Somalia, il conflitto infinito finanziato dagli interessi degli USA

Dal presidente Bush senior, che voleva riscattare le cocenti sconfitte statunitensi, fino all’attuale politica del presidente Trump e la sua lotta al terrorismo, la Somalia è stata ed è tuttora teatro di occupazioni e bombardamenti. Operazioni che molto hanno fatto per gli interessi occidentali verso il petrolio e le ricche risorse naturali della regione, ma che hanno danneggiato le imprese locali e la popolazione che ora è anche ostaggio dei ricatti e delle faide interne di gruppi estremisti come al-Shabaab. L’unica speranza di stabilità sembra quindi essere il raggiungimento di un’unità nazionale.

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Abiy Ahmed, giovane leader a confronto con vecchi problemi

In un continente dove i vecchi leader faticano a staccarsi dal potere, il nuovo primo ministro etiope è presto diventato un’icona di riferimento per molti africani. Se da un lato sta cercando di far uscire il Paese dal passato liberando i prigionieri politici e mettendo fine al conflitto ventennale con l’Eritrea, dall’altro fronteggia il malcontento di molti gruppi etnici che sono stati a lungo ignorati. Come se non bastasse, nonostante il progresso registrato negli ultimi anni, la società è ancora afflitta da povertà e disuguaglianza. Sono quindi molte le sfide per il nuovo giovane leader.

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Brasile, Bolsonaro fa guerra all’ambiente in nome del progresso

Da poco in carica, il neo presidente brasiliano sta già mettendo in pratica le sue preoccupanti politiche in materia ambientale. Ancora prima del suo insediamento, il tasso di deforestazione dell’Amazzonia è tornato a crescere dopo anni di incoraggiante diminuzione, e si teme andrà solo peggiorando. Dalla costruzione di dighe, allo sfruttamento di terreni e sempre meno diritti per gli indigeni, le premesse sono allarmanti. Ma la strada non è spianata, gli ambientalisti brasiliani e internazionali sono infatti sempre più determinati a salvaguardare questa regione, fondamentale per la sopravvivenza di tutto il pianeta.

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Turchia, l’arte di strada “arma” contro la repressione ideologica

L’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi dovrebbe far riflettere sulla situazione dei media in Turchia. La libertà di espressione è sempre più limitata e manipolata dal Governo. Mentre alcuni si autocensurano per paura di essere arrestati, altri agiscono nell’ombra, usando mezzi di diffusione non convezionali, per aprire gli occhi alla gente. Tra questi il giovane Adekan, che con i suoi murales vuole scuotere le coscienze, ma anche nomi più famosi, come lo scrittore Orhan Pamuk, che con la creazione di un particolare Museo cerca di proteggere la società turca dall’abisso della censura.

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Cambogia, schiavi dello sviluppo urbano e mattoni insanguinati

I cambiamenti climatici e gli interessi occidentali nello sviluppo edilizio cambogiano hanno portato il Paese a una situazione dove la schiavitù è sempre più diffusa. I piccoli proprietari terrieri stanno perdendo tutto e si sono indebitati rendendosi così vulnerabili allo sfruttamento nelle fornaci in cui si cuociono quei mattoni su cui si fonda la crescita del Paese a favore degli investitori per lo più stranieri. Dietro quindi l’apparente indignazione verso abusi e violazioni di diritti umani, è proprio l’Occidente a trarre i principali benefici di queste condizioni terribili.

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Balcani, il ritorno dei nazionalismi all’ombra della crisi europea

L’instabilità dell’Unione Europea sta arrecando conseguenze negative non solo per i suoi Stati membri, ma anche per quelli vicini e, almeno fino a poco tempo fa, speranzosi di entrare a farne parte. In particolare la regione dei Balcani, già reduce dalle guerre devastanti degli anni Novanta, rischia di pagare un prezzo molto alto per le politiche ultimamente attuate dai leader europei. La mancata annessione all’UE potrebbe infatti significare la riapertura di ferite mai davvero ricucite tra i popoli della regione, contraddistinta da una geopolitica vulnerabile e rischiosa.

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