mira a coinvolgere attivamente la popolazione nel trovare soluzioni realmente applicabili ed efficaci che partano proprio da coloro che vivono il disagio in prima persona.

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Christian Rocca, regolamentare Internet per salvare la società

Con l’approvazione della Direttiva UE in materia di diritto d’autore nel mercato online, lo scenario editoriale è destinato a cambiare in profondità. In attesa di vedere come le singole nazioni recepiranno la direttiva, non si placa il dibattito su come tutelare correttamente il copyright senza mettere il bavaglio alla Rete. Quella che segue è una breve intervista al giornalista e scrittore sul suo nuovo testo-pamphlet dal titolo provocatorio: “Chiudete Internet – Una modesta proposta”. Ecco cosa ci ha detto, guardando al fenomeno in una prospettiva storica.

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Malesia, la tolleranza e il rispetto come esempio per il mondo

Un tuffo in questo Paese del Sud-Est asiatico, dove tre grandi gruppi etnici, malay, cinese, e indiano, convivono senza osteggiarsi gli uni con gli altri. Dove le moschee sorgono accanto ai templi indù, e al capodanno cinese seguono i festeggiamenti del Ramadan e del Diwali. Una breve analisi di come la gente gestisce questa storica coesistenza, nell’assenza di violenza da ormai cinquant’anni, dei problemi sociali che tuttavia ne scaturiscono, delle soluzioni adottate dal Governo e soprattutto delle lezioni che se ne possono trarre.

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Simbiocene, progettare il futuro oltre il pessimismo ambientale

L’Antropocene è l’era della dominazione umana sul pianeta, i cui impatti alimentano le prime pagine dei giornali insieme a paura e sconforto. Il filosofo ambientale australiano Glenn Albrecht oppone una visione che smonta il mito della separazione tra uomo e natura e mette al centro la convivenza tra gli esseri viventi. Le bioscienze stanno dimostrando infatti la centralità della coesistenza in simbiosi tra le diverse specie come fondamento per la vita. L’adozione dei principi simbiotici nei sistemi sociali e tecnologici umani rappresenta una sfida entusiasmante e positiva per tutta l’umanità.

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